"Il tesseramento è requisito indispensabile alla candidatura". È questo in sintesi uno dei passaggi contenuti nei primi pareri pervenuti al Coni da alcuni dei saggi giuristi incaricati dal Comitato olimpico nazionale italiano sul caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò alla FIGC motivo per il quale la Federcalcio rischia di essere commissariata. I giuristi incaricati sono Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Sempre secondo quanto si apprende, la Giunta straordinaria del Coni incaricata di prendere la decisione in base a tali pareri legali dovrebbe essere convocata tra il 6 e il 9 ottobre. Malagò, arrivato in mattinata a Bursa, in Turchia, per seguire la seconda sfida del ciclo di Roberto Mancini, non dovrà quindi affrontare la vicenda durante questa lunga sosta per le nazionali. Appena dopo, però, il rischio di vedere perdere il proprio ruolo è altissimo per l'ex numero uno del Coni. A quel punto, sarebbe nominato un nuovo commissario (accadde l'ultima volta nel 2018 con Roberto Fabbriccini prima dell'elezione di Gravina) che con ogni probabilità trainerebbe il movimento calcistico italiano per un certo periodo di tempo, almeno fino a nuove elezioni. Lo scrive Lapresse.
di Napoli Magazine
28/09/2026 - 17:10
"Il tesseramento è requisito indispensabile alla candidatura". È questo in sintesi uno dei passaggi contenuti nei primi pareri pervenuti al Coni da alcuni dei saggi giuristi incaricati dal Comitato olimpico nazionale italiano sul caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò alla FIGC motivo per il quale la Federcalcio rischia di essere commissariata. I giuristi incaricati sono Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Sempre secondo quanto si apprende, la Giunta straordinaria del Coni incaricata di prendere la decisione in base a tali pareri legali dovrebbe essere convocata tra il 6 e il 9 ottobre. Malagò, arrivato in mattinata a Bursa, in Turchia, per seguire la seconda sfida del ciclo di Roberto Mancini, non dovrà quindi affrontare la vicenda durante questa lunga sosta per le nazionali. Appena dopo, però, il rischio di vedere perdere il proprio ruolo è altissimo per l'ex numero uno del Coni. A quel punto, sarebbe nominato un nuovo commissario (accadde l'ultima volta nel 2018 con Roberto Fabbriccini prima dell'elezione di Gravina) che con ogni probabilità trainerebbe il movimento calcistico italiano per un certo periodo di tempo, almeno fino a nuove elezioni. Lo scrive Lapresse.