Una telefonata di un'ora, giudicata "franca e costruttiva", tra Vladimir Putin e Donald Trump ha di fatto concluso la missione di Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e Kiev. Così come i nuovi raid sulla capitale ucraina hanno messo fine alla tregua di tre giorni, rispettata dalla Russia in occasione del viaggio degli inviati americani, provocando altre morti e distruzione. Secondo il resoconto della conversazione fornito dal consigliere dello zar Yuri Ushakov, sia il tycoon che il presidente russo hanno "valutato positivamente" i risultati dei colloqui del finesettimana, con Putin che ha sottolineato la necessità di porre fine al conflitto in vista di "un ampio ripristino delle relazioni tra Russia e Usa". Anche Volodymyr Zelensky spera di incontrare Trump nelle prossime settimane, per discutere innanzitutto di forniture americane per la difesa aerea di Kiev, ma anche nel tentativo di proseguire i negoziati da tenere, stavolta in formato trilaterale, "anche in autunno", magari già "a settembre", dopo le elezioni per la Duma russa. dopo settimane di allarmi, violazioni di spazi aerei europei, e la minaccia dei droni trovati nell'aeroporto di Lipsia che Berlino attribuisce a Mosca, Putin ha assicurato a Trump di non aver "assolutamente alcun piano aggressivo nei confronti dell'Europa". "I miti sulla minaccia russa servono agli europei solo come copertura per aumentare il sostegno all'Ucraina e le proprie spese militari", ha spiegato Ushakov ai media russi, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha bollato come "un'ossessione, una mania di persecuzione" la "russofobia" di Friedrich Merz che, dopo aver accusato Mosca per i droni di Lipsia, ha ribadito - in relazione al successo dell'Afd in Sassonia-Anhalt - che bisogna "proteggere la libertà" dei tedeschi "anche dalla Russia". Il Cremlino continua infatti a non volere l'Europa al tavolo dei negoziati sull'Ucraina, ritenendola responsabile del prolungamento della guerra e sicuramente più ostile di Trump. Il conflitto, ha sostenuto ancora Peskov, avrebbe potuto concludersi da tempo, ma gli ucraini "vengono provocati in modo significativo da alcuni Paesi europei" affinché vadano avanti. Poi la stoccata a Zelensky: "Non direi che Kiev stia dimostrando molta flessibilità, e non direi nemmeno che voglia davvero porre fine a questa guerra", ha aggiunto il portavoce di Putin, auspicando tuttavia anche lui "nella ripresa dei negoziati tra Russia, Ucraina e Stati Uniti". Trattative che Mosca continua però a pretendere a senso unico, ribadendo le proprie condizioni sulle regioni ucraine occupate e sulla neutralità di Kiev, e tirando gli Stati Uniti dalla propria parte: secondo il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, gli inviati Witkoff e Kushner avrebbero ribadito a Mosca che la posizione di Trump "riconosce la realtà sul terreno" ed "esclude l'ingresso dell'Ucraina nella Nato". Posizione che "suscita una risposta positiva della Russia" che per questo "vuole continuare il dialogo". Nell'attesa, secondo media ucraini, gli emissari americani avrebbero anche discusso di una possibile tregua di Kiev e Mosca negli attacchi alle infrastrutture energetiche, almeno per l'inverno. Nel loro colloquio - ha reso noto ancora Ushakov - Putin e Trump hanno inoltre "concordato di continuare i lavori per risolvere le cosiddette questioni umanitarie, compresi gli scambi di detenuti". Lo zar ha infine "elogiato gli sforzi della first lady Melania per il ricongiungimento dei bambini russi e ucraini con le loro famiglie".
di Napoli Magazine
08/09/2026 - 22:34
Una telefonata di un'ora, giudicata "franca e costruttiva", tra Vladimir Putin e Donald Trump ha di fatto concluso la missione di Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e Kiev. Così come i nuovi raid sulla capitale ucraina hanno messo fine alla tregua di tre giorni, rispettata dalla Russia in occasione del viaggio degli inviati americani, provocando altre morti e distruzione. Secondo il resoconto della conversazione fornito dal consigliere dello zar Yuri Ushakov, sia il tycoon che il presidente russo hanno "valutato positivamente" i risultati dei colloqui del finesettimana, con Putin che ha sottolineato la necessità di porre fine al conflitto in vista di "un ampio ripristino delle relazioni tra Russia e Usa". Anche Volodymyr Zelensky spera di incontrare Trump nelle prossime settimane, per discutere innanzitutto di forniture americane per la difesa aerea di Kiev, ma anche nel tentativo di proseguire i negoziati da tenere, stavolta in formato trilaterale, "anche in autunno", magari già "a settembre", dopo le elezioni per la Duma russa. dopo settimane di allarmi, violazioni di spazi aerei europei, e la minaccia dei droni trovati nell'aeroporto di Lipsia che Berlino attribuisce a Mosca, Putin ha assicurato a Trump di non aver "assolutamente alcun piano aggressivo nei confronti dell'Europa". "I miti sulla minaccia russa servono agli europei solo come copertura per aumentare il sostegno all'Ucraina e le proprie spese militari", ha spiegato Ushakov ai media russi, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha bollato come "un'ossessione, una mania di persecuzione" la "russofobia" di Friedrich Merz che, dopo aver accusato Mosca per i droni di Lipsia, ha ribadito - in relazione al successo dell'Afd in Sassonia-Anhalt - che bisogna "proteggere la libertà" dei tedeschi "anche dalla Russia". Il Cremlino continua infatti a non volere l'Europa al tavolo dei negoziati sull'Ucraina, ritenendola responsabile del prolungamento della guerra e sicuramente più ostile di Trump. Il conflitto, ha sostenuto ancora Peskov, avrebbe potuto concludersi da tempo, ma gli ucraini "vengono provocati in modo significativo da alcuni Paesi europei" affinché vadano avanti. Poi la stoccata a Zelensky: "Non direi che Kiev stia dimostrando molta flessibilità, e non direi nemmeno che voglia davvero porre fine a questa guerra", ha aggiunto il portavoce di Putin, auspicando tuttavia anche lui "nella ripresa dei negoziati tra Russia, Ucraina e Stati Uniti". Trattative che Mosca continua però a pretendere a senso unico, ribadendo le proprie condizioni sulle regioni ucraine occupate e sulla neutralità di Kiev, e tirando gli Stati Uniti dalla propria parte: secondo il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, gli inviati Witkoff e Kushner avrebbero ribadito a Mosca che la posizione di Trump "riconosce la realtà sul terreno" ed "esclude l'ingresso dell'Ucraina nella Nato". Posizione che "suscita una risposta positiva della Russia" che per questo "vuole continuare il dialogo". Nell'attesa, secondo media ucraini, gli emissari americani avrebbero anche discusso di una possibile tregua di Kiev e Mosca negli attacchi alle infrastrutture energetiche, almeno per l'inverno. Nel loro colloquio - ha reso noto ancora Ushakov - Putin e Trump hanno inoltre "concordato di continuare i lavori per risolvere le cosiddette questioni umanitarie, compresi gli scambi di detenuti". Lo zar ha infine "elogiato gli sforzi della first lady Melania per il ricongiungimento dei bambini russi e ucraini con le loro famiglie".