Calcio
DA TORINO - Quando critichiamo il VAR ricordiamoci dell'episodio della monetina di Alemao
08.05.2022 09:58 di Napoli Magazine
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Il giornalista Gigi Garanzini si è espresso sulle colonne de La Stampa in merito al VAR: "Il Napoli pochi giorni prima già si era visto recapitare a domicilio i due punti a tavolino per la moneta che a Bergamo aveva colpito Alemao. Colpito di sicuro, e tanto forse bastava: ma non affondato, se è vero che fu lo storico massaggiatore Carmando a tener giù Alemao quando quello stava provando a rialzarsi. Storie di tutt’altra epoca, come si può vedere. E arbitraggi pure. Quel 18 aprile del ’90, al Bentegodi, l’arbitro Rosario Lo Bello figlio d’arte espulse prima Sacchi dalla panchina, poi Van Basten che dopo un fallo non fischiato a metà campo si era sfilato la maglia e l’aveva gettata a terra, poi Rjikaard per un doppio sputo nella sua direzione e infine Costacurta. Che il Milan avesse progressivamente perso la testa è fuori discussione. Che qualcuno l’avesse quantomeno aiutato a perderla, pure. Così andava il calcio nostrano negli anni ’70 e ancora all’alba dei ’90. Quando oggi ci lamentiamo, spesso a buon diritto, dello strapotere delle immagini e dell’immanenza della Var, faremmo bene a ricordarcene, a cominciare da chi scrive".

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DA TORINO - Quando critichiamo il VAR ricordiamoci dell'episodio della monetina di Alemao

di Napoli Magazine

08/05/2022 - 09:58

Il giornalista Gigi Garanzini si è espresso sulle colonne de La Stampa in merito al VAR: "Il Napoli pochi giorni prima già si era visto recapitare a domicilio i due punti a tavolino per la moneta che a Bergamo aveva colpito Alemao. Colpito di sicuro, e tanto forse bastava: ma non affondato, se è vero che fu lo storico massaggiatore Carmando a tener giù Alemao quando quello stava provando a rialzarsi. Storie di tutt’altra epoca, come si può vedere. E arbitraggi pure. Quel 18 aprile del ’90, al Bentegodi, l’arbitro Rosario Lo Bello figlio d’arte espulse prima Sacchi dalla panchina, poi Van Basten che dopo un fallo non fischiato a metà campo si era sfilato la maglia e l’aveva gettata a terra, poi Rjikaard per un doppio sputo nella sua direzione e infine Costacurta. Che il Milan avesse progressivamente perso la testa è fuori discussione. Che qualcuno l’avesse quantomeno aiutato a perderla, pure. Così andava il calcio nostrano negli anni ’70 e ancora all’alba dei ’90. Quando oggi ci lamentiamo, spesso a buon diritto, dello strapotere delle immagini e dell’immanenza della Var, faremmo bene a ricordarcene, a cominciare da chi scrive".