Calcio
Calcio: Lavezzi ritrova il talismano Udinese
06.04.2012 04:47 di Napoli Magazine Fonte: Il Mattino
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Si palesò al calcio italiano in un tiepido pomeriggio di settembre. Iniziò ad infiammare i tifosi nel profondo Nord, in uno stadio, il «Friuli», che lo teme ancora, a distanza di oltre tre anni. Era il 2 settembre del 2009 ed Ezequiel Lavezzi trascinò il Napoli di De Laurentiis alla prima vittoria in serie A. Il caldo afoso del San Paolo aveva bloccato il Napoli e l’argentino al debutto contro il Cagliari sette giorni prima, a Udine furono lampi e fulmini firmati dal Pocho: finì 0-5, un risultato storico, e Lavezzi divenne l’incubo dei difensori bianconeri, tra cui c’era anche un certo Dossena, oggi compagno di squadra dell’argentino. Le sue accelerazioni tagliarono a fette la difesa dell’Udinese, il resto è cronaca. È il 16’: scatto sulla sinistra, dribbling a Mesto e assist per Zalayeta per il vantaggio azzurro; primo gol in serie A al 20’ dopo aver messo a sedere proprio Dossena; altro assist con verticalizzazione improvvisa per Sosa. Fu imprendibile e l’Italia pallonara, dopo la tripletta siglata al Pisa in Coppa Italia ad agosto, iniziò a guardare con curiosità quel folletto argentino, reduce dalla vittoria del campionato di Clausura con il San Lorenzo. A Udine i prodromi del Pocho determinante nel futuro del Napoli: la prestazione del Friuli fu un fulmine che colpì al cuore i tifosi azzurri. Quel colore, il bianconero, porta fortuna all’argentino e non solo per i gol inflitti anche alla Juventus. Proprio l’Udinese è la squadra a cui Lavezzi ha segnato più gol a quando è in Italia: quattro. Dopo il sigillo dell’andata, al primo campionato in Italia, anche una doppietta nella gara di ritorno. Al San Paolo, è il 2 febbraio del 2008, finisce 3-1. Botta e risposta tra Zapata (autorete) per il Napoli e Pepe (per l’Udinese), poi il Pocho capisce che è il momento di salire in cattedra e decide la partita. Mancano poco più di 15 minuti alla fine della partita e Lavezzi sgomma sulla sinistra, rientra e in un battibaleno scaraventa in rete di destro dal limite dell’area. I 40mila del San Paolo esplodono, il Pocho si lascia andare ad un balletto in stile break dance, abbracciato da Gargano. Non è finita: passano due minuti e Zalayeta offre al Pocho l’assist per chiudere la partita. Lavezzi non si fa pregare e beffa con un pallonetto di sinistro il malcapitato Handanovic. L’Udinese diventa la vittima preferita dell’argentino anche due stagioni fa: è il 31 gennaio 2009, in un freddo San Paolo nonostante i 40mila spettatori, a metà del primo tempo Denis serve Lavezzi che di sinistro batte il solito Handanovic, grazie anche ad una deviazione di un difensore friulano. L’Udinese, dunque, esalta le doti del Pocho, soprattutto al San Paolo. Uno stadio curiosamente ostile al Lavezzi bomber: in questa stagione l’attaccante di Villa Gobernador ha segnato 6 reti in questo campionato, cinque delle quali lontano da Fuorigrotta. L’ultimo gol siglato in casa, in campionato, risale a sei mesi fa, il pallonetto geniale nel match di ottobre con il Milan, che è anche l’ultima partita persa al San Paolo. Il precedente malaugurante fa il paio con il talismano-Udinese: non c’è occasione migliore di stasera per rompere il ghiaccio e tornare a festeggiare davanti alla propria gente. Lavezzi è anche a caccia del decimo gol stagionale (ne ha segnati 3 tra coppa Italia ed Europa League, di cui due al San Paolo contro Elfsborg e Bologna), che sarebbe anche il trentesimo in serie A (38esimo in maglia azzurra). Nel mirino del Pocho la missione, difficile ma non impossibile, di arrivare in doppia cifra anche in campionato: nei tre campionati precedenti si è fermato ad un massimo di otto sigilli. L’Udinese è il talismano ideale: la nuova esultanza del Pocho è già pronta.


