L’inizio del 2026 proietta la Nextra Napoli Women Basketball verso il prosieguo di un 2025 che ha mostrato una squadra capace di trasformare il PalaCaravita in un fortino inespugnabile. Con il girone di andata ormai alle spalle, i numeri parlano chiaro: 10 vittorie totali, un quinto posto solido a quota 20 punti e, soprattutto, un 100% di successi casalinghi. Un ruolino di marcia perfetto tra le mura amiche (8 su 8) che fa da contraltare a un cammino esterno più faticoso, dove sono maturate le 5 sconfitte stagionali.
Al centro di questo progetto c’è la visione di Iris Ferazzoli. L’allenatrice argentina, tornata all'ombra del Vesuvio con un entusiasmo contagioso, analizza così la prima parte di stagione: “Un pensierino alla Coppa lo avevamo fatto, ma guardando il bilancio complessivo non posso che essere contenta. Chiudere l’anno imbattute in casa è un segnale fortissimo. Abbiamo avuto degli alti e bassi, ma tutto serve per crescere. Nelle difficoltà si fanno le ossa, bisogna combattere per sopravvivere. Le squadre che rappresentano Napoli devono essere così: vittoriose nella sofferenza”.
Il roster della Nextra è un mosaico sapiente. Da una parte, per esempio l’esperienza infinita di Florencia Maria Palacios, veterana e atleta da Guinness World Record, dall'altra il coraggio delle giovanissime come Alessandra Rizzo (classe 2007), una delle più impiegate nei momenti caldi. “Ho scelto giocatrici che avessero voglia di mettersi in discussione”, spiega la coach. “Le più esperte qui sono protagoniste per la prima volta; a volte la palla trema loro in mano perché sentono la responsabilità di rappresentare una città intera, ma stanno ritrovando l'amore che provavano da bambine. E le giovani? Mi dicono che sono pazza a farne giocare due o tre insieme, ma se non fanno esperienza il loro essere giovani non finirà mai. Non chiedo loro responsabilità, chiedo sforzo e coraggio”.
Il progetto tecnico della Ferazzoli non è solo tattica, è un patto di fiducia quotidiano. “Questa squadra mi ha restituito il sorriso. Alle mie giocatrici auguro di non perdere mai la voglia di lavorare, perché è quella che fa la differenza. Io le stresso, le sprono, ricordo loro che volevano ritrovarsi in questo ambiente. Se il loro desiderio combacia con il mio, possiamo crescere tutte. A fine anno alzeremo gli occhi e vedremo dove saremo: se tra le prime otto o più in alto, l’importante sarà aver dato il massimo”.
In chiusura, il pensiero vola alla maglia e a una città che ha fame di grande pallacanestro femminile. “Ho detto sì a questo progetto perché mancava da troppo tempo una realtà napoletana. Abbiamo quasi tutte ragazze campane e sentiamo la responsabilità di riportare questa città in alto. Il napoletano si innamora se vede una squadra che non molla mai, indipendentemente dal risultato. Napoletani, siete tutti invitati a venire al Caravita, perché questa squadra è bellissima da vedere”.
di Napoli Magazine
07/01/2026 - 18:35
L’inizio del 2026 proietta la Nextra Napoli Women Basketball verso il prosieguo di un 2025 che ha mostrato una squadra capace di trasformare il PalaCaravita in un fortino inespugnabile. Con il girone di andata ormai alle spalle, i numeri parlano chiaro: 10 vittorie totali, un quinto posto solido a quota 20 punti e, soprattutto, un 100% di successi casalinghi. Un ruolino di marcia perfetto tra le mura amiche (8 su 8) che fa da contraltare a un cammino esterno più faticoso, dove sono maturate le 5 sconfitte stagionali.
Al centro di questo progetto c’è la visione di Iris Ferazzoli. L’allenatrice argentina, tornata all'ombra del Vesuvio con un entusiasmo contagioso, analizza così la prima parte di stagione: “Un pensierino alla Coppa lo avevamo fatto, ma guardando il bilancio complessivo non posso che essere contenta. Chiudere l’anno imbattute in casa è un segnale fortissimo. Abbiamo avuto degli alti e bassi, ma tutto serve per crescere. Nelle difficoltà si fanno le ossa, bisogna combattere per sopravvivere. Le squadre che rappresentano Napoli devono essere così: vittoriose nella sofferenza”.
Il roster della Nextra è un mosaico sapiente. Da una parte, per esempio l’esperienza infinita di Florencia Maria Palacios, veterana e atleta da Guinness World Record, dall'altra il coraggio delle giovanissime come Alessandra Rizzo (classe 2007), una delle più impiegate nei momenti caldi. “Ho scelto giocatrici che avessero voglia di mettersi in discussione”, spiega la coach. “Le più esperte qui sono protagoniste per la prima volta; a volte la palla trema loro in mano perché sentono la responsabilità di rappresentare una città intera, ma stanno ritrovando l'amore che provavano da bambine. E le giovani? Mi dicono che sono pazza a farne giocare due o tre insieme, ma se non fanno esperienza il loro essere giovani non finirà mai. Non chiedo loro responsabilità, chiedo sforzo e coraggio”.
Il progetto tecnico della Ferazzoli non è solo tattica, è un patto di fiducia quotidiano. “Questa squadra mi ha restituito il sorriso. Alle mie giocatrici auguro di non perdere mai la voglia di lavorare, perché è quella che fa la differenza. Io le stresso, le sprono, ricordo loro che volevano ritrovarsi in questo ambiente. Se il loro desiderio combacia con il mio, possiamo crescere tutte. A fine anno alzeremo gli occhi e vedremo dove saremo: se tra le prime otto o più in alto, l’importante sarà aver dato il massimo”.
In chiusura, il pensiero vola alla maglia e a una città che ha fame di grande pallacanestro femminile. “Ho detto sì a questo progetto perché mancava da troppo tempo una realtà napoletana. Abbiamo quasi tutte ragazze campane e sentiamo la responsabilità di riportare questa città in alto. Il napoletano si innamora se vede una squadra che non molla mai, indipendentemente dal risultato. Napoletani, siete tutti invitati a venire al Caravita, perché questa squadra è bellissima da vedere”.