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L'APPUNTO
L'APPUNTO - Nunzia Marciano su "NM": "Napoli, si può “fare” di più"
13.02.2022 22:40 di Napoli Magazine

NAPOLI - Crederci sempre, arrendersi mai, un poco di cazzimma, però, non guasta mai. È in rima - semi baciata, in onore del santo di febbraio - l’attacco dell’appunto che racconta con un po’ di rammarico Napoli-Inter 1-1 al Maradona senza Curve. E non c’entrano le misure. Per capire quel rammarico, bisogna guardare ai parziali di 1-0/1-1 segnati rispettivamente al 7’ e 47’ minuto, che se ogni tanto le partite finissero al 45esimo, pure un fatto buono sarebbe. E invece no: per un intero primo tempo, il Napoli la domina, complice un livello tecnico della squadra e di molti dei suoi componenti, elevatissimo, a partire dal vincitore (in campo ma anche sul campo) KK, per trovarne di fenomeni in tutti i reparti, nessuno escluso. Gli azzurri di Spalletti che allenava proprio i nerazzurri prima di arrivare sulla panchina della squadra dello stadio di Dios, corrono tanto, ci credono anche di più ma a guardar bene, non abbastanza: con la maglia dedicata al fuoco della passione (sempre in onore del bimbetto con arco e freccia), non ne mettono però tutta quella che serviva e forse sta proprio qui il limite di questo Napoli. Chiariamo: il campo non ammette debolezze, e il pareggio (al netto degli scivoloni arbitrali…) è il risultato più giusto se si guarda alla gara ma non se si fa, invece, attenzione a ciò che il Napoli palesemente saprebbe e potrebbe fare e cioè di più. Ecco, si può fare di più, parafrasando il sempre giovane Gianni italiano in trio con Tozzi e Ruggeri, e, a dispetto della canzone, gli azzurri sarebbero pure eroi. Il Napoli è momentaneamente secondo in una classifica ancora provvisoria ma vincere stasera l’avrebbe portato in vetta, e avrebbe di certo dato quella carica in più per correre e combattere ancora. Il campionato quest’anno più che mai è incredibilmente aperto, con il Sud azzurro a giocarsela con rossoneri e nerazzurri del Nord, in una sfida calcistica e perché no?, anche (bonariamente) geografica. Ma bisogna assolutamente crederci di più, adesso: l’anno che verrà non troverà più Lorenzo sul dischetto a trasformare un rigore in gol. Non che altri non avrebbero potuto, sia chiaro ma chissà cosa e come sarà la squadra in campo e nello spogliatoio quando sarà orfana del suo oggi capitano. Perciò, bisogna vincere adesso, ad ogni partita, da qui alla fine, giocandosela alla pari ogni volta, perché, checché ne dica la classifica, il Napoli non è secondo a nessuno. A patto che sia il primo a crederci e Napoli e i suoi tifosi con lui, è chiaro.

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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