Il giornalista Giuseppe Pastore è intervenuto a Cronache di Spogliatoio per commentare la semifinale di ieri al Mondiale: "Il calcio ci sta dicendo, non solo con la Spagna ma anche col PSG, che questa è la direzione. Certo meglio avere Mbappe’ che non averlo, vai in fondo con i fuoriclasse, ma e’ il sistema a renderti davvero grande. La scuola spagnola anche con Luis Enrique crea questo Psg rendendo campioni giocatori forti ma che erano solo poco più che buoni. Vedete anche Neves, Vitinha fuori dal contesto, fanno un mondiale normale. Con giocatori funzionali a quei principi e viceversa portano all’eccellenza. In Italia diciamo ancora giocar bene dove ti porta, ecco ti porta a fare partite epocali come questa. Si paragonava giustamente la Francia per forza al Brasile del 70. All’epoca non c’erano argomenti per batterti, oggi invece trovi una nazionale organizzata come un club e non tiri mai in porta. La direzione è questa, serve essere ottusi per non capirlo. La Spagna eguaglia le 37 gare imbattute dell’Italia di Mancini che provo’ questa strada senza fuoriclasse e vinse, prima di precipitare. Anche nel calcio delle nazionali quello più episodico e senza allenamenti serve questa strada”.
di Napoli Magazine
15/07/2026 - 14:01
Il giornalista Giuseppe Pastore è intervenuto a Cronache di Spogliatoio per commentare la semifinale di ieri al Mondiale: "Il calcio ci sta dicendo, non solo con la Spagna ma anche col PSG, che questa è la direzione. Certo meglio avere Mbappe’ che non averlo, vai in fondo con i fuoriclasse, ma e’ il sistema a renderti davvero grande. La scuola spagnola anche con Luis Enrique crea questo Psg rendendo campioni giocatori forti ma che erano solo poco più che buoni. Vedete anche Neves, Vitinha fuori dal contesto, fanno un mondiale normale. Con giocatori funzionali a quei principi e viceversa portano all’eccellenza. In Italia diciamo ancora giocar bene dove ti porta, ecco ti porta a fare partite epocali come questa. Si paragonava giustamente la Francia per forza al Brasile del 70. All’epoca non c’erano argomenti per batterti, oggi invece trovi una nazionale organizzata come un club e non tiri mai in porta. La direzione è questa, serve essere ottusi per non capirlo. La Spagna eguaglia le 37 gare imbattute dell’Italia di Mancini che provo’ questa strada senza fuoriclasse e vinse, prima di precipitare. Anche nel calcio delle nazionali quello più episodico e senza allenamenti serve questa strada”.