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L'APPUNTO
L'APPUNTO - Nunzia Marciano su "NM": "Napoli, se il pareggio è il male minore..."
02.12.2021 18:03 di Napoli Magazine

NAPOLI - ‘Rint ‘a ‘n ‘ora, Dio lavora, che tradotto sarebbe “In un’ora Dio Lavora”, volendo significare la mutabilità di ogni situazione in tempi brevissimi. Nell’immensa poesia napoletana, l’accezione è squisitamente positiva. Ma nella notte di Sassuolo-Napoli, 0-2, e poi (Mannaggia la miseria, Mannaggia), Sassuolo-Napoli, 2-2 che per poco non è stato Sassuolo-Napoli, 3-2, quell’accezione fa drammaticamente eccezione, descrivendo una surreale rimonta consumata all’emiliano Mapei che accorcia (complice un Milan vincente) le distanze in vette, dove però ci resta solo il Napoli. E pensare che al Sassuolo non è servita l’ora del proverbio ma sono bastati una ventina di minuti scarsi per trasformare una bella serata in un quasi disastro, dove il pareggio, paradosso nel paradosso, è praticamente il male minore, a confronto dei calciatori azzurri che hanno abbandonato il campo per infortunio, considerando pure che sabato al Maradona di bestia nera, il Napoli ne affronta un’altra: l’Atalanta. Chiariamo: col Sassuolo, il Napoli paga più di uno scotto. In primis, quello di un doppio vantaggio vanificato in pochi minuti da un calo di concentrazione degli uomini di Spalletti dopo una gara praticamente dominata; secondo ma solo per caso, un arbitraggio esordiente che penalizza notevolmente gli ospiti, creando le condizioni del pareggio dopo aver negato una punizione al Napoli. E pensare che avrebbe potuto far peggio se non fosse ricorso al Var, validando un gol dei padroni di casa che sarebbe costato ancora più caro. Terzo, va detto le sostituzioni premature di Spalletti, buttato fuori poi, che hanno facilitato il gioco del Sassuolo. Ma, si diceva, il pareggio in rimonta è il male minore, se si perdono sul campo un attimo un attimo Fabian Ruiz, autore tra l’altro del primo gol (il secondo l’ha segnato Ciruzzo); capitan Insigne e il difensore pazzesco che è Koulibaly. Certo, Ospina fa il suo ma ad immaginarla sabato la gara con il Napoli orfano così, l’ottimismo non la fa da padrona, ecco. A voler vedere però il bicchiere ancora mezzo pieno, c’è da dire che almeno per più di un’ora si è visto davvero un bel Napoli, ed è da quel bel gioco che bisogna ripartire e con quella convinzione affrontare la prossima partita, di un campionato ancora lungo e pieno pieno di emozioni, tutte da vivere, perché in fondo, se in un’ora Dio lavora, in un’ora e mezza pure Ciruzzo e company il loro lo possono fare. E così sia.

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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