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FESTIVAL DI TRENTO - La leggenda della ginnastica Nadia Comaneci si racconta: "In quei 10 ci sono tante cadute"
03.10.2026 14:45 di Napoli Magazine
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Nadia Comaneci, leggenda della ginnastica e dello sport mondiale, è stata accolta al Festival dello Sport di Trento dal signore degli anelli, Juri Chechi, intervistatore d'eccezione, a cui ha raccontato, tra le tante, anche del celebre primo "10" della storia a Montreal '76: "Sentii un gran boato, poi guardai il tabellone e dissi al mio team: 'Cosa c'è di male nella mia routine?'". In realtà si trattava solo di un limite tecnico del tabellone. Un punteggio perfetto ottenuto ben sette volte, merito del 'Nadia's touch', spiega: "È un tocco diverso dall'esercizio sui libri". L'allenatore Béla Károlyi la scoprì vedendola fare la ruota fuori da scuola e le disse: "Tu adesso vieni con me in palestra". Ecco poi il monito per i giovani talenti: "Tante volte sono caduta, non pensate che in quegli 80 secondi possa essere sempre tutto perfetto. Non ci sono solo 10, ma quei 10 sono il risultato di tante cadute e di anni di impegno. Ho due salti che portano il mio nome, ma arrivano da sbagli che ho poi ricostruito. Imparate l'ABC, non passate dalla A alla C". Sui momenti complessi della sua vita, dall'uso della sua immagine da parte del regime fino alla drammatica fuga dalla Romania: "Ho sempre seguito le mie intuizioni, sapevo sarebbe stato difficile, ma quando ho preso la decisione sapevo che non sarei tornata indietro". I retroscena più intimi saranno raccontati nel documentario "Nadia", in uscita il prossimo anno.

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FESTIVAL DI TRENTO - La leggenda della ginnastica Nadia Comaneci si racconta: "In quei 10 ci sono tante cadute"

di Napoli Magazine

03/10/2026 - 14:45

Nadia Comaneci, leggenda della ginnastica e dello sport mondiale, è stata accolta al Festival dello Sport di Trento dal signore degli anelli, Juri Chechi, intervistatore d'eccezione, a cui ha raccontato, tra le tante, anche del celebre primo "10" della storia a Montreal '76: "Sentii un gran boato, poi guardai il tabellone e dissi al mio team: 'Cosa c'è di male nella mia routine?'". In realtà si trattava solo di un limite tecnico del tabellone. Un punteggio perfetto ottenuto ben sette volte, merito del 'Nadia's touch', spiega: "È un tocco diverso dall'esercizio sui libri". L'allenatore Béla Károlyi la scoprì vedendola fare la ruota fuori da scuola e le disse: "Tu adesso vieni con me in palestra". Ecco poi il monito per i giovani talenti: "Tante volte sono caduta, non pensate che in quegli 80 secondi possa essere sempre tutto perfetto. Non ci sono solo 10, ma quei 10 sono il risultato di tante cadute e di anni di impegno. Ho due salti che portano il mio nome, ma arrivano da sbagli che ho poi ricostruito. Imparate l'ABC, non passate dalla A alla C". Sui momenti complessi della sua vita, dall'uso della sua immagine da parte del regime fino alla drammatica fuga dalla Romania: "Ho sempre seguito le mie intuizioni, sapevo sarebbe stato difficile, ma quando ho preso la decisione sapevo che non sarei tornata indietro". I retroscena più intimi saranno raccontati nel documentario "Nadia", in uscita il prossimo anno.