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BASKET
Basket, GeVi Napoli, Ennis: "Non sapevo nulla della città, ora la amo in tutto!"
07.12.2023 16:07 di Napoli Magazine

Nella GeVi Napoli Basket terza in classifica in Serie A ci sono tanti protagonisti: Pedro Llompart ha costruito la squadra, Igor Milicic la allena, Tomislav Zubcic è il miglior marcatore, Tariq Owens è il miglior rimbalzista, Jacob Pullen è l’uomo dei tiri importanti. Poi c’è chi dirige l’orchestra sul parquet, ovvero Tyler Ennis. Il play/guardia canadese ha una lunga esperienza NBA con le maglie dei Phoenix Suns, Milwaukee Bucks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers. Poi l’Europa, prima al Fenerbahce, poi con il Telekom Ankara ed il Tofas Bursa. Proprio Tyler Ennis ha rilasciato alcune dichiarazioni a CalcioNapoli24.
 
 
 
Ennis, è il secondo assist-man del campionato: cos’è per lei un passaggio? Un assist soddisfa più di un canestro fatto?
 
“Essere il leader negli assist non è uno dei miei obiettivi, però gioco con un buon gruppo di giocatori che mi facilitano il lavoro. Per quanto sia bello a livello individuale, sono i miei compagni di squadra che mi permettono di avere certi numeri. A maggior ragione con una statistica come l’assist, che coinvolge più di un giocatore. Segnare e assist, sullo stesso piano, mi danno la stessa soddisfazione”.
 
 
 
Due mesi fa ci raccontava “Credo che questo gruppo abbia un po' tutto quello che serve per mettere in pratica i concetti dell'allenatore. Non vedo l'ora di poter mettere in pratica questo potenziale”. Sette vittorie in dieci partite, l’approccio di coach Milicic ha dato i suoi frutti. O c’è dell’altro in programma?
 
 
“Penso che questo gruppo abbia mostrato finora il suo potenziale. E nonostante siamo ancora all’inizio della stagione, stiamo costruendo e migliorando ancora. Dico la mia: pensiamo di poter competere con qualsiasi squadra”
 
 
 
Vi ritengono tutti la sorpresa del campionato, visto il terzo posto in classifica. La Final Eight di Coppa Italia è un obiettivo concreto, a questo punto non ci si può più nascondere.
 
 
“Questo è sempre stato l’obiettivo prefissato. Forse potremmo essere ritenuti una sorpresa da tutti gli altri, ma noi inteso come squadra non siamo sorpresi. Anzi, abbiamo grandi obiettivi”
 
 
 
Che impatto ha avuto con la Serie A italiana dopo tre anni in Turchia? C’è un giocatore o una squadra che l’ha impressionata di più?
 
 
“Sicuramente è uno stile diverso di basket giocato rispetto a quello visto in Turchia, direi più tecnico. Più che dall’avversario singolo, una cosa mi ha impressionato ed è il livello della competizione che c’è in Serie A”
 
 
 
All’arrivo ci raccontò che Tomislav Zubcic l’aveva consigliata ed aiutata a scegliere Napoli…
 
 
“Abbiamo una grande chimica tra noi”
 
 
 
...allora ci dica il segreto del rapporto c’è tra di voi.
 
 
“Ho già giocato con Zuba in Turchia al Tofas Bursa, da quell’anno siamo rimasti in contatto. Tomislav ed io siamo amici anche fuori dal campo, il che si traduce in un miglior rendimento quando siamo sul parquet. Sappiamo quasi sempre cosa pensano o cercano di fare gli altri (ride, ndr)”
 
 
 
L’approccio con la città: dopo due mesi cosa le piace di più?
 
 
“Non sapevo nulla di Napoli, prima di venirci a giocare. L’ho amata in tutto: potrei parlare del cibo che mangio, dei panorami che vedo, dei tifosi che sono fantastici”
 
 
 
Il calore del PalaBarbuto: mai avvertito un supporto così in carriera?
 
 
“I tifosi sono fantastici, ci danno un supporto uguale a prescindere dal risultato, che si vinca o che si perda. Noi giocatori questo sostegno, poi, lo avvertiamo non solo quando scendiamo in campo, ma anche semplicemente passeggiando per la città. Posso dirlo, il tifo di Napoli è uno dei migliori che abbia mai visto e per cui abbia giocato in carriera”
 
 
 
A proposito di carriera: dopo gli infortuni degli ultimi anni (nel 2018 alla caviglia, nel 2020 un legamento crociato), possiamo dire che si sta vedendo il miglior Tyler Ennis della carriera?
 
 
“Sì, penso che tutti miglioriamo con l'età quando dedichiamo la nostra vita al gioco della pallacanestro. Io mi sono concentrato sul mio corpo non solo per recuperare dagli infortuni, ma per tornare a giocare ad un livello ancora migliore. Penso ancora che ci sia margine di miglioramento per me, e credo che continuerò a giocare meglio con questa squadra man mano che acquisiremo più esperienza l'uno con l'altro. Questo è il mio decimo anno di carriera professionistica, e penso di non essere ancora al top. C’è spazio, secondo me, per crescere ancora come giocatore”
 
 
Cosa le ha lasciato l’esperienza in NBA? E quanto le è servita sin dall’arrivo in Europa.
 
“Sicuramente la fiducia, perchè la mia esperienza professionale mi ha insegnato molte cose. Mi sento cresciuto come uomo e come giocatore. È chiaro, giocare in America nella NBA significa ovviamente giocare il livello più alto del basket: una volta che giochi a quel livello, hai la sicurezza di sapere di poter giocare ovunque in giro per il mondo. Ed io porto quella fiducia con me ovunque, anche a Napoli”

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