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Calcio: Lavezzi ritrova il talismano Udinese

di Napoli Magazine

06/04/2012 - 04:47


Si palesò al calcio italiano in un tiepido pomeriggio di settembre. Iniziò ad infiammare i tifosi nel profondo Nord, in uno stadio, il «Friuli», che lo teme ancora, a distanza di oltre tre anni. Era il 2 settembre del 2009 ed Ezequiel Lavezzi trascinò il Napoli di De Laurentiis alla prima vittoria in serie A. Il caldo afoso del San Paolo aveva bloccato il Napoli e l’argentino al debutto contro il Cagliari sette giorni prima, a Udine furono lampi e fulmini firmati dal Pocho: finì 0-5, un risultato storico, e Lavezzi divenne l’incubo dei difensori bianconeri, tra cui c’era anche un certo Dossena, oggi compagno di squadra dell’argentino. Le sue accelerazioni tagliarono a fette la difesa dell’Udinese, il resto è cronaca. È il 16’: scatto sulla sinistra, dribbling a Mesto e assist per Zalayeta per il vantaggio azzurro; primo gol in serie A al 20’ dopo aver messo a sedere proprio Dossena; altro assist con verticalizzazione improvvisa per Sosa. Fu imprendibile e l’Italia pallonara, dopo la tripletta siglata al Pisa in Coppa Italia ad agosto, iniziò a guardare con curiosità quel folletto argentino, reduce dalla vittoria del campionato di Clausura con il San Lorenzo. A Udine i prodromi del Pocho determinante nel futuro del Napoli: la prestazione del Friuli fu un fulmine che colpì al cuore i tifosi azzurri. Quel colore, il bianconero, porta fortuna all’argentino e non solo per i gol inflitti anche alla Juventus. Proprio l’Udinese è la squadra a cui Lavezzi ha segnato più gol a quando è in Italia: quattro. Dopo il sigillo dell’andata, al primo campionato in Italia, anche una doppietta nella gara di ritorno. Al San Paolo, è il 2 febbraio del 2008, finisce 3-1. Botta e risposta tra Zapata (autorete) per il Napoli e Pepe (per l’Udinese), poi il Pocho capisce che è il momento di salire in cattedra e decide la partita. Mancano poco più di 15 minuti alla fine della partita e Lavezzi sgomma sulla sinistra, rientra e in un battibaleno scaraventa in rete di destro dal limite dell’area. I 40mila del San Paolo esplodono, il Pocho si lascia andare ad un balletto in stile break dance, abbracciato da Gargano. Non è finita: passano due minuti e Zalayeta offre al Pocho l’assist per chiudere la partita. Lavezzi non si fa pregare e beffa con un pallonetto di sinistro il malcapitato Handanovic. L’Udinese diventa la vittima preferita dell’argentino anche due stagioni fa: è il 31 gennaio 2009, in un freddo San Paolo nonostante i 40mila spettatori, a metà del primo tempo Denis serve Lavezzi che di sinistro batte il solito Handanovic, grazie anche ad una deviazione di un difensore friulano. L’Udinese, dunque, esalta le doti del Pocho, soprattutto al San Paolo. Uno stadio curiosamente ostile al Lavezzi bomber: in questa stagione l’attaccante di Villa Gobernador ha segnato 6 reti in questo campionato, cinque delle quali lontano da Fuorigrotta. L’ultimo gol siglato in casa, in campionato, risale a sei mesi fa, il pallonetto geniale nel match di ottobre con il Milan, che è anche l’ultima partita persa al San Paolo. Il precedente malaugurante fa il paio con il talismano-Udinese: non c’è occasione migliore di stasera per rompere il ghiaccio e tornare a festeggiare davanti alla propria gente. Lavezzi è anche a caccia del decimo gol stagionale (ne ha segnati 3 tra coppa Italia ed Europa League, di cui due al San Paolo contro Elfsborg e Bologna), che sarebbe anche il trentesimo in serie A (38esimo in maglia azzurra). Nel mirino del Pocho la missione, difficile ma non impossibile, di arrivare in doppia cifra anche in campionato: nei tre campionati precedenti si è fermato ad un massimo di otto sigilli. L’Udinese è il talismano ideale: la nuova esultanza del Pocho è già pronta.


Fonte: Il Mattino