"Non è uno scudo penale, ma la giusta collocazione di un caso all'interno di un'iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha parlato della mancata iscrizione tra gli indagati dei due agenti che hanno bloccato a terra il 43enne Abderahim Fakir, poi deceduto poco dopo. "Riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione". Il ministro ha poi espresso "dispiacere e grande cordoglio per i familiari" di Fakir e per la "grande tragedia". Per poi aggiungere, anche alla luce delle violente proteste andate in scena a Bologna: "Chi ha espressioni pregiudizialmente contrarie alle forze di polizia non ha fiducia in queste, né nella magistratura. È un episodio molto documentato da bodycam e altre riprese fatte".
di Napoli Magazine
20/07/2026 - 22:06
"Non è uno scudo penale, ma la giusta collocazione di un caso all'interno di un'iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha parlato della mancata iscrizione tra gli indagati dei due agenti che hanno bloccato a terra il 43enne Abderahim Fakir, poi deceduto poco dopo. "Riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione". Il ministro ha poi espresso "dispiacere e grande cordoglio per i familiari" di Fakir e per la "grande tragedia". Per poi aggiungere, anche alla luce delle violente proteste andate in scena a Bologna: "Chi ha espressioni pregiudizialmente contrarie alle forze di polizia non ha fiducia in queste, né nella magistratura. È un episodio molto documentato da bodycam e altre riprese fatte".