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POLITICA - Spera: "La Democrazia Cristiana è tornata, in Campania sosterremo Caldoro", Legge Severino, Foglia Manzillo: "Ha una logica"
28.04.2015 13:43 di Napoli Magazine
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"La Democrazia Cristiana è tornata, come prima di Tangentopoli. Tre sentenze della Cassazione hanno confermato che il proprietario del simbolo è il nostro segretario nazionale Angelo Sandri, anzi secondo la Cassazione la Dc non è stata mai sciolta. Saremo presenti allora alle Regionali, alle Comunali e alle prossime Politiche. In Campania siamo nel centrodestra e presenteremo la nostra lista, con volti nuovi e senza indagati, al fianco del governatore Stefano Caldoro". Così il vicesegretario regionale della Dc Felice Spera nel corso del programma "Il Martello", condotto da Ciro Montella e Roberto Esse su Radio Club 91 con le "martellate" di Rosario Verde. Ospiti anche i giornalisti del Roma Claudio Silvestri, del Corriere del Mezzogiorno Roberto Russo e di OmniNapoli Carlo Porcaro. Fabio Foglia Manzillo, docente di Diritto penale all'Università Pegaso, sollecita una riflessione sulla legge Severino che, dice, "introduce qualcosa di molto più duro, ovvero l'interdizione, la decadenza e l'ostatività dopo la sentenza di condanna di primo grado che in Italia non è definitiva tant'è che molte condanne decadono in appello. Questo appare all'opinione pubblica spropositato e forse contrastante con i princìpi che reggono il nostro ordinamento. E allora da più parti si dice che questa sanzione così grave andrebbe applicata per i reati più gravi ma non per l'abuso d'ufficio. Ma la norma Severino ha una sua logica e iniziare a pensare di escludere una serie di reati forse sbilancerebbe la norma stessa...". Per Orazio Abbamonte, docente di Diritto amministrativo alla Federico II, "De Luca, se eletto, potrebbe anche non avere il tempo di costituire la giunta e nominare il vicepresidente e ci sono dubbi che in questo modo si forzi il dato normativo". Severino Nappi, assessore regionale al Lavoro in campo con il Nuovo Centrodestra, si dice convinto che "De Luca non possa essere neppure proclamato. Un caso del genere avrebbe dovuto imporre riflessioni a monte, che non ci sono state. Ncd-Udc? Vanno bene anche due liste, ma un partito non è un tram". Francesco Paolo Iannuzzi, dirigente regionale in corsa con Forza Italia, lancia invece l'allarme astensionismo: "Non è stata felice la scelta del governo di far votare domenica 31 maggio, al centro del ponte del 2 giugno. La disaffezione è già forte e questo non aiuta...".

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di Napoli Magazine

28/04/2015 - 13:43

"La Democrazia Cristiana è tornata, come prima di Tangentopoli. Tre sentenze della Cassazione hanno confermato che il proprietario del simbolo è il nostro segretario nazionale Angelo Sandri, anzi secondo la Cassazione la Dc non è stata mai sciolta. Saremo presenti allora alle Regionali, alle Comunali e alle prossime Politiche. In Campania siamo nel centrodestra e presenteremo la nostra lista, con volti nuovi e senza indagati, al fianco del governatore Stefano Caldoro". Così il vicesegretario regionale della Dc Felice Spera nel corso del programma "Il Martello", condotto da Ciro Montella e Roberto Esse su Radio Club 91 con le "martellate" di Rosario Verde. Ospiti anche i giornalisti del Roma Claudio Silvestri, del Corriere del Mezzogiorno Roberto Russo e di OmniNapoli Carlo Porcaro. Fabio Foglia Manzillo, docente di Diritto penale all'Università Pegaso, sollecita una riflessione sulla legge Severino che, dice, "introduce qualcosa di molto più duro, ovvero l'interdizione, la decadenza e l'ostatività dopo la sentenza di condanna di primo grado che in Italia non è definitiva tant'è che molte condanne decadono in appello. Questo appare all'opinione pubblica spropositato e forse contrastante con i princìpi che reggono il nostro ordinamento. E allora da più parti si dice che questa sanzione così grave andrebbe applicata per i reati più gravi ma non per l'abuso d'ufficio. Ma la norma Severino ha una sua logica e iniziare a pensare di escludere una serie di reati forse sbilancerebbe la norma stessa...". Per Orazio Abbamonte, docente di Diritto amministrativo alla Federico II, "De Luca, se eletto, potrebbe anche non avere il tempo di costituire la giunta e nominare il vicepresidente e ci sono dubbi che in questo modo si forzi il dato normativo". Severino Nappi, assessore regionale al Lavoro in campo con il Nuovo Centrodestra, si dice convinto che "De Luca non possa essere neppure proclamato. Un caso del genere avrebbe dovuto imporre riflessioni a monte, che non ci sono state. Ncd-Udc? Vanno bene anche due liste, ma un partito non è un tram". Francesco Paolo Iannuzzi, dirigente regionale in corsa con Forza Italia, lancia invece l'allarme astensionismo: "Non è stata felice la scelta del governo di far votare domenica 31 maggio, al centro del ponte del 2 giugno. La disaffezione è già forte e questo non aiuta...".