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Calcio, Riccio, ag. Fifa: "Ecco il segreto di Napoli e Fiorentina"
16.10.2015 14:23 di Napoli Magazine Fonte: EuropaCalcio.it
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Renato Riccio, agente Fifa, socio della RC Football Agency e dirigente della Scuola Calcio Luigi Vitale di Casoria, provincia di Napoli, affiliata del Perugia, contattato in esclusiva da EuropaCalcio.it, ha rilasciato un'intervista affermando tra l'altro a proposito del Napoli:

 

Questo nuovo campionato italiano sembra più equilibrato rispetto al passato. Secondo te, chi è la squadra favorita per il titolo? 

"Penso che sia ancora presto per considerare una vera e unica favorita per il titolo, il divario tra big, medie e piccole sembra essersi ridotto, grazie anche ad alcuni errori fatti dalle big in sede di mercato ma soprattutto all’ottimo lavoro svolto da dirigenti e allenatori delle medio-piccole, contesti in cui abilità gestionali e lavoro sul campo non hanno nulla da invidiare a quelli di varie big. Vincerà la squadra che saprà essere più continua nei risultati. Nelle primissime fasi del campionato l’Inter pareva potesse farla da padrona, ma il cinismo con cui aveva ottenuto tante vittorie consecutive è stato accompagnato anche da tanta fortuna. I nerazzurri hanno una rosa composta da molti giocatori importanti o possibili tali, la cui costruzione è merito della gran capacità di Mancini di farsi accontentare sempre nelle sue richieste (tuttavia non sempre tale capacità si abbina ad un buon lavoro sul campo), ma anche e soprattutto merito delle possibilità economiche della proprietà che, sia con Moratti sia con Thohir, ogni 6 mesi rivoluziona la rosa spendendo ogni volta più della sessione precedente. In questo momento la classifica vede come capolista la Fiorentina, dimostrando il maggiore equilibrio ma che dovrà dimostrare, sin dalla prossima giornata, di poter restare in alto fino alla fine. Nel novero delle favorite, oltre alle prime due, non escluderei il Napoli, che dopo anni ha la possibilità di approfittare della falsa partenza della Juventus, che comunque rimane per me la prima favorita per mentalità e abitudine alla vittoria, nonostante l’errore di aver lasciato andare via un giocatore ancora immenso come Pirlo senza aver puntato su un suo vero sostituto". 

 

Qual è il segreto di Napoli e Fiorentina? Possono ambire allo Scudetto? 

"Per quanto riguarda il Napoli, sicuramente il cambio d’allenatore ha sortito un effetto molto positivo: il buon lavoro svolto e gli ultimi esaltanti risultati hanno entusiasmato e ricompattato l’ambiente oramai caldissimo, il vero punto di forza e debolezza della compagine azzurra. La rosa ha un livello alto, si candida al ruolo di seria protagonista e può fare bella figura nel doppio impegno Campionato-Coppa ma, per puntare allo Scudetto, si dovrà per forza di cose perdere qualcosa sulla strada dell’impegnativo seppur glorioso cammino europeo, a meno che non si investa a Gennaio su un terzino e su un altro centrocampista di livello. Penso invece che il segreto della Fiorentina sia stato abbinare il cambio della guida tecnica, apportando aria nuova in spogliatoio, al recupero di giocatori importanti come Borja Valero, Ilicic e Gonzalo, che l’anno scorso non erano al meglio. E non dimentichiamoci che in rosa hanno una bomba pronta ad esplodere: Pepito Rossi. La viola è destinata a fare bene e arrivare avanti in tutte le competizioni a cui partecipa, anche se una vittoria finale dipenderà dal fatto se riuscirà a mantenere una certa continuità soprattutto in partita, forse l’unico difetto sin qui riscontrabile nella stagione della Fiorentina, in quanto molto spesso abbiamo assistito a primi tempi molto intensi e secondi tempi non all’altezza dei primi 45 minuti. Prevedo nella sfida imminente tra le due tanto bel gioco e tanti gol". 

