PARMA - Napoli champagne in una partita dalle mille bollicine, tante da far venire il mal di testa. Il piatto parmigiano è appetitoso, tanto più dopo il blocco della Lazio e l'isteria della Juve, troppo abituata ad avere rigori a favore per vedersene negato uno contro. Ma loro, i bianchi con la croce nera, non ne vogliono sapere di fare da sparring partner visto che vedono un posto in Europa a portata di mano. Gli azzurri celebrano il ritorno di Cannavaro capitano e vedono Mesto sostituire Maggio infortunato. Per 15' la Mazzarri's band attende sorniona, come un gatto mentre i topoliti parmensi azzardano a toccare il piatto di parmigiano.
Addirittura De Sanctis perde tempo nei rilanci dal fondo, neanche fossimo già in vantaggio. Poi tutti in avanti, con gli uomini di Donadoni tutti dietro. La palla gira da una parte, poi dall'altra, poi ancora a sinistra. Come i gatti, il Napoli aspetta a tirare il colpo letale. Poi la palla arriva a sfarfallon Zuniga che cambia marcia, scambia con Hamsik e in area passa a Pandev tiro al volo, alto. E' il segnale. Cavani ci prova da dentro l'area: alto. Inler dalla distanza: inguardabile.
Poi su una ripartenza è Dzemaili che si trasforma in Rivera: finta il tiro da distanza abissale e inventa l'assist per Hamsik che taglia la difesa al formaggio per affondare gli artigli sul piatto grosso: gol e vantaggio. Gli uomini di Donadoni si sono fatti una fama battendo, fermando o almeno mettendo in difficoltà le squadre più forti, andando sempre a punti in casa. E vogliono fare onore alla propria fama. Belfodil è una furia e una furbizia: si porta Cannavaro a spasso poi cross per Sansone. Tiro al volo, la palla sembra essere già dentro la rete ma spiderman De Sanctis compie un intervento prodigioso lanciando una ragnatela sul palo che respinge la palla.
Gli avversari non ci credono, e continuano a chiedere che la parata sia avvenuta dentro la porta. Inutilmente. Il Parma prende coraggio: da azione d'angolo è Parolo a tirare più volte: prima prende l'onnipresente Cavani, poi Britos, poi il tiro supera il portiere azzurro ma sulla linea c'è superPaolo che di testa mette fuori. E' il campanello d'allarme. E il Napoli riparte. Hamsik si procura la punizione, Cavani tira all'incrocio ma Mirante para. Sull'angolo di Pandev è Britos a prendere l'ascensore, rimpallo per Campagnaro.
Hugo controlla tira, ma Mirante è ancora miracoloso. Il Napoli insiste: contropiede Pandev vede con l'occhio che ha dietro la testa che Dzemaili è partito come un treno mentre i difensori si sono fermati a prendere un caffé al bar. Il passaggio è preciso, il centrocampista ci arriva, resiste al ritorno dei centrali, è sfinito, riesce a tirare, ma troppo sul portiere. Il Parma prova ad affondare ma Hamsik riparte, trova Cavani che si è liberato del difensore: il matador prende anche la mira, poi forse pensa che è troppo facile e tira fuori.
Le bollicine e il Napoli spumeggiante evaporano nell'intervallo. Resta solo il mal di testa ad ogni affondo del Parma, mentre gli azzurri non riescono più a ripartire. Vero è che gli emiliani non sono pericolosi. Dopo 20' entrano in campo gli allenatori. Walter vede Inler straordinariamente fuori fase, mette dentro Donadel, poi Insigne al posto di Pandev, infine debutta Armero per Mesto. Donadoni butta invece nella mischia Amauri.
Il brasiliano si fa valere subito catturando palloni e punizioni. Dall'altra parte Lorenzo è proprio Insign-ificante. Così a furia di pressare gli emiliani trovano il gol più balordo. Sansone sfugge a sinistra, finisce sul limte del fondo con Campagnaro che gli morde le caviglie e Cannavaro pronto a raddoppiare. L'attaccante non sa che fare, tira, rimpallo su Paolo, la palla si impenna, supera De Sanctis: è pareggio. Conosciuto il carattere del Parma, e passato il mal di testa, tocca al Napoli far vedere se vale qualcosa. Tutti cercano Cavani, supermarcato e non in grande giornata. Insigne fa una genialata: si libera, tiro forte ma centrale.
Almeno conquista un angolo che poi spreca malamente in compagnia di Armero. Il problema è che gli automatismi con Armero non funzionano, con Zuniga a destra sono inceppati e ogni volta che arriva palla a Insigne, sulla sinistra, se lo alzano di peso con la complicità dell'arbitro. Lui, però, Lorenzo, lo capisce. E si sposta, va a prendere palla a centrocampo, alza la testa, inventa un assist stratosferico per Cavani dietro l'intera difesa avversaria. Edi vola con i capelli al vento, salta anche il portiere per il gol vittoria.
