Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato al premio Bearzot del suo futuro coi lariani: "Sono molto attaccato a questo progetto, non si può mai dire ma in questo momento penso sia molto difficile che lasci il Como. L'anno scorso, per mia volontà, volevo sapere come lavoravano altre società, ho avvisato il presidente ma ho preso la decisione di rimanere. Sono molto contento di ciò che si può fare a Como, spero di continuare ancora per tanto tempo. Questo è un progetto importante, io mi devo sentire bene, è importante che la mia famiglia stia bene, se loro sono contenti a Como io rimango qui. Pochi italiani nel Como? L'anno scorso ne avevamo dieci, Goldaniga è uno di quelli che giocava di più. Capisco le critiche perché l'Italia, per tante circostanze, non si è qualificata al Mondiale. Se l'Italia avesse fatto bene nessuno ne avrebbe parlato. Stiamo provando a costruire un'accademia, vogliamo costruire qualcosa di importante perché i ragazzi sono il futuro del calcio. Io c.t dell'Italia? Magari un giorno. Ora sono troppo allenatore, mi devo sentire tutti i giorni in campo. Essere c.t. in questo momento per me potrebbe essere noioso, c'è troppo tempo libero. Nel futuro, quando sarò più vecchio, non si sa mai".
di Napoli Magazine
14/04/2026 - 07:45
Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato al premio Bearzot del suo futuro coi lariani: "Sono molto attaccato a questo progetto, non si può mai dire ma in questo momento penso sia molto difficile che lasci il Como. L'anno scorso, per mia volontà, volevo sapere come lavoravano altre società, ho avvisato il presidente ma ho preso la decisione di rimanere. Sono molto contento di ciò che si può fare a Como, spero di continuare ancora per tanto tempo. Questo è un progetto importante, io mi devo sentire bene, è importante che la mia famiglia stia bene, se loro sono contenti a Como io rimango qui. Pochi italiani nel Como? L'anno scorso ne avevamo dieci, Goldaniga è uno di quelli che giocava di più. Capisco le critiche perché l'Italia, per tante circostanze, non si è qualificata al Mondiale. Se l'Italia avesse fatto bene nessuno ne avrebbe parlato. Stiamo provando a costruire un'accademia, vogliamo costruire qualcosa di importante perché i ragazzi sono il futuro del calcio. Io c.t dell'Italia? Magari un giorno. Ora sono troppo allenatore, mi devo sentire tutti i giorni in campo. Essere c.t. in questo momento per me potrebbe essere noioso, c'è troppo tempo libero. Nel futuro, quando sarò più vecchio, non si sa mai".