Il Tar Campania conferma la legittimità del regolamento comunale di Napoli che limita gli orari di apertura dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 18,00 alle 23,00. Dal tribunale amministrativo, spiega Agipronews, arrivano due nuove sentenze (dopo quella del 22 marzo) che respingono i ricorsi delle società Napoli Bingo s.r.l. e Jackpotalto, titolari di due sale bingo (via Bracco e nel quartiere Fuorigrotta). “Le limitazioni orarie all’attività delle sale da gioco - si legge nei provvedimenti - si giustificano in conformità ai principi costituzionali in tema di salute pubblica e della normativa comunitaria sulla libertà dell’iniziativa economica, con la necessità di prevenire il fenomeno della ludopatia, in particolare tra le fasce più deboli della popolazione”. Compito che per i giudici rientra nelle competenze di Sindaco e Consiglio comunale. “Le misure restrittive in questione appaiono proporzionate rispetto all’obiettivo del contrasto al fenomeno del "gioco patologico”, continua il Collegio. LL/Agipro
Riguardo le perdite economiche lamentate dagli operatori, la Terza sezione, prosegue Agipronews, ribadisce che l’interesse è patrimoniale è “recessivo rispetto all’esigenza di tutelare la salute dei cittadini, in particolare le categorie più esposte; a tacere poi la considerazione che gli incrementi delle entrate da parte degli operatori del settore si traducono simmetricamente in inevitabili perdite, a volte anche ingenti, a carico dei giocatori”. Il regolamento in questione “ha comunque garantito il rispetto delle 8 ore” e l’argomentazione sul probabile spostamento della clientela verso comuni limitrofi “non persuade il Collegio”: l’allontanamento dei soggetti a rischio dalle sale giochi, secondo i giudici, “rappresenta un efficace deterrente”. Nemmeno il fatto che le sale scommesse rimangano chiuse a ridosso degli eventi sportivi - quindi nel momento di maggior afflusso di clientela - convince il Tribunale: “Ciò non esclude che si possa scommettere in un momento precedente” e dunque “non si produrrebbe alcuna compromissione grave ed irreparabile qualora i fruitori anticipino l’orario delle scommesse”. Sul presunto vantaggio che i limiti orari darebbero al gioco illegale, riporta Agipronews, i giudici concludono che non “appare ipotizzabile un confronto tra le attività lecite e controllabili e potenzialmente gestibili con gli strumenti tipici dell’amministrazione comunale, e le attività illecite, avverso le quali gli strumenti di contrasto sono attribuiti ad altri soggetti pubblici, preposti al contrasto di fenomeni anche di rilievo penale”. LL/Agipro
di Napoli Magazine
03/05/2017 - 18:29
Il Tar Campania conferma la legittimità del regolamento comunale di Napoli che limita gli orari di apertura dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 18,00 alle 23,00. Dal tribunale amministrativo, spiega Agipronews, arrivano due nuove sentenze (dopo quella del 22 marzo) che respingono i ricorsi delle società Napoli Bingo s.r.l. e Jackpotalto, titolari di due sale bingo (via Bracco e nel quartiere Fuorigrotta). “Le limitazioni orarie all’attività delle sale da gioco - si legge nei provvedimenti - si giustificano in conformità ai principi costituzionali in tema di salute pubblica e della normativa comunitaria sulla libertà dell’iniziativa economica, con la necessità di prevenire il fenomeno della ludopatia, in particolare tra le fasce più deboli della popolazione”. Compito che per i giudici rientra nelle competenze di Sindaco e Consiglio comunale. “Le misure restrittive in questione appaiono proporzionate rispetto all’obiettivo del contrasto al fenomeno del "gioco patologico”, continua il Collegio. LL/Agipro
Riguardo le perdite economiche lamentate dagli operatori, la Terza sezione, prosegue Agipronews, ribadisce che l’interesse è patrimoniale è “recessivo rispetto all’esigenza di tutelare la salute dei cittadini, in particolare le categorie più esposte; a tacere poi la considerazione che gli incrementi delle entrate da parte degli operatori del settore si traducono simmetricamente in inevitabili perdite, a volte anche ingenti, a carico dei giocatori”. Il regolamento in questione “ha comunque garantito il rispetto delle 8 ore” e l’argomentazione sul probabile spostamento della clientela verso comuni limitrofi “non persuade il Collegio”: l’allontanamento dei soggetti a rischio dalle sale giochi, secondo i giudici, “rappresenta un efficace deterrente”. Nemmeno il fatto che le sale scommesse rimangano chiuse a ridosso degli eventi sportivi - quindi nel momento di maggior afflusso di clientela - convince il Tribunale: “Ciò non esclude che si possa scommettere in un momento precedente” e dunque “non si produrrebbe alcuna compromissione grave ed irreparabile qualora i fruitori anticipino l’orario delle scommesse”. Sul presunto vantaggio che i limiti orari darebbero al gioco illegale, riporta Agipronews, i giudici concludono che non “appare ipotizzabile un confronto tra le attività lecite e controllabili e potenzialmente gestibili con gli strumenti tipici dell’amministrazione comunale, e le attività illecite, avverso le quali gli strumenti di contrasto sono attribuiti ad altri soggetti pubblici, preposti al contrasto di fenomeni anche di rilievo penale”. LL/Agipro