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MEDIASET - Addio ad Alex Zanardi, "il gigante che insegnava la vita"
02.05.2026 14:26 di Napoli Magazine Fonte: Sport Mediaset
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Sport Mediaset saluta il campione di sport e di vita Alex Zanardi: "Alex Zanardi è morto. Anche lui, perché lui? Non c'è persona che lo abbia conosciuto, o anche solo incontrato per caso, che non lo ricordi con un sorriso che si sporca di lacrime. Perché quando se ne vanno le persone belle, e lui lo era estremamente, ti lasciano dentro un vuoto che non si riempie mai. Se l'è goduta tutta, sia chiaro. Ma con i suoi 59 anni si immaginava, lecitamente, ancora un sacco di strada da percorrere. E, siamo certi, ancora numerose sfide da vincere. E' stato un atleta tout court, l'atleta per eccellenza. Ha lottato e sofferto e vinto tantissimo: quattro medaglie d'oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016 e dodici titoli ai campionati mondiali su strada. Ha lottato, sofferto e aiutato tutti quelli che poteva aiutare. Per il mondo paralimpico ha fatto più del possibile, spingendo il movimento a crescere a dismisura e prestandosi per qualunque iniziativa. Si è speso per gli altri senza mai presentare il conto. Empatico, evidentemente, disponibile, con la battuta sempre pronta. Autoironico, soprattutto, come tutte le persone che hanno da tempo fatto pace con loro stesse. Uno di quegli uomini con cui chiunque avrebbe voluto sedere a un tavolo bevendo vino fino a cadere a terra ubriachi. Per il semplice piacere di ascoltarlo, e osservarlo. Non lo potrà fare più nessuno, perché il suo destino, maledetto e poi benedetto e poi di nuovo maledetto. Ha chiuso il cerchio. Lo aspetta la sorella Cristina, morta in un incidente stradale nel 1979, lascia la moglie Daniela e il figlio Niccolò".

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MEDIASET - Addio ad Alex Zanardi, "il gigante che insegnava la vita"

di Napoli Magazine

02/05/2026 - 14:26

Sport Mediaset saluta il campione di sport e di vita Alex Zanardi: "Alex Zanardi è morto. Anche lui, perché lui? Non c'è persona che lo abbia conosciuto, o anche solo incontrato per caso, che non lo ricordi con un sorriso che si sporca di lacrime. Perché quando se ne vanno le persone belle, e lui lo era estremamente, ti lasciano dentro un vuoto che non si riempie mai. Se l'è goduta tutta, sia chiaro. Ma con i suoi 59 anni si immaginava, lecitamente, ancora un sacco di strada da percorrere. E, siamo certi, ancora numerose sfide da vincere. E' stato un atleta tout court, l'atleta per eccellenza. Ha lottato e sofferto e vinto tantissimo: quattro medaglie d'oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016 e dodici titoli ai campionati mondiali su strada. Ha lottato, sofferto e aiutato tutti quelli che poteva aiutare. Per il mondo paralimpico ha fatto più del possibile, spingendo il movimento a crescere a dismisura e prestandosi per qualunque iniziativa. Si è speso per gli altri senza mai presentare il conto. Empatico, evidentemente, disponibile, con la battuta sempre pronta. Autoironico, soprattutto, come tutte le persone che hanno da tempo fatto pace con loro stesse. Uno di quegli uomini con cui chiunque avrebbe voluto sedere a un tavolo bevendo vino fino a cadere a terra ubriachi. Per il semplice piacere di ascoltarlo, e osservarlo. Non lo potrà fare più nessuno, perché il suo destino, maledetto e poi benedetto e poi di nuovo maledetto. Ha chiuso il cerchio. Lo aspetta la sorella Cristina, morta in un incidente stradale nel 1979, lascia la moglie Daniela e il figlio Niccolò".

Fonte: Sport Mediaset