Si sono svolti lunedì pomeriggio i funerali di Sandro Mazzola, stella dell'Inter scomparsa sabato. Ad accoglierlo il lungo applauso delle centinaia di tifosi presenti. Poi momenti di profondo raccoglimento. Rose e ranuncoli bianchi sopra la bara e la maglia storica numero 8 che ha indossato fissata sulla parte anteriore della bara. "Il tuo nome resta tra le pagine della nostra storia. Il tuo ricordo nel cuore della nostra Curva. Ciao Sandro", è il messaggio degli ultras dell'Inter nel piazzale antistante la Basilica di Sant'Ambrogio di Milano. Presenti centinaia di tifosi che hanno voluto ricordare la bandiera nerazzurra. Tante le stelle dell'Inter, Aristide Guarneri, campione d'Europa con l'Italia nel 1968 e due volte vincitore della Coppa dei Campioni con Mazzola, e poi Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo e Ivan Ramiro Cordoba, Esteban Cambiasso. Anche Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, ha fatto il suo ingresso in basilica, poco prima del presidente meneghino Giuseppe Marotta: "É una leggenda che se ne va, un personaggio che ha generato tante emozioni", ha dichiarato il patron nerazzurro. "Il dovere principale é preservare i valori che questa memoria contiene - aggiunge Marotta arrivando ai funerali alla Basilica di Sant'Ambrogio - e che dobbiamo trasmettere ai nostri ragazzi, anche a quelli del nostro settore giovanile. Sandro ha impersonificato questi valori che sono molto importanti per la vita futura dei nostri ragazzi". "Ricordo quando ero al mare, avevo dieci anni, per Italia-Germania 4-3, un piccolo televisore, ci siamo innamorati di quell'Italia e del calcio. Grazie Sandro", le parole del presidente della FIGC Giovanni Malagò. "Questo è il santuario di sant'Ambrogio e dei milanesi. Qui i milanesi ritrovano le radici religiose e civili. Milano e i milanesi dicono grazie a lui che ha dato prestigio alla città. È l'occasione per dire grazie e riconoscersi in un uomo e nei suoi valori": così monsignor Carlo Faccendini, abate della Basilica di Sant'Ambrogio, nell'omelia dei funerali della bandiera dell'Inter Sandro Mazzola. "Non è solo un grande gesto di amore e solidarietà, ma anche un gesto di fede. In un'intervista ha raccontato di un incontro con Padre Pio insieme a Picchi, un racconto di freschezza e straordinarietà. Da quel momento Mazzola ha iniziato a pregare in ginocchio, una fede fresca e genuina", ricorda il monsignor che ripercorre la vita di Mazzola dall "infanzia rattristata dalla perdita del padre, i primi calci qui vicino, poi il rapporto fortissimo con l'Inter che per lui è stata come una mamma. È diventato un campione, i trofei e la staffetta con Rivera. La sua umanità che lo ha reso amabile e apprezzato da tutti. Ha avuto un fortissimo attaccamento alla famiglia che ha dato un grande equilibrio a Sandro con cui ha affrontato la stagione difficilissima della malattia in modo sereno. Oggi giunti al fischio finale consegnamo Sandro all'abbraccio del Signore".
di Napoli Magazine
21/09/2026 - 15:44
Si sono svolti lunedì pomeriggio i funerali di Sandro Mazzola, stella dell'Inter scomparsa sabato. Ad accoglierlo il lungo applauso delle centinaia di tifosi presenti. Poi momenti di profondo raccoglimento. Rose e ranuncoli bianchi sopra la bara e la maglia storica numero 8 che ha indossato fissata sulla parte anteriore della bara. "Il tuo nome resta tra le pagine della nostra storia. Il tuo ricordo nel cuore della nostra Curva. Ciao Sandro", è il messaggio degli ultras dell'Inter nel piazzale antistante la Basilica di Sant'Ambrogio di Milano. Presenti centinaia di tifosi che hanno voluto ricordare la bandiera nerazzurra. Tante le stelle dell'Inter, Aristide Guarneri, campione d'Europa con l'Italia nel 1968 e due volte vincitore della Coppa dei Campioni con Mazzola, e poi Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo e Ivan Ramiro Cordoba, Esteban Cambiasso. Anche Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, ha fatto il suo ingresso in basilica, poco prima del presidente meneghino Giuseppe Marotta: "É una leggenda che se ne va, un personaggio che ha generato tante emozioni", ha dichiarato il patron nerazzurro. "Il dovere principale é preservare i valori che questa memoria contiene - aggiunge Marotta arrivando ai funerali alla Basilica di Sant'Ambrogio - e che dobbiamo trasmettere ai nostri ragazzi, anche a quelli del nostro settore giovanile. Sandro ha impersonificato questi valori che sono molto importanti per la vita futura dei nostri ragazzi". "Ricordo quando ero al mare, avevo dieci anni, per Italia-Germania 4-3, un piccolo televisore, ci siamo innamorati di quell'Italia e del calcio. Grazie Sandro", le parole del presidente della FIGC Giovanni Malagò. "Questo è il santuario di sant'Ambrogio e dei milanesi. Qui i milanesi ritrovano le radici religiose e civili. Milano e i milanesi dicono grazie a lui che ha dato prestigio alla città. È l'occasione per dire grazie e riconoscersi in un uomo e nei suoi valori": così monsignor Carlo Faccendini, abate della Basilica di Sant'Ambrogio, nell'omelia dei funerali della bandiera dell'Inter Sandro Mazzola. "Non è solo un grande gesto di amore e solidarietà, ma anche un gesto di fede. In un'intervista ha raccontato di un incontro con Padre Pio insieme a Picchi, un racconto di freschezza e straordinarietà. Da quel momento Mazzola ha iniziato a pregare in ginocchio, una fede fresca e genuina", ricorda il monsignor che ripercorre la vita di Mazzola dall "infanzia rattristata dalla perdita del padre, i primi calci qui vicino, poi il rapporto fortissimo con l'Inter che per lui è stata come una mamma. È diventato un campione, i trofei e la staffetta con Rivera. La sua umanità che lo ha reso amabile e apprezzato da tutti. Ha avuto un fortissimo attaccamento alla famiglia che ha dato un grande equilibrio a Sandro con cui ha affrontato la stagione difficilissima della malattia in modo sereno. Oggi giunti al fischio finale consegnamo Sandro all'abbraccio del Signore".