Mark Adams, portavoce del Cio, ha parlato in conferenza stampa rispondendo a una domanda sulla vicenda dell'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, che ha ribadito la volontà di utilizzare il casco dedicato ai caduti ucraini nella gara di skeleton: "Contatteremo l'atleta oggi e ribadiremo le molte, molte opportunità che ha per esprimere il suo dolore. Come abbiamo discusso prima, può farlo sui social media e nelle conferenze stampa in zona mista, quindi cercheremo di parlargli e di convincerlo. Vogliamo che gareggi. Vogliamo che tutti gli atleti abbiano il loro momento, ed è questo il punto. Gli atleti vogliono che quel momento specifico, quel momento specifico sul campo di gara, sia libero da qualsiasi distrazione. Lui può, e lo incoraggeremmo, esprimere il suo dolore, può far vedere il suo casco e ne può parlare in mixed zone. Non è il messaggio, ma il luogo che conta. Vogliamo chiedergli di esprimersi prima e dopo le gare, non durante. È fin troppo umano quello che sta succedendo, speriamo ci sia una conversazione con l'atleta per spiegargli il nostro punto di vista. È nell'interesse di tutti che lui possa gareggiare, come è nell'interesse di tutti ascoltare quello che ha da dire".
di Napoli Magazine
11/02/2026 - 12:34
Mark Adams, portavoce del Cio, ha parlato in conferenza stampa rispondendo a una domanda sulla vicenda dell'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, che ha ribadito la volontà di utilizzare il casco dedicato ai caduti ucraini nella gara di skeleton: "Contatteremo l'atleta oggi e ribadiremo le molte, molte opportunità che ha per esprimere il suo dolore. Come abbiamo discusso prima, può farlo sui social media e nelle conferenze stampa in zona mista, quindi cercheremo di parlargli e di convincerlo. Vogliamo che gareggi. Vogliamo che tutti gli atleti abbiano il loro momento, ed è questo il punto. Gli atleti vogliono che quel momento specifico, quel momento specifico sul campo di gara, sia libero da qualsiasi distrazione. Lui può, e lo incoraggeremmo, esprimere il suo dolore, può far vedere il suo casco e ne può parlare in mixed zone. Non è il messaggio, ma il luogo che conta. Vogliamo chiedergli di esprimersi prima e dopo le gare, non durante. È fin troppo umano quello che sta succedendo, speriamo ci sia una conversazione con l'atleta per spiegargli il nostro punto di vista. È nell'interesse di tutti che lui possa gareggiare, come è nell'interesse di tutti ascoltare quello che ha da dire".