Un appuntamento dedicato agli ecosistemi forestali per promuovere la gestione forestale sostenibile e responsabile, favorire la certificazione e la pianificazione forestale e accompagnare i territori a valorizzazione le risorse locali. Con questo obiettivo Legambiente ha promosso “Foreste in tour” in Campania, un forum sulla gestione forestale sostenibile e responsabile che si è svolto stamattina a Castel Volturno presso la sede dell’Ente Riserve Naturali Regionali Foce Volturno - Costa di Licola e Lago Falciano. Una opportunità per le istituzioni, i proprietari forestali, gli enti gestori, i territori e le comunità, le imprese e le cooperative, i professionisti , i centri di ricerca e gli studiosi per approfondire la conoscenza degli ecosistemi forestali e del loro l’utilizzo multifunzionale e sostenibile. L’appuntamento di Castel Volturno si inserisce in un percorso che accompagnerà territorio, istituzioni, imprese e comunità verso l’evento nazionale sulla bioeconomia delle foreste, previsto per il 30 ottobre 2026 a Roma.
Il Forum Foreste arriva in Campania in un momento cruciale, mentre la Regione sta definendo il nuovo Piano Forestale Generale 2025–2035, lo strumento strategico che guiderà la governance del settore nei prossimi dieci anni. Il documento, attualmente in fase di VAS, descrive la Campania come una regione “ricca di boschi ma povera di gestione”, e punta a trasformarla in un modello avanzato di pianificazione e sostenibilità. Nel Piano si legge che la superficie forestale complessiva della Regione Campania è attualmente di 491.259 ettari, pari al 35,9% del territorio regionale, un aumento del 10,4%, rispetto alla superficie del 2005, che era di 444.119 ettari. Nel complesso la proprietà delle aree forestali della Campania (boschi + altre terre boscate) è pubblica per il 45,1% della superficie forestale complessiva; privata per il 54,9%. Disaggregando il dato della proprietà comunale, emerge che i comuni proprietari di bosco sono in totale 479. Un patrimonio in crescita costante, ma ancora gestito solo in minima parte che richiede interventi urgenti per migliorare la gestione attiva, la resilienza climatica e la prevenzione del rischio idrogeologico. La frammentazione della proprietà, la debolezza delle filiere produttive, l’elevato numero di incendi e la scarsa pianificazione dei boschi privati rappresentano ostacoli significativi. Il documento regionale ricorda che “solo il 3,4% dei boschi privati è dotato di un piano di gestione, mentre l’80% dei boschi pubblici ne è fornito”. Oltre il 64% delle superfici forestali ricade in aree protette o Natura 2000, un dato che conferma l’altissimo valore ecologico ma anche la complessità gestionale del territorio. Eppure, da Castel Volturno al Fortore all’Irpinia, dal Matese al Vallo di Diano, fino all’area vesuviana, sono numerosi gli interventi già avviati per la manutenzione dei boschi, la prevenzione incendi, la gestione idraulico-forestale, la conservazione degli habitat e la valorizzazione delle filiere locali. Negli ultimi anni “sono stati stanziati 70 milioni di euro annui per attività di manutenzione forestale”, una dotazione finanziaria che nel Piano regionale viene definita “senza precedenti nella storia regionale”.
“Il Forum Foreste- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- si propone come spazio di confronto e dibattito con l’obiettivo di costruire una visione condivisa che valorizzi il ruolo delle foreste nella lotta alla crisi climatica, nella prevenzione dei rischi naturali e nello sviluppo della bioeconomia circolare. Il Piano Forestale Generale, al termine della procedura di VAS, una volta in azione garantirà una governance forestale moderna, coordinata, non più frammentata, necessaria per integrare tutela ambientale, sicurezza del territorio, filiere produttive e lotta alla crisi climatica. Le foreste campane sono una vera infrastruttura naturale per il clima, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile. La Campania, con oltre il 64% delle superfici forestali ricadenti in aree protette o Natura 2000, è una regione strategica per la biodiversità nazionale, ma anche un laboratorio naturale per sperimentare modelli innovativi di gestione, certificazione e valorizzazione delle risorse .La sfida è trasformare un patrimonio in espansione in una risorsa pienamente gestita, capace di generare lavoro, innovazione, sicurezza e benessere per le comunità locali. Come evidenziato nel Piano- conclude la presidente di Legambiente Campania- la direzione è chiara: costruire una Campania “più verde, più resiliente e più capace di valorizzare i suoi ecosistemi forestali come risorsa ambientale, sociale ed economica”.
