Calcio
JUVENTUS - Vicario: "Vorrei restare qui per tanti anni, non mi sento una ruota di scorta"
03.09.2026 13:48 di Napoli Magazine
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Si è già calato nel mondo Juventus Guglielmo Vicario, che appena dopo il suo ritorno in Italia dal Tottenham ha disputato le sue due prime partite in maglia bianconera. È ricaduta su di lui la scelta della società, dopo aver a lungo inseguito un nuovo portiere: "Io ho sempre sperato di arrivare alla Juventus - ha raccontato a La Gazzetta dello Sport - ma non posso controllare le dinamiche di mercato. Ho svolto un precampionato senza amichevoli confidando nel trasferimento. Ho aspettato la Juve, ma non mi sono mai sentito una ruota di scorta. Se sono qui è perché il club e l’allenatore mi hanno scelto e voluto come portiere della Juventus. Era il mio obiettivo e l’ho raggiunto, tutti gli altri discorsi sono chiacchiere. Conta il presente, non il passato". 

Allo Stadium si è subito presentato con una grande parata contro il Parma, mentre contro il Frosinone era stato costretta al cambio nel finale per crampi: "Il portiere della Juve deve rendere semplici le cose difficili. I gesti di rilievo sono belli perché danno risalto, ma il campionato è lungo e bisogna essere sempre equilibrati. Nei crampi del debutto di Frosinone c’era l’aver speso tutta la benzina che avevo in quella gara, pochi giorni dopo l’arrivo alla Juve e dopo un’estate particolare. Anche un pizzico di emozione. E poi faceva un caldo a cui non ero più abituato dopo i tre anni inglesi". 

Per Vicario l'arrivo in bianconero rappresenta il compimento di un sogno: "Potessi scegliere, io già ora deciderei di fermarmi qui per tanti anni: sono nella squadra dei miei sogni. Vedremo, adesso l’unico pensiero deve essere quello di aiutare club, compagni e tecnico per fare il meglio possibile. La storia della Juve è chiara: dobbiamo lottare su tutti i fronti per vincere". E cosa voglia dire la Juventus lo ha capito subito: "Avverti subito storia, senso di appartenenza, rigore, trofei, mentalità vincente. Anche la pressione, che è giusto ci sia: la Juve è mondiale. È seguita da milioni di tifosi, me ne accorgo anche dal numero di biglietti e maglie che mi chiedono gli amici".

In bianconero eredita quella maglia che per anni è stata del suo idolo Buffon: "Ci siamo sentiti quando ho firmato, ma quello che mi ha detto preferisco che resti tra noi. Gigi ha speso belle parole su di me e non posso che ringraziarlo. Per fortuna i paragoni con Buffon sono impossibili, parliamo del migliore portiere della storia del calcio, un extraterrestre in tutto: tecnica, carisma, continuità. Io devo costruirmi la mia strada". 

Per la Juve, Vicario ha salutato la Premier League e il Tottenham, ma non ha rimpianti: "La Juve vale più della Premier! Vincere con questa maglia sarebbe la gratificazione massima e varrebbe più di qualsiasi altra cosa". Ha ritrovato Luciano Spalletti, dopo averlo avuto come commissario tecnico in nazionale: "Ho lavorato con lui e lo conosco bene: è chiaro e diretto, anche nella sua idea di calcio. Vedremo una Juve propositiva. A me ha fatto richieste semplici e detto di buttarmi a capofitto". 

Tra gli obiettivi stagionali c'è quella Europa League già vinta con gli Spurs: "Il segreto è prenderla con serietà, la Juventus deve competere sempre per vincere, su tutti i fronti. L’Europa League all’inizio sembra un fastidio, ma poi quando vai avanti tutti si interessano. Fin dalla prima giornata bisogna andare in campo convinti per arrivare in fondo. A maggio cambia la percezione della gente sull’Europa League, ma il lavoro inizia ora. Il nostro gruppo è consapevole dell’importanza". 

