Calcio
Calcio: Udinese fuori dalla Champions
06.04.2012 04:47 di Napoli Magazine Fonte: La Gazzetta dello Sport
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Passa la squadra con più qualità: l'Arsenal 2-1 in Friuli e va nell'urna che giovedì a Montecarlo sorteggerà i gironi di Champions. L'Udinese esce a testa altissima, penalizzata dai limiti di una rosa indebolita e da certi episodi. Di fronte a una squadra più forte, non si possono sbagliare gol come quelli dell'andata e addirittura il rigore del possibile 2-1 subito dopo il gol del pari inglese, che avrebbe rimesso in discussione tutto.



FORMULA — Vedere, con tutto il rispetto, squadre come Genk e Apoel Nicosia alla fase ai gironi e l'Udinese fuori fa male. Lascia perplessi il criterio Uefa per il sorteggio del preliminare, in cui una vincitrice di un campionato pesca una vincitrice e una piazzata una piazzata. Forse c'è qualcosa da cambiare.



SCELTE — Guidolin sceglie la squadra di Londra, con un Badu in ascesa accanto ad Asamoah in mezzo e i terzini Ekstrand e Neuton, un po' a disagio di fronte alla velocità e agli uno contro uno di Walcott e Gervinho. Wenger, che ritrova solo Van Persie rispetto a martedì scorso e perde Gibbs, sposta Sagna a sinistra per far spazio al timido Jenkinson. La scelta iniziale di Frimpong, più difensivo di Rosicky a centrocampo, è figlia del risultato dell'andata. Infatti il ceco entrerà subito nella ripresa.



COM'E ALL'ANDATA — L'inizio è, esattamente come all'Emirates, tutto dell'Arsenal. In 2' Gervinho e Walcott stuzzicano Handanovic, bravo soprattutto sul destro dell'inglese. L'Udinese è timida. Di Natale è isolato. Gli inglesi fraseggiano bene, con personalità. Del resto da centrocampo in su hanno qualità, seppur parecchio indeboliti rispetto agli ultimi anni. La prima scossa arriva da un gol segnato in fuorigioco da Di Natale, una gran girata al volo al 10'. La squadra di Guidolin comincia a conquistare palla e a ripartire. Le valvole di sfogo sono gli esterni Isla ed Armero con la loro velocità



20' BELLISSIMI — La prima clamorosa palla gol per l'Udinese arriva con la palla recuperata da Badu che innesca Isla. Il cileno pesca il taglio sul primo palo di Di Natale che trova solo il legno. E' il primo squillo di uno spicchio di partita entusiasmante, con le ali che da una parte e dall'altra creano pericoli. Gervinho manda al bar mezza difesa friulana con le finte e dà un gioiello a Walcott, ma Handanovic si conferma super portiere con le prodezze su Walcott e Van Persie. Di Natale è scatenato: prima sfiora il gol, poi con merito lo trova. Grandissima rete la sua, con un colpo di testa piazzato sul palo lontano dopo il gran invito di Pinzi, sempre più a suo agio nella posizione di trequartista un po'anomalo.



MOSSE — Si riparte nella ripresa e Wenger aggiunge la qualità di Rosicky. Guidolin, dopo aver fatto scaldare Basta, decide di risolvere il problema del terzino destro spostando in quella posizione Benatia con Ekstrand in mezzo. Chissà se uno che dalla panchina sbaglia quasi niente come lui lo rifarebbe a mentre fredda. Perchè Benatia non ha il passo per tenere Gervinho. Uno che ti punta. Che la tiene incollata al piede. E lo "sceicco" ha gli stessi problemi dello svedese. E infatti al 10' l'ex Lilla si fuma il marocchino in dribbling e mette in mezzo per Van Persie, che questi gol col sinistro non li sbaglia. Prima mazzata.



COLPO DEL K.O. — Ora servono due gol. Fa un gran caldo. E c'è stanchezza. Ma l'Udinese avrebbe subito la possibilità di tenere accesa la speranza. L'attento giudice di porta vede il fallo di mano in area di Vermaelen. Ma Di Natale calcia troppo centralmente dagli undici metri e Szczesny para da giovane ottimo portiere qual è. Che rabbia Totò: un suo errore dal dischetto pesa ancora come un macigno. Proprio come in Nazionale ai rigori con la Spagna a Euro 2008. Seconda e definitva mazzata.



FINALE INUTILE — Mancherebbe mezz'ora, ma di fatto finisce qui. Un Arsenal migliore di quello dell'andata gestisce con calma il finale, ancor più dopo aver trovato il gol del 2-1 con Theo Walcott, che dialoga con Sagna, si mangia Benatia e non sbaglia davanti ad Handanovic.