In questo scenario, la gestione forestale sostenibile non è solo una necessità ambientale, ma anche una straordinaria opportunità economica e occupazionale. La Campania importa oggi la quasi totalità del legno che utilizza, mentre il tasso di utilizzazione delle risorse locali è fermo al 15–20%, molto al di sotto della media nazionale ed europea. Il documento regionale ricorda che “il tasso di utilizzazione legnosa è molto inferiore alla media nazionale (33%) e soprattutto europea (73%)”, un dato che evidenzia un potenziale enorme per la creazione di filiere locali, posti di lavoro qualificati e nuove imprese. Una gestione attiva e certificata dei boschi campani potrebbe ridurre significativamente la dipendenza dall’importazione di legno, rafforzare la bioeconomia regionale e generare occupazione stabile nelle aree interne e montane.
“Il settore forestale – commenta Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente- è fondamentale per la transizione ecologica e la crescita della bioeconomia circolare, perché le foreste forniscono materia prima rinnovabile e offrono opportunità di sviluppo per i bio-prodotti più adatti a ridurre la dipendenza dai materiali e combustibili di origine fossile. L’Italia, paese ricco di foreste, deve recuperare i troppi ritardi accumulati sino ad oggi. Per fare ciò, serve una maggiore coerenza e integrazione tra le politiche nazionali, regionali con le strategie comunitarie e globali; ma anche un cambio di passo delle Regioni nell’attuazione delle politiche territoriali .Una cosa, però è chiara- conclude Nicoletti di Legambiente,- l’Italia ad oggi paga lo scotto di sottovalutare il suo patrimonio forestale fondamentale per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica e attuare il Clean Industrial Deal made in Italy.”.
di Napoli Magazine
09/04/2026 - 13:17
Un appuntamento dedicato agli ecosistemi forestali per promuovere la gestione forestale sostenibile e responsabile, favorire la certificazione e la pianificazione forestale e accompagnare i territori a valorizzazione le risorse locali. Con questo obiettivo Legambiente ha promosso “Foreste in tour” in Campania, un forum sulla gestione forestale sostenibile e responsabile che si è svolto stamattina a Castel Volturno presso la sede dell’Ente Riserve Naturali Regionali Foce Volturno - Costa di Licola e Lago Falciano. Una opportunità per le istituzioni, i proprietari forestali, gli enti gestori, i territori e le comunità, le imprese e le cooperative, i professionisti , i centri di ricerca e gli studiosi per approfondire la conoscenza degli ecosistemi forestali e del loro l’utilizzo multifunzionale e sostenibile. L’appuntamento di Castel Volturno si inserisce in un percorso che accompagnerà territorio, istituzioni, imprese e comunità verso l’evento nazionale sulla bioeconomia delle foreste, previsto per il 30 ottobre 2026 a Roma.