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JUVENTUS - Vicario: "Vorrei restare qui per tanti anni, non mi sento una ruota di scorta"

di Napoli Magazine

03/09/2026 - 13:48

Si è già calato nel mondo Juventus Guglielmo Vicario, che appena dopo il suo ritorno in Italia dal Tottenham ha disputato le sue due prime partite in maglia bianconera. È ricaduta su di lui la scelta della società, dopo aver a lungo inseguito un nuovo portiere: "Io ho sempre sperato di arrivare alla Juventus - ha raccontato a La Gazzetta dello Sport - ma non posso controllare le dinamiche di mercato. Ho svolto un precampionato senza amichevoli confidando nel trasferimento. Ho aspettato la Juve, ma non mi sono mai sentito una ruota di scorta. Se sono qui è perché il club e l’allenatore mi hanno scelto e voluto come portiere della Juventus. Era il mio obiettivo e l’ho raggiunto, tutti gli altri discorsi sono chiacchiere. Conta il presente, non il passato". 

Allo Stadium si è subito presentato con una grande parata contro il Parma, mentre contro il Frosinone era stato costretta al cambio nel finale per crampi: "Il portiere della Juve deve rendere semplici le cose difficili. I gesti di rilievo sono belli perché danno risalto, ma il campionato è lungo e bisogna essere sempre equilibrati. Nei crampi del debutto di Frosinone c’era l’aver speso tutta la benzina che avevo in quella gara, pochi giorni dopo l’arrivo alla Juve e dopo un’estate particolare. Anche un pizzico di emozione. E poi faceva un caldo a cui non ero più abituato dopo i tre anni inglesi". 

Per Vicario l'arrivo in bianconero rappresenta il compimento di un sogno: "Potessi scegliere, io già ora deciderei di fermarmi qui per tanti anni: sono nella squadra dei miei sogni. Vedremo, adesso l’unico pensiero deve essere quello di aiutare club, compagni e tecnico per fare il meglio possibile. La storia della Juve è chiara: dobbiamo lottare su tutti i fronti per vincere". E cosa voglia dire la Juventus lo ha capito subito: "Avverti subito storia, senso di appartenenza, rigore, trofei, mentalità vincente. Anche la pressione, che è giusto ci sia: la Juve è mondiale. È seguita da milioni di tifosi, me ne accorgo anche dal numero di biglietti e maglie che mi chiedono gli amici".

In bianconero eredita quella maglia che per anni è stata del suo idolo Buffon: "Ci siamo sentiti quando ho firmato, ma quello che mi ha detto preferisco che resti tra noi. Gigi ha speso belle parole su di me e non posso che ringraziarlo. Per fortuna i paragoni con Buffon sono impossibili, parliamo del migliore portiere della storia del calcio, un extraterrestre in tutto: tecnica, carisma, continuità. Io devo costruirmi la mia strada". 

Per la Juve, Vicario ha salutato la Premier League e il Tottenham, ma non ha rimpianti: "La Juve vale più della Premier! Vincere con questa maglia sarebbe la gratificazione massima e varrebbe più di qualsiasi altra cosa". Ha ritrovato Luciano Spalletti, dopo averlo avuto come commissario tecnico in nazionale: "Ho lavorato con lui e lo conosco bene: è chiaro e diretto, anche nella sua idea di calcio. Vedremo una Juve propositiva. A me ha fatto richieste semplici e detto di buttarmi a capofitto". 

Tra gli obiettivi stagionali c'è quella Europa League già vinta con gli Spurs: "Il segreto è prenderla con serietà, la Juventus deve competere sempre per vincere, su tutti i fronti. L’Europa League all’inizio sembra un fastidio, ma poi quando vai avanti tutti si interessano. Fin dalla prima giornata bisogna andare in campo convinti per arrivare in fondo. A maggio cambia la percezione della gente sull’Europa League, ma il lavoro inizia ora. Il nostro gruppo è consapevole dell’importanza".