Manuel Locatelli, centrocampista e capitano della Juventus, si è soffermato sulla nuova stagione che sta per iniziare con Luciano Spalletti alla guida. Ecco le sue parole alla rivista Undici: "Spalletti è un mister forte, credibile, ha una mentalità vincente, un ingrediente indispensabile alla Juve: è stato fondamentale avvertire da subito questa fiducia da parte sua, mi sono messo subito a disposizione perché è la cosa giusta da fare con un allenatore. Tutta la mia famiglia tifava Juve, le prime maglie che abbiamo avuto erano della Juve e sia io che mio fratello avevamo quella di Del Piero, poi mi ero fissato tantissimo con Nedved - ha raccontato, oltre a rivelare un aneddoto che risale a qualche anno fa - e venire in bianconero è stata una scelta di cuore: l'Arsenal è una squadra incredibile, i miei agenti mi proponevano altre squadre ma io dissi che volevo soltanto la Juve". Sull'aspetto mentale: "Se uno si sente in difficoltà è opportuno che si rivolga alla persona giusta quando è pronto mentalmente per farlo, quando avverti quella necessità è giusto che si parli con intelligenza, con calma, con tranquillità, per cercare di risolvere qualsiasi tipo di problema.Durante il mio terzo anno alla Juve soffrivo tanto e ho capito che da solo non ce l'avrei fatta: ho cominciato a parlare con un professionista che mi ha dato una grossa mano, anche se poi il lavoro vero bisogna farlo dentro di noi perché siamo sempre noi ad avere il potere di cambiare".
di Napoli Magazine
17/08/2026 - 14:11
Manuel Locatelli, centrocampista e capitano della Juventus, si è soffermato sulla nuova stagione che sta per iniziare con Luciano Spalletti alla guida. Ecco le sue parole alla rivista Undici: "Spalletti è un mister forte, credibile, ha una mentalità vincente, un ingrediente indispensabile alla Juve: è stato fondamentale avvertire da subito questa fiducia da parte sua, mi sono messo subito a disposizione perché è la cosa giusta da fare con un allenatore. Tutta la mia famiglia tifava Juve, le prime maglie che abbiamo avuto erano della Juve e sia io che mio fratello avevamo quella di Del Piero, poi mi ero fissato tantissimo con Nedved - ha raccontato, oltre a rivelare un aneddoto che risale a qualche anno fa - e venire in bianconero è stata una scelta di cuore: l'Arsenal è una squadra incredibile, i miei agenti mi proponevano altre squadre ma io dissi che volevo soltanto la Juve". Sull'aspetto mentale: "Se uno si sente in difficoltà è opportuno che si rivolga alla persona giusta quando è pronto mentalmente per farlo, quando avverti quella necessità è giusto che si parli con intelligenza, con calma, con tranquillità, per cercare di risolvere qualsiasi tipo di problema.Durante il mio terzo anno alla Juve soffrivo tanto e ho capito che da solo non ce l'avrei fatta: ho cominciato a parlare con un professionista che mi ha dato una grossa mano, anche se poi il lavoro vero bisogna farlo dentro di noi perché siamo sempre noi ad avere il potere di cambiare".