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NEWS - Yara Gambirasio, la Corte d'Assise di Bergamo rigetta la richiesta di nuove analisi sui reperti
05.10.2026 20:29 di Napoli Magazine
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La Corte d'Assise di Bergamo ha rigettato la richiesta dei legali di Massimo Bossetti di svolgere nuove analisi sui reperti del caso Yara Gambirasio. La richiesta era stata avanzata nelle scorse ore nell'udienza in tribunale a Bergamo e i giudici si erano riservati la decisione.

I legati di Bossetti - che hanno avuto a disposizione le foto originali in alta definizione dei reperti e accesso a tutti i Dna dell'indagine - avevano chiesto la ripetizione delle analisi dei campioni che erano stati analizzati non in loro presenza. Ma la Corte ha deciso di non accogliere tale richiesta, avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini.

"Sono veramente sbalordito da un provvedimento di questo tipo: mi sembra evidente che si voglia impedire in tutti i modi alla difesa di arrivare a esaminare quei campioni e quei reperti. Se prima mi domandavo 'Chissà cosa nascondono', adesso dico 'Sicuramente nascondono qualcosa di molto grosso'. Questo deve essere portato all'attenzione della procura della Repubblica competente. Oltre a fare ricorso per Cassazione, che sicuramente faremo - ne abbiamo fatti otto e non ci spaventa certo fare il nono -, a questo punto credo che sia il caso di allertare le procure competenti perché c'è qualcosa che non funziona". Lo ha detto all'agenzia LaPresse l'avvocato Salvagni. "Io sto ai fatti: ci sono delle evidenze oggettive che qualcosa lì dentro non va. Credo che sia l'unico processo dove il condannato, all'epoca imputato, non si sia mai potuto confrontare con la prova genetica. Nel processo a Stasi credo che sia stato indagato tutto e il contrario di tutto, saranno state fatte sei perizie: nel processo a Massimo Bossetti nessuna, zero", conclude il legale.

Tra le analisi richieste dalla difesa del muratore di Mapello, due sono quelle centrali: quella relativa alla famosa traccia 31G20, trovata sugli slip e i leggins di Yara, composta di materiale "misto" (sangue e Dna) che fu definita "la firma dell'assassino", cioè Ignoto 1, poi identificato in Bossetti. La seconda sono le tracce genetiche trovate sul giubbino della 13enne. Si tratta di reperti che, secondo la difesa, vennero analizzati senza potersi avvalere dei loro esperti visto che l'identificazione di Bossetti avvenne quattro anni dopo e che la difesa voleva rianalizzare alla luce delle foto originali in alta definizione dei reperti e l'accesso a tutti i Dna dell'indagine relativi all'omicidio a cui ha avuto accesso.

"Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo", avevano detto gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, a nome dei genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, al termine dell'udienza a Bergamo. Gli avvocati si erano opposti a nuove indagini. In aula era presente la pm titolare del caso, Letizia Ruggeri.

La tredicenne Yara Gambirasio era scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo) ed era stata ritrovata in un campo di Chignolo d'Isola il 26 febbraio 2011. Per l'omicidio, Bossetti è stato condannato all'ergastolo in via definitiva

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NEWS - Yara Gambirasio, la Corte d'Assise di Bergamo rigetta la richiesta di nuove analisi sui reperti

di Napoli Magazine

05/10/2026 - 20:29

La Corte d'Assise di Bergamo ha rigettato la richiesta dei legali di Massimo Bossetti di svolgere nuove analisi sui reperti del caso Yara Gambirasio. La richiesta era stata avanzata nelle scorse ore nell'udienza in tribunale a Bergamo e i giudici si erano riservati la decisione.

I legati di Bossetti - che hanno avuto a disposizione le foto originali in alta definizione dei reperti e accesso a tutti i Dna dell'indagine - avevano chiesto la ripetizione delle analisi dei campioni che erano stati analizzati non in loro presenza. Ma la Corte ha deciso di non accogliere tale richiesta, avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini.

"Sono veramente sbalordito da un provvedimento di questo tipo: mi sembra evidente che si voglia impedire in tutti i modi alla difesa di arrivare a esaminare quei campioni e quei reperti. Se prima mi domandavo 'Chissà cosa nascondono', adesso dico 'Sicuramente nascondono qualcosa di molto grosso'. Questo deve essere portato all'attenzione della procura della Repubblica competente. Oltre a fare ricorso per Cassazione, che sicuramente faremo - ne abbiamo fatti otto e non ci spaventa certo fare il nono -, a questo punto credo che sia il caso di allertare le procure competenti perché c'è qualcosa che non funziona". Lo ha detto all'agenzia LaPresse l'avvocato Salvagni. "Io sto ai fatti: ci sono delle evidenze oggettive che qualcosa lì dentro non va. Credo che sia l'unico processo dove il condannato, all'epoca imputato, non si sia mai potuto confrontare con la prova genetica. Nel processo a Stasi credo che sia stato indagato tutto e il contrario di tutto, saranno state fatte sei perizie: nel processo a Massimo Bossetti nessuna, zero", conclude il legale.

Tra le analisi richieste dalla difesa del muratore di Mapello, due sono quelle centrali: quella relativa alla famosa traccia 31G20, trovata sugli slip e i leggins di Yara, composta di materiale "misto" (sangue e Dna) che fu definita "la firma dell'assassino", cioè Ignoto 1, poi identificato in Bossetti. La seconda sono le tracce genetiche trovate sul giubbino della 13enne. Si tratta di reperti che, secondo la difesa, vennero analizzati senza potersi avvalere dei loro esperti visto che l'identificazione di Bossetti avvenne quattro anni dopo e che la difesa voleva rianalizzare alla luce delle foto originali in alta definizione dei reperti e l'accesso a tutti i Dna dell'indagine relativi all'omicidio a cui ha avuto accesso.

"Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo", avevano detto gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, a nome dei genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, al termine dell'udienza a Bergamo. Gli avvocati si erano opposti a nuove indagini. In aula era presente la pm titolare del caso, Letizia Ruggeri.

La tredicenne Yara Gambirasio era scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo) ed era stata ritrovata in un campo di Chignolo d'Isola il 26 febbraio 2011. Per l'omicidio, Bossetti è stato condannato all'ergastolo in via definitiva