Il Forum Foreste arriva in Campania in un momento cruciale, mentre la Regione sta definendo il nuovo Piano Forestale Generale 2025–2035, lo strumento strategico che guiderà la governance del settore nei prossimi dieci anni. Il documento, attualmente in fase di VAS, descrive la Campania come una regione “ricca di boschi ma povera di gestione”, e punta a trasformarla in un modello avanzato di pianificazione e sostenibilità. Nel Piano si legge che la superficie forestale complessiva della Regione Campania è attualmente di 491.259 ettari, pari al 35,9% del territorio regionale, un aumento del 10,4%, rispetto alla superficie del 2005, che era di 444.119 ettari. Nel complesso la proprietà delle aree forestali della Campania (boschi + altre terre boscate) è pubblica per il 45,1% della superficie forestale complessiva; privata per il 54,9%. Disaggregando il dato della proprietà comunale, emerge che i comuni proprietari di bosco sono in totale 479. Un patrimonio in crescita costante, ma ancora gestito solo in minima parte che richiede interventi urgenti per migliorare la gestione attiva, la resilienza climatica e la prevenzione del rischio idrogeologico. La frammentazione della proprietà, la debolezza delle filiere produttive, l’elevato numero di incendi e la scarsa pianificazione dei boschi privati rappresentano ostacoli significativi. Il documento regionale ricorda che “solo il 3,4% dei boschi privati è dotato di un piano di gestione, mentre l’80% dei boschi pubblici ne è fornito”. Oltre il 64% delle superfici forestali ricade in aree protette o Natura 2000, un dato che conferma l’altissimo valore ecologico ma anche la complessità gestionale del territorio. Eppure, da Castel Volturno al Fortore all’Irpinia, dal Matese al Vallo di Diano, fino all’area vesuviana, sono numerosi gli interventi già avviati per la manutenzione dei boschi, la prevenzione incendi, la gestione idraulico-forestale, la conservazione degli habitat e la valorizzazione delle filiere locali. Negli ultimi anni “sono stati stanziati 70 milioni di euro annui per attività di manutenzione forestale”, una dotazione finanziaria che nel Piano regionale viene definita “senza precedenti nella storia regionale”.
“Il Forum Foreste- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- si propone come spazio di confronto e dibattito con l’obiettivo di costruire una visione condivisa che valorizzi il ruolo delle foreste nella lotta alla crisi climatica, nella prevenzione dei rischi naturali e nello sviluppo della bioeconomia circolare. Il Piano Forestale Generale, al termine della procedura di VAS, una volta in azione garantirà una governance forestale moderna, coordinata, non più frammentata, necessaria per integrare tutela ambientale, sicurezza del territorio, filiere produttive e lotta alla crisi climatica. Le foreste campane sono una vera infrastruttura naturale per il clima, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile. La Campania, con oltre il 64% delle superfici forestali ricadenti in aree protette o Natura 2000, è una regione strategica per la biodiversità nazionale, ma anche un laboratorio naturale per sperimentare modelli innovativi di gestione, certificazione e valorizzazione delle risorse .La sfida è trasformare un patrimonio in espansione in una risorsa pienamente gestita, capace di generare lavoro, innovazione, sicurezza e benessere per le comunità locali. Come evidenziato nel Piano- conclude la presidente di Legambiente Campania- la direzione è chiara: costruire una Campania “più verde, più resiliente e più capace di valorizzare i suoi ecosistemi forestali come risorsa ambientale, sociale ed economica”.
In questo scenario, la gestione forestale sostenibile non è solo una necessità ambientale, ma anche una straordinaria opportunità economica e occupazionale. La Campania importa oggi la quasi totalità del legno che utilizza, mentre il tasso di utilizzazione delle risorse locali è fermo al 15–20%, molto al di sotto della media nazionale ed europea. Il documento regionale ricorda che “il tasso di utilizzazione legnosa è molto inferiore alla media nazionale (33%) e soprattutto europea (73%)”, un dato che evidenzia un potenziale enorme per la creazione di filiere locali, posti di lavoro qualificati e nuove imprese. Una gestione attiva e certificata dei boschi campani potrebbe ridurre significativamente la dipendenza dall’importazione di legno, rafforzare la bioeconomia regionale e generare occupazione stabile nelle aree interne e montane.
“Il settore forestale – commenta Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente- è fondamentale per la transizione ecologica e la crescita della bioeconomia circolare, perché le foreste forniscono materia prima rinnovabile e offrono opportunità di sviluppo per i bio-prodotti più adatti a ridurre la dipendenza dai materiali e combustibili di origine fossile. L’Italia, paese ricco di foreste, deve recuperare i troppi ritardi accumulati sino ad oggi. Per fare ciò, serve una maggiore coerenza e integrazione tra le politiche nazionali, regionali con le strategie comunitarie e globali; ma anche un cambio di passo delle Regioni nell’attuazione delle politiche territoriali .Una cosa, però è chiara- conclude Nicoletti di Legambiente,- l’Italia ad oggi paga lo scotto di sottovalutare il suo patrimonio forestale fondamentale per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica e attuare il Clean Industrial Deal made in Italy.”.