Il Matador non è in giornata, e sbaglia ancora sotto porta. In compenso è ovunque nel campo, un incubo per i bianchi. Finisce con qualche patema, tre punti, vittoria in trasferta, la Juve nel mirino a 3 punti, la Lazio lasciata dietro a tre punti e la soddisfazione di aver violato, per primi in questo campionato, il Tardini.
di Napoli Magazine
27/01/2013 - 18:53
PARMA - Napoli champagne in una partita dalle mille bollicine, tante da far venire il mal di testa. Il piatto parmigiano è appetitoso, tanto più dopo il blocco della Lazio e l'isteria della Juve, troppo abituata ad avere rigori a favore per vedersene negato uno contro. Ma loro, i bianchi con la croce nera, non ne vogliono sapere di fare da sparring partner visto che vedono un posto in Europa a portata di mano. Gli azzurri celebrano il ritorno di Cannavaro capitano e vedono Mesto sostituire Maggio infortunato. Per 15' la Mazzarri's band attende sorniona, come un gatto mentre i topoliti parmensi azzardano a toccare il piatto di parmigiano.
Addirittura De Sanctis perde tempo nei rilanci dal fondo, neanche fossimo già in vantaggio. Poi tutti in avanti, con gli uomini di Donadoni tutti dietro. La palla gira da una parte, poi dall'altra, poi ancora a sinistra. Come i gatti, il Napoli aspetta a tirare il colpo letale. Poi la palla arriva a sfarfallon Zuniga che cambia marcia, scambia con Hamsik e in area passa a Pandev tiro al volo, alto. E' il segnale. Cavani ci prova da dentro l'area: alto. Inler dalla distanza: inguardabile.
Poi su una ripartenza è Dzemaili che si trasforma in Rivera: finta il tiro da distanza abissale e inventa l'assist per Hamsik che taglia la difesa al formaggio per affondare gli artigli sul piatto grosso: gol e vantaggio. Gli uomini di Donadoni si sono fatti una fama battendo, fermando o almeno mettendo in difficoltà le squadre più forti, andando sempre a punti in casa. E vogliono fare onore alla propria fama. Belfodil è una furia e una furbizia: si porta Cannavaro a spasso poi cross per Sansone. Tiro al volo, la palla sembra essere già dentro la rete ma spiderman De Sanctis compie un intervento prodigioso lanciando una ragnatela sul palo che respinge la palla.
Gli avversari non ci credono, e continuano a chiedere che la parata sia avvenuta dentro la porta. Inutilmente. Il Parma prende coraggio: da azione d'angolo è Parolo a tirare più volte: prima prende l'onnipresente Cavani, poi Britos, poi il tiro supera il portiere azzurro ma sulla linea c'è superPaolo che di testa mette fuori. E' il campanello d'allarme. E il Napoli riparte. Hamsik si procura la punizione, Cavani tira all'incrocio ma Mirante para. Sull'angolo di Pandev è Britos a prendere l'ascensore, rimpallo per Campagnaro.
Hugo controlla tira, ma Mirante è ancora miracoloso. Il Napoli insiste: contropiede Pandev vede con l'occhio che ha dietro la testa che Dzemaili è partito come un treno mentre i difensori si sono fermati a prendere un caffé al bar. Il passaggio è preciso, il centrocampista ci arriva, resiste al ritorno dei centrali, è sfinito, riesce a tirare, ma troppo sul portiere. Il Parma prova ad affondare ma Hamsik riparte, trova Cavani che si è liberato del difensore: il matador prende anche la mira, poi forse pensa che è troppo facile e tira fuori.
Le bollicine e il Napoli spumeggiante evaporano nell'intervallo. Resta solo il mal di testa ad ogni affondo del Parma, mentre gli azzurri non riescono più a ripartire. Vero è che gli emiliani non sono pericolosi. Dopo 20' entrano in campo gli allenatori. Walter vede Inler straordinariamente fuori fase, mette dentro Donadel, poi Insigne al posto di Pandev, infine debutta Armero per Mesto. Donadoni butta invece nella mischia Amauri.
Il brasiliano si fa valere subito catturando palloni e punizioni. Dall'altra parte Lorenzo è proprio Insign-ificante. Così a furia di pressare gli emiliani trovano il gol più balordo. Sansone sfugge a sinistra, finisce sul limte del fondo con Campagnaro che gli morde le caviglie e Cannavaro pronto a raddoppiare. L'attaccante non sa che fare, tira, rimpallo su Paolo, la palla si impenna, supera De Sanctis: è pareggio. Conosciuto il carattere del Parma, e passato il mal di testa, tocca al Napoli far vedere se vale qualcosa. Tutti cercano Cavani, supermarcato e non in grande giornata. Insigne fa una genialata: si libera, tiro forte ma centrale.
Almeno conquista un angolo che poi spreca malamente in compagnia di Armero. Il problema è che gli automatismi con Armero non funzionano, con Zuniga a destra sono inceppati e ogni volta che arriva palla a Insigne, sulla sinistra, se lo alzano di peso con la complicità dell'arbitro. Lui, però, Lorenzo, lo capisce. E si sposta, va a prendere palla a centrocampo, alza la testa, inventa un assist stratosferico per Cavani dietro l'intera difesa avversaria. Edi vola con i capelli al vento, salta anche il portiere per il gol vittoria.
Il Matador non è in giornata, e sbaglia ancora sotto porta. In compenso è ovunque nel campo, un incubo per i bianchi. Finisce con qualche patema, tre punti, vittoria in trasferta, la Juve nel mirino a 3 punti, la Lazio lasciata dietro a tre punti e la soddisfazione di aver violato, per primi in questo campionato, il Tardini.