Andrea Abodi, ministro per lo sport e I giovani, scrive su X sull'edizione 2026 dei Giochi della Gioventù: "Abbiamo vissuto quattro giorni emozionanti, la rappresentazione plastica della felicità, della spensieratezza, del piacere di stare insieme, di vivere lo sport senza la pressione della prestazione, del dover per forza arrivare primi. Ci sono state delle classifiche finali, ma dopo aver visto il coinvolgimento di 5.000 ragazzi e ragazze e 1.400 docenti a Piazza del Popolo per la cerimonia d'apertura e allo Stadio Olimpico per le premiazioni e la chiusura dei Giochi, posso dire che il riconoscimento più grande lo abbiamo ricevuto noi che abbiamo sognato, progettato e realizzato questo appuntamento che torna a essere una tradizione. Che bello vedere la gioia negli occhi non solo degli studenti e delle studentesse, dei volontari e delle famiglie, ma anche dei docenti, che coltivano l'ambizione di rivedere l'educazione fisica, sportiva, motoria e la cultura del movimento al centro dei programmi didattici. Stiamo sulla buona strada, ma vogliamo fare di più. Appuntamento al prossimo anno scolastico".
di Napoli Magazine
29/05/2026 - 19:35
Andrea Abodi, ministro per lo sport e I giovani, scrive su X sull'edizione 2026 dei Giochi della Gioventù: "Abbiamo vissuto quattro giorni emozionanti, la rappresentazione plastica della felicità, della spensieratezza, del piacere di stare insieme, di vivere lo sport senza la pressione della prestazione, del dover per forza arrivare primi. Ci sono state delle classifiche finali, ma dopo aver visto il coinvolgimento di 5.000 ragazzi e ragazze e 1.400 docenti a Piazza del Popolo per la cerimonia d'apertura e allo Stadio Olimpico per le premiazioni e la chiusura dei Giochi, posso dire che il riconoscimento più grande lo abbiamo ricevuto noi che abbiamo sognato, progettato e realizzato questo appuntamento che torna a essere una tradizione. Che bello vedere la gioia negli occhi non solo degli studenti e delle studentesse, dei volontari e delle famiglie, ma anche dei docenti, che coltivano l'ambizione di rivedere l'educazione fisica, sportiva, motoria e la cultura del movimento al centro dei programmi didattici. Stiamo sulla buona strada, ma vogliamo fare di più. Appuntamento al prossimo anno scolastico".