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Calcio: Udinese fuori dalla Champions

di Napoli Magazine

06/04/2012 - 04:47


Passa la squadra con più qualità: l'Arsenal 2-1 in Friuli e va nell'urna che giovedì a Montecarlo sorteggerà i gironi di Champions. L'Udinese esce a testa altissima, penalizzata dai limiti di una rosa indebolita e da certi episodi. Di fronte a una squadra più forte, non si possono sbagliare gol come quelli dell'andata e addirittura il rigore del possibile 2-1 subito dopo il gol del pari inglese, che avrebbe rimesso in discussione tutto.



FORMULA — Vedere, con tutto il rispetto, squadre come Genk e Apoel Nicosia alla fase ai gironi e l'Udinese fuori fa male. Lascia perplessi il criterio Uefa per il sorteggio del preliminare, in cui una vincitrice di un campionato pesca una vincitrice e una piazzata una piazzata. Forse c'è qualcosa da cambiare.



SCELTE — Guidolin sceglie la squadra di Londra, con un Badu in ascesa accanto ad Asamoah in mezzo e i terzini Ekstrand e Neuton, un po' a disagio di fronte alla velocità e agli uno contro uno di Walcott e Gervinho. Wenger, che ritrova solo Van Persie rispetto a martedì scorso e perde Gibbs, sposta Sagna a sinistra per far spazio al timido Jenkinson. La scelta iniziale di Frimpong, più difensivo di Rosicky a centrocampo, è figlia del risultato dell'andata. Infatti il ceco entrerà subito nella ripresa.



COM'E ALL'ANDATA — L'inizio è, esattamente come all'Emirates, tutto dell'Arsenal. In 2' Gervinho e Walcott stuzzicano Handanovic, bravo soprattutto sul destro dell'inglese. L'Udinese è timida. Di Natale è isolato. Gli inglesi fraseggiano bene, con personalità. Del resto da centrocampo in su hanno qualità, seppur parecchio indeboliti rispetto agli ultimi anni. La prima scossa arriva da un gol segnato in fuorigioco da Di Natale, una gran girata al volo al 10'. La squadra di Guidolin comincia a conquistare palla e a ripartire. Le valvole di sfogo sono gli esterni Isla ed Armero con la loro velocità



20' BELLISSIMI — La prima clamorosa palla gol per l'Udinese arriva con la palla recuperata da Badu che innesca Isla. Il cileno pesca il taglio sul primo palo di Di Natale che trova solo il legno. E' il primo squillo di uno spicchio di partita entusiasmante, con le ali che da una parte e dall'altra creano pericoli. Gervinho manda al bar mezza difesa friulana con le finte e dà un gioiello a Walcott, ma Handanovic si conferma super portiere con le prodezze su Walcott e Van Persie. Di Natale è scatenato: prima sfiora il gol, poi con merito lo trova. Grandissima rete la sua, con un colpo di testa piazzato sul palo lontano dopo il gran invito di Pinzi, sempre più a suo agio nella posizione di trequartista un po'anomalo.



MOSSE — Si riparte nella ripresa e Wenger aggiunge la qualità di Rosicky. Guidolin, dopo aver fatto scaldare Basta, decide di risolvere il problema del terzino destro spostando in quella posizione Benatia con Ekstrand in mezzo. Chissà se uno che dalla panchina sbaglia quasi niente come lui lo rifarebbe a mentre fredda. Perchè Benatia non ha il passo per tenere Gervinho. Uno che ti punta. Che la tiene incollata al piede. E lo "sceicco" ha gli stessi problemi dello svedese. E infatti al 10' l'ex Lilla si fuma il marocchino in dribbling e mette in mezzo per Van Persie, che questi gol col sinistro non li sbaglia. Prima mazzata.



COLPO DEL K.O. — Ora servono due gol. Fa un gran caldo. E c'è stanchezza. Ma l'Udinese avrebbe subito la possibilità di tenere accesa la speranza. L'attento giudice di porta vede il fallo di mano in area di Vermaelen. Ma Di Natale calcia troppo centralmente dagli undici metri e Szczesny para da giovane ottimo portiere qual è. Che rabbia Totò: un suo errore dal dischetto pesa ancora come un macigno. Proprio come in Nazionale ai rigori con la Spagna a Euro 2008. Seconda e definitva mazzata.



FINALE INUTILE — Mancherebbe mezz'ora, ma di fatto finisce qui. Un Arsenal migliore di quello dell'andata gestisce con calma il finale, ancor più dopo aver trovato il gol del 2-1 con Theo Walcott, che dialoga con Sagna, si mangia Benatia e non sbaglia davanti ad Handanovic.


Fonte: La Gazzetta dello Sport