La Regione Campania ha espresso parere sfavorevole allo schema di decreto sul tasso massimo di prelievo del lupo. La posizione, formalizzata dall'assessora alla Tutela degli animali Fiorella Zabatta durante le consultazioni con il Ministero dell’Ambiente, nasce da una lacuna fondamentale: la mancanza di dati scientifici recenti e rappresentativi. “La conservazione della biodiversità richiede gestione, ma non si può stabilire una percentuale di abbattimento senza conoscere il numero reale dei lupi presenti”, ha spiegato l’assessora Zabatta. “I dati ISPRA utilizzati, fermi al 2020-2021 e limitati ad alcune aree di Avellino e Benevento, non permettono una stima attendibile della popolazione regionale. Definire un tasso di prelievo su queste basi lo rende un numero astratto e inapplicabile”. L’assessora ha sottolineato inoltre le incertezze normative e territoriali. Nonostante il declassamento europeo, la legge italiana 157/92 considera ancora il lupo specie particolarmente protetta. Inoltre, la Regione contesta l'estensione automatica delle norme previste dalla legge 131/2025: pensate per habitat specifici, non possono essere applicate indistintamente ai contesti della regione biogeografica mediterranea. “Non siamo contrari a una gestione responsabile – ha concluso Zabatta – ma il declassamento deve servire solo per azioni mirate su singoli esemplari problematici, valutati caso per caso dagli esperti, e non per quote generalizzate su cui manca ancora chiarezza operativa”.
di Napoli Magazine
07/02/2026 - 10:43
La Regione Campania ha espresso parere sfavorevole allo schema di decreto sul tasso massimo di prelievo del lupo. La posizione, formalizzata dall'assessora alla Tutela degli animali Fiorella Zabatta durante le consultazioni con il Ministero dell’Ambiente, nasce da una lacuna fondamentale: la mancanza di dati scientifici recenti e rappresentativi. “La conservazione della biodiversità richiede gestione, ma non si può stabilire una percentuale di abbattimento senza conoscere il numero reale dei lupi presenti”, ha spiegato l’assessora Zabatta. “I dati ISPRA utilizzati, fermi al 2020-2021 e limitati ad alcune aree di Avellino e Benevento, non permettono una stima attendibile della popolazione regionale. Definire un tasso di prelievo su queste basi lo rende un numero astratto e inapplicabile”. L’assessora ha sottolineato inoltre le incertezze normative e territoriali. Nonostante il declassamento europeo, la legge italiana 157/92 considera ancora il lupo specie particolarmente protetta. Inoltre, la Regione contesta l'estensione automatica delle norme previste dalla legge 131/2025: pensate per habitat specifici, non possono essere applicate indistintamente ai contesti della regione biogeografica mediterranea. “Non siamo contrari a una gestione responsabile – ha concluso Zabatta – ma il declassamento deve servire solo per azioni mirate su singoli esemplari problematici, valutati caso per caso dagli esperti, e non per quote generalizzate su cui manca ancora chiarezza operativa”.