Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, ha analizzato il momento del Napoli dopo il pareggio di ieri, individuando nella lunga sosta un’opportunità preziosa per Massimiliano Allegri e la squadra.
«“Benedetta sosta”: questo è il titolo di oggi. Il Napoli, lo abbiamo visto anche dopo il pareggio di ieri, è ancora alla ricerca di se stesso».
Secondo Alvino, le prossime tre settimane assumono un’importanza particolare perché consentiranno allo staff tecnico di intervenire sugli aspetti che finora hanno impedito alla squadra di trovare continuità. Una finestra di lavoro che arriva dunque nel momento giusto, nonostante interrompa a lungo il campionato.
«È una sosta lunga, ma benedetta per il Napoli. Dopo, però, si ripartirà e non ci saranno più pause per capire o studiare cosa fare per migliorare».
Il nodo non riguarda soltanto gli equilibri tattici. Alvino si aspetta un cambiamento anche sul piano mentale, con una squadra capace di ritrovare motivazioni e determinazione in una stagione resa ancora più significativa dalla ricorrenza del centenario.
«O scatta quel qualcosa, quella chimica particolare, o i calciatori ritrovano la voglia di andare oltre, di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di tornare ad avere fame di vittorie, oppure diventa tutto maledettamente complicato».
Alla ripresa, dunque, non basterà più individuare le criticità: serviranno risposte concrete. Per Alvino, il margine per continuare a rimandare le soluzioni si ridurrà sensibilmente una volta terminato questo periodo di stop.
«Dopo queste tre settimane non ci saranno più occasioni per discutere di come vadano affrontati i problemi. I problemi vanno risolti, punto e basta. Il tempo stringe».
In questo scenario, il commentatore individua un elemento positivo nell’atteggiamento di Massimiliano Allegri. L’allenatore continua infatti a credere nelle possibilità della squadra pur essendo consapevole degli aspetti sui quali è necessario intervenire.
«La cosa importante è che Allegri ci crede - conclude Alvino -. Ha il polso della situazione e la consapevolezza che questo è un gruppo che può e deve migliorare. Ha fiducia nella rosa e nei suoi uomini, conosce i loro limiti e sa che su quei limiti si può lavorare».