"Bisogna iniziare a premiare economicamente le società che credono nei nostri talenti". È questa una delle ricette di Giancarlo Abete per curare il calcio italiano. Il candidato alla presidenza della Figc (si vota il 22 giugno) ha presentato il proprio menu in un'intervista a "La Stampa", in cui ha affrontato anche il tema del futuro commissario tecnico.
L'attuale presidente della Lega nazionale dilettanti ha messo in luce come il problema principale sia la scarsa attenzione ai giovani: "Su 50 nazioni prese in esame, l'Italia occupa il 49° posto per impiego di Under 21 nel massimo campionato. Dobbiamo favorire la crescita migliorando la qualità dei formatori perché spesso la tattica oscura la tecnica". La soluzione potrebbe dunque quella essere di "far leva sugli incentivi, premiando economicamente le società che credono nei nostri talenti, attenendo le risorse dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Non si può chiedere a un fondo straniero di preoccuparsi della nostra Nazionale nell'elaborare le strategie di mercato". Nonostante gli ottimi risultati delle giovanili azzurre, un'altra criticità evidenziata da Abete riguarda le strutture sportive: "Molti stadi sono fatiscenti o inadeguati, mentre la gran parte degli impianti minori appartiene alle amministrazioni che hanno altre priorità. Bisogna tornare a concentrarsi sul valore sociale ed educativo dello sport".
Abete, già alla guida della Figc dal 2007 al 2014, quando si dimise dopo il Mondiale in Brasile, non si sbilancia sul futuro commissario tecnico: "Ci sono tanti tecnici italiani di qualità. Sicuramente deve essere un vincente: dopo tre qualificazioni mancante la gente faticherebbe a comprendere un profilo diverso". Lo sfidante di Giovanni Malagò ha poi elogiato l'interregno di Baldini: "Utilizzando i giovani ha dato una scossa. Che sia piaciuto lo dicono anche i sondaggi (anche quello di SportMediaset.it, ndr) e credo che chiunque arrivi dopo debba tenerne conto".
di Napoli Magazine
18/06/2026 - 16:18
"Bisogna iniziare a premiare economicamente le società che credono nei nostri talenti". È questa una delle ricette di Giancarlo Abete per curare il calcio italiano. Il candidato alla presidenza della Figc (si vota il 22 giugno) ha presentato il proprio menu in un'intervista a "La Stampa", in cui ha affrontato anche il tema del futuro commissario tecnico.
L'attuale presidente della Lega nazionale dilettanti ha messo in luce come il problema principale sia la scarsa attenzione ai giovani: "Su 50 nazioni prese in esame, l'Italia occupa il 49° posto per impiego di Under 21 nel massimo campionato. Dobbiamo favorire la crescita migliorando la qualità dei formatori perché spesso la tattica oscura la tecnica". La soluzione potrebbe dunque quella essere di "far leva sugli incentivi, premiando economicamente le società che credono nei nostri talenti, attenendo le risorse dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Non si può chiedere a un fondo straniero di preoccuparsi della nostra Nazionale nell'elaborare le strategie di mercato". Nonostante gli ottimi risultati delle giovanili azzurre, un'altra criticità evidenziata da Abete riguarda le strutture sportive: "Molti stadi sono fatiscenti o inadeguati, mentre la gran parte degli impianti minori appartiene alle amministrazioni che hanno altre priorità. Bisogna tornare a concentrarsi sul valore sociale ed educativo dello sport".
Abete, già alla guida della Figc dal 2007 al 2014, quando si dimise dopo il Mondiale in Brasile, non si sbilancia sul futuro commissario tecnico: "Ci sono tanti tecnici italiani di qualità. Sicuramente deve essere un vincente: dopo tre qualificazioni mancante la gente faticherebbe a comprendere un profilo diverso". Lo sfidante di Giovanni Malagò ha poi elogiato l'interregno di Baldini: "Utilizzando i giovani ha dato una scossa. Che sia piaciuto lo dicono anche i sondaggi (anche quello di SportMediaset.it, ndr) e credo che chiunque arrivi dopo debba tenerne conto".