Calcio
IL PARERE - Piccinini: "I club italiani dovrebbero spendere meno e un po' meglio, il Napoli è un esempio"
13.07.2026 20:21 di Napoli Magazine
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Sandro Piccinini, giornalista e telecronista, è intervenuto al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. Uno dei temi affrontati è quello delle difficoltà del calcio italiano e della Nazionale: "I club hanno iniziato a spendere sempre di più, questo è il grande problema del calcio italiano. Si sono concentrati sull'aspetto economico: se c'è un calciatore italiano promettente di 15-16 anni, ma ce n'è uno straniero già pronto fisicamente che sai che vale 100 mila euro e dopo un anno lo rivendi a 2 milioni, per loro è meglio. In questo, il lavoro dei procuratori ha cambiato molto, prima non c'erano e questa realtà ha cambiato molto. Quindi: procuratori, più interessi economici, più fondi speculativi a capo di molte società, e del calciatore italiano a chi vuoi che freghi niente. Deve essere la federazione con personaggi forti politicamente a porre delle regole ferree: non so, far giocare tre giocatori italiani ogni partita, organizzare stage per far allenare la nazionale, ridurre il numero di squadre in Serie A... Ci sono vari modi per migliorare la situazione. Adesso, la prima cosa che viene in mente a tutti è liberalizzare il mercato delle scommesse, così i club possono avere una percentuale sugli enormi introiti generati dalle scommesse. Ok, legittimo, per carità. Ma non mi sembra proprio la priorità. Se il club guadagna di più ma continua a spendere di più, non cambia niente. Tu dovresti imporre delle regole ancora più ferree, anche se c'è già qualcosa a livello UEFA. È sempre un discorso economico. Se le società, come ha fatto ad esempio il Napoli ultimamente, imparassero a spendere meno e un po' meglio... Perché di soldi ce ne sono, ma se ci fosse un tetto sugli ingaggi dei calciatori come ha deciso De Laurentiis, le cose potrebbero migliorare. Se tu aumenti il fatturato e aumenti le spese, non cambia niente e vai sempre in difficoltà".

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IL PARERE - Piccinini: "I club italiani dovrebbero spendere meno e un po' meglio, il Napoli è un esempio"

di Napoli Magazine

13/07/2026 - 20:21

Sandro Piccinini, giornalista e telecronista, è intervenuto al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. Uno dei temi affrontati è quello delle difficoltà del calcio italiano e della Nazionale: "I club hanno iniziato a spendere sempre di più, questo è il grande problema del calcio italiano. Si sono concentrati sull'aspetto economico: se c'è un calciatore italiano promettente di 15-16 anni, ma ce n'è uno straniero già pronto fisicamente che sai che vale 100 mila euro e dopo un anno lo rivendi a 2 milioni, per loro è meglio. In questo, il lavoro dei procuratori ha cambiato molto, prima non c'erano e questa realtà ha cambiato molto. Quindi: procuratori, più interessi economici, più fondi speculativi a capo di molte società, e del calciatore italiano a chi vuoi che freghi niente. Deve essere la federazione con personaggi forti politicamente a porre delle regole ferree: non so, far giocare tre giocatori italiani ogni partita, organizzare stage per far allenare la nazionale, ridurre il numero di squadre in Serie A... Ci sono vari modi per migliorare la situazione. Adesso, la prima cosa che viene in mente a tutti è liberalizzare il mercato delle scommesse, così i club possono avere una percentuale sugli enormi introiti generati dalle scommesse. Ok, legittimo, per carità. Ma non mi sembra proprio la priorità. Se il club guadagna di più ma continua a spendere di più, non cambia niente. Tu dovresti imporre delle regole ancora più ferree, anche se c'è già qualcosa a livello UEFA. È sempre un discorso economico. Se le società, come ha fatto ad esempio il Napoli ultimamente, imparassero a spendere meno e un po' meglio... Perché di soldi ce ne sono, ma se ci fosse un tetto sugli ingaggi dei calciatori come ha deciso De Laurentiis, le cose potrebbero migliorare. Se tu aumenti il fatturato e aumenti le spese, non cambia niente e vai sempre in difficoltà".