L'Italia sta per fermarsi, il primo weekend del grande esodo incombe, e Roberto Mancini, appena richiamato sulla panchina della nazionale, cerca di sfruttare anche le ultime ore disponibili per mettere le basi del gravoso compito che lo aspetta, già da settembre. Il tempo è poco dato che la convocazione sulla panchina azzurra è arrivata in extremis - dopo le suggestioni Pep Guardiola e, si è saputo poi, Carlo Ancelotti, e la candidatura poi bocciata di Andrea Pirlo -, ma il tecnico può giovarsi anche del sostegno del dt e presidente del Club Italia, Claudio Ranieri, col quale già stamattina si è ritrovato per una prima riunione operativa. due si sono calati subito nei rispettivi ruoli in vista dei primi impegni della nazionale che saranno a fine settembre con le gare di Nations League contro Belgio e Turchia, prima di affrontare, a inizio ottobre, la Francia. A Mancini e Ranieri, poi, come annunciato da Giovanni Malagò, si aggiungerà una terza figura alla quale spetterà il coordinamento di tutte le giovanili, col n.1 Figc che resta fiducioso di poter chiudere entro la settimana. Tra i nomi possibili, quello di Gianfranco Zola. Del convulso periodo che ha portato alla chiamata di Mancini ha parlato, indirettamente, lo stesso Ancelotti, che in un'intervista a Espn ha confermato i colloqui con la Figc che lo ha corteggiato per la panchina azzurra. "Sono stato in contatto con la Federcalcio ma non è stata una questione contrattuale. Ho un impegno col Brasile, un Paese che mi ha accolto molto bene, e non intendo romperlo". Ancelotti è legato al Brasile da un contratto fino al 2030. "Il Mondiale non è andato bene, ma con un occhio dobbiamo guardare alla delusione del passato e con un occhio al futuro: ci sono giovani di talento, c'è una prospettiva", ha sottolineato l'allenatore emiliano.
di Napoli Magazine
30/07/2026 - 18:50
L'Italia sta per fermarsi, il primo weekend del grande esodo incombe, e Roberto Mancini, appena richiamato sulla panchina della nazionale, cerca di sfruttare anche le ultime ore disponibili per mettere le basi del gravoso compito che lo aspetta, già da settembre. Il tempo è poco dato che la convocazione sulla panchina azzurra è arrivata in extremis - dopo le suggestioni Pep Guardiola e, si è saputo poi, Carlo Ancelotti, e la candidatura poi bocciata di Andrea Pirlo -, ma il tecnico può giovarsi anche del sostegno del dt e presidente del Club Italia, Claudio Ranieri, col quale già stamattina si è ritrovato per una prima riunione operativa. due si sono calati subito nei rispettivi ruoli in vista dei primi impegni della nazionale che saranno a fine settembre con le gare di Nations League contro Belgio e Turchia, prima di affrontare, a inizio ottobre, la Francia. A Mancini e Ranieri, poi, come annunciato da Giovanni Malagò, si aggiungerà una terza figura alla quale spetterà il coordinamento di tutte le giovanili, col n.1 Figc che resta fiducioso di poter chiudere entro la settimana. Tra i nomi possibili, quello di Gianfranco Zola. Del convulso periodo che ha portato alla chiamata di Mancini ha parlato, indirettamente, lo stesso Ancelotti, che in un'intervista a Espn ha confermato i colloqui con la Figc che lo ha corteggiato per la panchina azzurra. "Sono stato in contatto con la Federcalcio ma non è stata una questione contrattuale. Ho un impegno col Brasile, un Paese che mi ha accolto molto bene, e non intendo romperlo". Ancelotti è legato al Brasile da un contratto fino al 2030. "Il Mondiale non è andato bene, ma con un occhio dobbiamo guardare alla delusione del passato e con un occhio al futuro: ci sono giovani di talento, c'è una prospettiva", ha sottolineato l'allenatore emiliano.