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Ciclocross: Italia argento mondiale nel Team Relay, oro all'Olanda
30.01.2026 18:58 di Napoli Magazine
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Il Mondiale di ciclocross 2026 si apre con una medaglia d'argento per l'Italia. A Hulst, nel Team Relay, gli azzurri conquistano il secondo gradino del podio al termine di una gara guidata anche per lunghi tratti. Il sestetto formato da Filippo Grigolini, Stefano Viezzi, Sara Casasola, Elisa Ferri, Giorgia Pellizotti e Filippo Fontana si arrende solo all'Olanda, tenendo dietro il più quotato Belgio. Grande soddisfazione per il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni: "Questa è la prima medaglia del ciclismo italiano nel 2026 ed è arrivata subito, ai Mondiali di ciclocross, proprio nella gara d'esordio. Tornare sul podio mondiale a distanza di un anno, e farlo con una formazione diversa, è un segnale importante: conferma la qualità complessiva del nostro movimento e il valore del lavoro che il tecnico e tutto lo staff stanno portando avanti". Contento anche Daniele Pontoni, c.t: "Per un momento abbiamo anche accarezzato l'idea dell'oro, ma restiamo con il sorriso e soprattutto con la consapevolezza che i nostri atleti sono ormai stabilmente a livello mondiale, dentro l'élite. Siamo soddisfatti di quanto fatto finora, ma non abbiamo certo la pancia piena: c'è ancora tanto da fare".

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Ciclocross: Italia argento mondiale nel Team Relay, oro all'Olanda

di Napoli Magazine

30/01/2026 - 18:58

Il Mondiale di ciclocross 2026 si apre con una medaglia d'argento per l'Italia. A Hulst, nel Team Relay, gli azzurri conquistano il secondo gradino del podio al termine di una gara guidata anche per lunghi tratti. Il sestetto formato da Filippo Grigolini, Stefano Viezzi, Sara Casasola, Elisa Ferri, Giorgia Pellizotti e Filippo Fontana si arrende solo all'Olanda, tenendo dietro il più quotato Belgio. Grande soddisfazione per il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni: "Questa è la prima medaglia del ciclismo italiano nel 2026 ed è arrivata subito, ai Mondiali di ciclocross, proprio nella gara d'esordio. Tornare sul podio mondiale a distanza di un anno, e farlo con una formazione diversa, è un segnale importante: conferma la qualità complessiva del nostro movimento e il valore del lavoro che il tecnico e tutto lo staff stanno portando avanti". Contento anche Daniele Pontoni, c.t: "Per un momento abbiamo anche accarezzato l'idea dell'oro, ma restiamo con il sorriso e soprattutto con la consapevolezza che i nostri atleti sono ormai stabilmente a livello mondiale, dentro l'élite. Siamo soddisfatti di quanto fatto finora, ma non abbiamo certo la pancia piena: c'è ancora tanto da fare".