 

Cosa è cambiato con Sarri e Paulo Sousa? 

"In casa Napoli non è difficile considerare che si sia totalmente cambiata la filosofia di lavoro rispetto all’era Benìtez: ritmi di allenamento più intensi, maggiore attenzione per la fase difensiva, ricerca di maggiore equilibrio in mezzo al campo e chiavi della manovra affidate ad un regista, Valdifiori inizialmente, poi attualmente superato dalla consacrazione di Jorginho, giocatore che non ho mai mancato di elogiare in momenti passati anche se difficili, dovuti al fatto che giocasse in un centrocampo a 2, costretto dalla scarsa copertura degli attaccanti a fare più da interditore, compito che decisamente non gli si addice, piuttosto che da regista, ruolo in cui è per me il primo in Serie A, dopo la partenza di Pirlo. Mister Sarri ha avuto la capacità inoltre di far fruttare l’unica buona cosa ereditata dalla precedente gestione, e cioè la qualità offensiva, anche se il cambio di modulo, dal 4-3-1-2 preparato sin dal ritiro di luglio all’attuale 4-3-3, è stato un po’ tardivo, avendo perso punti importanti ad inizio campionato che rischiano di rivelarsi fondamentali alla fine. Per quanto riguarda Paulo Sousa penso che, seppur con merito, abbia avuto vita più facile di Sarri, avendo ereditato un gruppo ed una filosofia importanti creati da Montella. La bravura del tecnico portoghese è stata appunto quella di continuare sul percorso tracciato dal suo predecessore, cercando di migliorare alcuni difetti, come per esempio dando maggiore carattere e aggressività al gruppo, che persistevano anche a causa del fatto che la gestione di Montella durasse da molti anni. La dirigenza in sede di mercato ha come sempre operato bene: ha puntato su giovani interessanti che già aveva (Babacar, Badelj Bernardeschi), ha venduto bene (Gòmez, Joaquìn, Savic) e comprato a poco ottimi giocatori (Kalinic, Blaszczykowski e Mario Suàrez)". 

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Calcio, Riccio, ag. Fifa: "Ecco il segreto di Napoli e Fiorentina"

di Napoli Magazine

16/10/2015 - 14:23

Renato Riccio, agente Fifa, socio della RC Football Agency e dirigente della Scuola Calcio Luigi Vitale di Casoria, provincia di Napoli, affiliata del Perugia, contattato in esclusiva da EuropaCalcio.it, ha rilasciato un'intervista affermando tra l'altro a proposito del Napoli:

 

Questo nuovo campionato italiano sembra più equilibrato rispetto al passato. Secondo te, chi è la squadra favorita per il titolo? 

"Penso che sia ancora presto per considerare una vera e unica favorita per il titolo, il divario tra big, medie e piccole sembra essersi ridotto, grazie anche ad alcuni errori fatti dalle big in sede di mercato ma soprattutto all’ottimo lavoro svolto da dirigenti e allenatori delle medio-piccole, contesti in cui abilità gestionali e lavoro sul campo non hanno nulla da invidiare a quelli di varie big. Vincerà la squadra che saprà essere più continua nei risultati. Nelle primissime fasi del campionato l’Inter pareva potesse farla da padrona, ma il cinismo con cui aveva ottenuto tante vittorie consecutive è stato accompagnato anche da tanta fortuna. I nerazzurri hanno una rosa composta da molti giocatori importanti o possibili tali, la cui costruzione è merito della gran capacità di Mancini di farsi accontentare sempre nelle sue richieste (tuttavia non sempre tale capacità si abbina ad un buon lavoro sul campo), ma anche e soprattutto merito delle possibilità economiche della proprietà che, sia con Moratti sia con Thohir, ogni 6 mesi rivoluziona la rosa spendendo ogni volta più della sessione precedente. In questo momento la classifica vede come capolista la Fiorentina, dimostrando il maggiore equilibrio ma che dovrà dimostrare, sin dalla prossima giornata, di poter restare in alto fino alla fine. Nel novero delle favorite, oltre alle prime due, non escluderei il Napoli, che dopo anni ha la possibilità di approfittare della falsa partenza della Juventus, che comunque rimane per me la prima favorita per mentalità e abitudine alla vittoria, nonostante l’errore di aver lasciato andare via un giocatore ancora immenso come Pirlo senza aver puntato su un suo vero sostituto". 

