Hakan Calhanoglu, centrocampista dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport: "Dopo la sosta, quando siamo tornati ad Appiano, abbiamo parlato. Lo sappiamo quanto è stato importante andare ai Mondiali, non solo per me, anche per altri: ho visto compagni un po’ delusi, è normale e non è facile. Anche dimenticarsi non è facile: rimane sempre dentro. Noi come Paese siamo tornati da 24 anni, cosa posso dire? Capisco i miei compagni. Oggi è stato un segnale importante che ci siamo, che c’è un gruppo che ha voglia di tenere il primo posto. Abbiamo giocato bene, anche con qualità che abbiamo nelle ultime partite. Tutti i giocatori importanti sono fondamentali. Si vedeva oggi che erano tutti in campo, si vede anche la differenza quando tutti stiamo bene: gli infortuni purtroppo stanno male. Anche quando provi a stare bene ci sono infortuni che ti possono frenare, quando la squadra sta bene è più facile. Per me non è mai stato facile. Avendo infortuni a coscia e polpaccio, che non ho mai avuto in carriera, escono dopo le centinaia di partite che ho fatto. Devo gestire meglio, devo capire anche io cosa posso fare meglio. Però quando sto bene è tutto più facile. Quando giocavo nell’Amburgo i palloni erano gli stessi? All’epoca era una palla Adidas, girava ancora di più. Ma la colpisco apposta così come faceva Pirlo? Sì, ma Pirlo era un’altra roba, un fenomeno. Il calcio può essere simile, ma non c’è paragone”.
di Napoli Magazine
06/04/2026 - 00:34
Hakan Calhanoglu, centrocampista dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport: "Dopo la sosta, quando siamo tornati ad Appiano, abbiamo parlato. Lo sappiamo quanto è stato importante andare ai Mondiali, non solo per me, anche per altri: ho visto compagni un po’ delusi, è normale e non è facile. Anche dimenticarsi non è facile: rimane sempre dentro. Noi come Paese siamo tornati da 24 anni, cosa posso dire? Capisco i miei compagni. Oggi è stato un segnale importante che ci siamo, che c’è un gruppo che ha voglia di tenere il primo posto. Abbiamo giocato bene, anche con qualità che abbiamo nelle ultime partite. Tutti i giocatori importanti sono fondamentali. Si vedeva oggi che erano tutti in campo, si vede anche la differenza quando tutti stiamo bene: gli infortuni purtroppo stanno male. Anche quando provi a stare bene ci sono infortuni che ti possono frenare, quando la squadra sta bene è più facile. Per me non è mai stato facile. Avendo infortuni a coscia e polpaccio, che non ho mai avuto in carriera, escono dopo le centinaia di partite che ho fatto. Devo gestire meglio, devo capire anche io cosa posso fare meglio. Però quando sto bene è tutto più facile. Quando giocavo nell’Amburgo i palloni erano gli stessi? All’epoca era una palla Adidas, girava ancora di più. Ma la colpisco apposta così come faceva Pirlo? Sì, ma Pirlo era un’altra roba, un fenomeno. Il calcio può essere simile, ma non c’è paragone”.