Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
Ecco le dichiarazioni di Pietro Lo Monaco nella puntata più recente di ‘Il Bello del Calcio’, programma condotto da Claudia Mercurio su 11 Televomero.
Su Venezia-Napoli - "È stata una partita da due chiavi di lettura: la prima dice che se il Napoli la rigioca dieci volte, la vince nove. Però poi è chiaro che quando il risultato non arriva... La seconda chiave di lettura risale all'inizio del campionato, quando il Napoli era davanti a una scelta: confermare la stessa squadra e prendere un allenatore 'sicuro' per arrivare al risultato, oppure una rivoluzione. Il Napoli ha scelto la prima opzione e, dopo sette partite, purtroppo il risultato è già negativo".
Napoli in crisi: di chi sono le principali responsabilità? - "Bisogna smetterla con la storiella che i meno responsabili sono sempre i calciatori. Chi va in campo sono loro: si devono prendere la loro bella fetta di responsabilità. Nell'ordine? Metto prima il rendimento in campo, poi la gestione di Allegri, poi le scelte di De Laurentiis e poi il mercato di Manna, che secondo me non incide. Le partite le vincono e le perdono i calciatori, perché chi va in campo sono loro. Il calciatore ha una sua storia: è uno che ha bisogno di trovare sempre il colpevole, lui non perde mai".
Sulla partita con il Bodø/Glimt - "Loro giocano con il 4-4-2, con Hauge a sinistra e Auklend a destra, Berg e Fet in mezzo al campo. Bjortuft [difensore centrale, ndr] è forte fisicamente, ma un po' macchinoso. Sjovold e Bjorkan [terzini, ndr] sono i classici esterni dell'Europa del nord con grande corsa... Hauge è un giocatore tecnico, ma ho l'impressione che non abbia molto carattere. Helmersen è la punta centrale, quello che ha fatto più gol, mancino che va su tutti i palloni. Non hanno individualità che ti fanno dire 'mamma mia', ma è una squadra fisica e di corsa".
di Napoli Magazine
20/10/2026 - 15:36
Ecco le dichiarazioni di Pietro Lo Monaco nella puntata più recente di ‘Il Bello del Calcio’, programma condotto da Claudia Mercurio su 11 Televomero.
Su Venezia-Napoli - "È stata una partita da due chiavi di lettura: la prima dice che se il Napoli la rigioca dieci volte, la vince nove. Però poi è chiaro che quando il risultato non arriva... La seconda chiave di lettura risale all'inizio del campionato, quando il Napoli era davanti a una scelta: confermare la stessa squadra e prendere un allenatore 'sicuro' per arrivare al risultato, oppure una rivoluzione. Il Napoli ha scelto la prima opzione e, dopo sette partite, purtroppo il risultato è già negativo".
Napoli in crisi: di chi sono le principali responsabilità? - "Bisogna smetterla con la storiella che i meno responsabili sono sempre i calciatori. Chi va in campo sono loro: si devono prendere la loro bella fetta di responsabilità. Nell'ordine? Metto prima il rendimento in campo, poi la gestione di Allegri, poi le scelte di De Laurentiis e poi il mercato di Manna, che secondo me non incide. Le partite le vincono e le perdono i calciatori, perché chi va in campo sono loro. Il calciatore ha una sua storia: è uno che ha bisogno di trovare sempre il colpevole, lui non perde mai".
Sulla partita con il Bodø/Glimt - "Loro giocano con il 4-4-2, con Hauge a sinistra e Auklend a destra, Berg e Fet in mezzo al campo. Bjortuft [difensore centrale, ndr] è forte fisicamente, ma un po' macchinoso. Sjovold e Bjorkan [terzini, ndr] sono i classici esterni dell'Europa del nord con grande corsa... Hauge è un giocatore tecnico, ma ho l'impressione che non abbia molto carattere. Helmersen è la punta centrale, quello che ha fatto più gol, mancino che va su tutti i palloni. Non hanno individualità che ti fanno dire 'mamma mia', ma è una squadra fisica e di corsa".