 

Qual è il segreto di Napoli e Fiorentina? Possono ambire allo Scudetto? 

"Per quanto riguarda il Napoli, sicuramente il cambio d’allenatore ha sortito un effetto molto positivo: il buon lavoro svolto e gli ultimi esaltanti risultati hanno entusiasmato e ricompattato l’ambiente oramai caldissimo, il vero punto di forza e debolezza della compagine azzurra. La rosa ha un livello alto, si candida al ruolo di seria protagonista e può fare bella figura nel doppio impegno Campionato-Coppa ma, per puntare allo Scudetto, si dovrà per forza di cose perdere qualcosa sulla strada dell’impegnativo seppur glorioso cammino europeo, a meno che non si investa a Gennaio su un terzino e su un altro centrocampista di livello. Penso invece che il segreto della Fiorentina sia stato abbinare il cambio della guida tecnica, apportando aria nuova in spogliatoio, al recupero di giocatori importanti come Borja Valero, Ilicic e Gonzalo, che l’anno scorso non erano al meglio. E non dimentichiamoci che in rosa hanno una bomba pronta ad esplodere: Pepito Rossi. La viola è destinata a fare bene e arrivare avanti in tutte le competizioni a cui partecipa, anche se una vittoria finale dipenderà dal fatto se riuscirà a mantenere una certa continuità soprattutto in partita, forse l’unico difetto sin qui riscontrabile nella stagione della Fiorentina, in quanto molto spesso abbiamo assistito a primi tempi molto intensi e secondi tempi non all’altezza dei primi 45 minuti. Prevedo nella sfida imminente tra le due tanto bel gioco e tanti gol". 

 

Cosa è cambiato con Sarri e Paulo Sousa? 

"In casa Napoli non è difficile considerare che si sia totalmente cambiata la filosofia di lavoro rispetto all’era Benìtez: ritmi di allenamento più intensi, maggiore attenzione per la fase difensiva, ricerca di maggiore equilibrio in mezzo al campo e chiavi della manovra affidate ad un regista, Valdifiori inizialmente, poi attualmente superato dalla consacrazione di Jorginho, giocatore che non ho mai mancato di elogiare in momenti passati anche se difficili, dovuti al fatto che giocasse in un centrocampo a 2, costretto dalla scarsa copertura degli attaccanti a fare più da interditore, compito che decisamente non gli si addice, piuttosto che da regista, ruolo in cui è per me il primo in Serie A, dopo la partenza di Pirlo. Mister Sarri ha avuto la capacità inoltre di far fruttare l’unica buona cosa ereditata dalla precedente gestione, e cioè la qualità offensiva, anche se il cambio di modulo, dal 4-3-1-2 preparato sin dal ritiro di luglio all’attuale 4-3-3, è stato un po’ tardivo, avendo perso punti importanti ad inizio campionato che rischiano di rivelarsi fondamentali alla fine. Per quanto riguarda Paulo Sousa penso che, seppur con merito, abbia avuto vita più facile di Sarri, avendo ereditato un gruppo ed una filosofia importanti creati da Montella. La bravura del tecnico portoghese è stata appunto quella di continuare sul percorso tracciato dal suo predecessore, cercando di migliorare alcuni difetti, come per esempio dando maggiore carattere e aggressività al gruppo, che persistevano anche a causa del fatto che la gestione di Montella durasse da molti anni. La dirigenza in sede di mercato ha come sempre operato bene: ha puntato su giovani interessanti che già aveva (Babacar, Badelj Bernardeschi), ha venduto bene (Gòmez, Joaquìn, Savic) e comprato a poco ottimi giocatori (Kalinic, Blaszczykowski e Mario Suàrez)". 

Fonte: EuropaCalcio.it