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L'OPINIONE - Novellino: "Napoli, bisogna abbassare l'età media della squadra, ma terrei De Bruyne e Spinazzola"
11.03.2026 12:18 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ciro Novellino, giornalista e conduttore di CalcioNapoli24.
 
La batosta non è solo per l'Atalanta, ma forse colpisce tutto il movimento calcistico italiano?
 
"È la dimostrazione che il calcio italiano è indietro rispetto al calcio europeo. Anche il percorso delle nostre squadre lo dimostra. L'Atalanta era una delle ultime italiane che potevano provare a portare in alto i colori dell'Italia e non ci è riuscita. Però bisogna anche dire che di fronte c'era il Bayern Monaco, una squadra di un altro livello, con un'altra mentalità e un'altra qualità. Questo deve far riflettere tutto il movimento calcistico italiano. Il problema è che le soluzioni non si trovano perché ci sono persone ancorate alle proprie poltrone che non vogliono lasciarle. Di conseguenza il calcio italiano ne soffre. Non si fanno rivoluzioni vere, soprattutto nei settori giovanili, e di riflesso ne soffre anche la Nazionale. La speranza è che nello spareggio di fine marzo l'Italia riesca a qualificarsi al Mondiale, perché un Mondiale senza l'Italia sarebbe davvero una sciagura".
 
Il Milan ha vinto il derby contro l'Inter, secondo lei si riapre la questione scudetto?
 
"Me lo auguro. Però, se guardiamo anche a casa nostra, il Napoli per tornare davvero in corsa dovrebbe recuperare undici punti all'Inter e nel frattempo fare i conti anche con il Milan. Quindi non è più solo una sfida tra Napoli e Inter, perché ora c'è anche il Milan in mezzo. Finché c'è la matematica una piccola speranza c'è sempre: ci sono ancora trenta punti a disposizione e undici da recuperare sull'Inter. Però dobbiamo restare con i piedi per terra, perché è molto complicato. Le prossime due partite diventano fondamentali: quella di sabato contro il Lecce e quella della settimana successiva contro il Cagliari. Vincere queste due gare sarebbe importantissimo soprattutto per blindare il terzo posto. Quel piazzamento è fondamentale perché rappresenta la base per il futuro: poi ci sarà il confronto tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte per gettare le basi della permanenza del tecnico e per continuare il progetto iniziato lo scorso anno con lo scudetto e proseguito quest'anno con la vittoria della Supercoppa. Certo, resta il problema degli infortuni, che va analizzato e risolto".
 
Quindi, secondo lei, il Napoli deve pensare soprattutto a blindare il terzo posto e poi vedere cosa succederà. Possiamo dire che, al di là della matematica, le possibilità di competere per lo scudetto siano ormai minime?
 
"Sì, le possibilità sono poche. Recuperare undici punti all'Inter non è facile. Anche perché, nonostante qualche difficoltà, l'Inter resta una squadra forte. Quando ha avuto alcune assenze ha comunque dimostrato di sapersi ritrovare. Poi è chiaro che durante la stagione ci sono anche episodi arbitrali che possono incidere, ma quelli capitano a tutte le squadre. Per quanto riguarda il Napoli, credo che la situazione si stia ormai indirizzando verso il terzo posto. Mancano dieci partite, cioè trenta punti, e per recuperare undici punti l'Inter dovrebbe perdere molto terreno mentre il Napoli dovrebbe vincere praticamente sempre. Inoltre bisogna considerare anche il Milan. Per questo penso che l'obiettivo più realistico sia blindare il terzo posto. Poi nel calcio tutto è possibile finché la matematica non ti condanna".
 
Indipendentemente dalla permanenza di Antonio Conte, c'è secondo lei qualche calciatore del Napoli che potrebbe andare via a fine stagione?
 
"Potrebbe esserci qualche cambiamento. Per esempio il Napoli potrebbe ragionare sull'ingaggio importante di Romelu Lukaku e valutare se investire quelle risorse su un attaccante più giovane, ringiovanendo anche la rosa. È il tipo di ragionamento che probabilmente Aurelio De Laurentiis farà con Antonio Conte. Secondo me è arrivato il momento di abbassare l'età media della squadra, ma allo stesso tempo bisogna cercare di trattenere alcuni giocatori importanti. Io, per esempio, mi auguro che Kevin De Bruyne possa crescere ancora nella prossima stagione e far vedere pienamente le sue qualità, perché quest'anno tra infortuni e problemi fisici abbiamo visto solo una parte del suo potenziale. In generale la rosa andrà completata con alternative valide. Anche il reparto difensivo va sistemato. Qualcuno mette in dubbio la permanenza di Leonardo Spinazzola, ma io personalmente non sono d'accordo: per quello che ha fatto vedere nelle ultime stagioni, secondo me merita di restare almeno per un'altra stagione. Magari a sinistra si potrà prendere anche un altro giocatore che possa essere il titolare, ma Spinazzola io lo terrei in organico".
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L'OPINIONE - Novellino: "Napoli, bisogna abbassare l'età media della squadra, ma terrei De Bruyne e Spinazzola"

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11/03/2026 - 12:18

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ciro Novellino, giornalista e conduttore di CalcioNapoli24.
 
La batosta non è solo per l'Atalanta, ma forse colpisce tutto il movimento calcistico italiano?
 
"È la dimostrazione che il calcio italiano è indietro rispetto al calcio europeo. Anche il percorso delle nostre squadre lo dimostra. L'Atalanta era una delle ultime italiane che potevano provare a portare in alto i colori dell'Italia e non ci è riuscita. Però bisogna anche dire che di fronte c'era il Bayern Monaco, una squadra di un altro livello, con un'altra mentalità e un'altra qualità. Questo deve far riflettere tutto il movimento calcistico italiano. Il problema è che le soluzioni non si trovano perché ci sono persone ancorate alle proprie poltrone che non vogliono lasciarle. Di conseguenza il calcio italiano ne soffre. Non si fanno rivoluzioni vere, soprattutto nei settori giovanili, e di riflesso ne soffre anche la Nazionale. La speranza è che nello spareggio di fine marzo l'Italia riesca a qualificarsi al Mondiale, perché un Mondiale senza l'Italia sarebbe davvero una sciagura".
 
Il Milan ha vinto il derby contro l'Inter, secondo lei si riapre la questione scudetto?
 
"Me lo auguro. Però, se guardiamo anche a casa nostra, il Napoli per tornare davvero in corsa dovrebbe recuperare undici punti all'Inter e nel frattempo fare i conti anche con il Milan. Quindi non è più solo una sfida tra Napoli e Inter, perché ora c'è anche il Milan in mezzo. Finché c'è la matematica una piccola speranza c'è sempre: ci sono ancora trenta punti a disposizione e undici da recuperare sull'Inter. Però dobbiamo restare con i piedi per terra, perché è molto complicato. Le prossime due partite diventano fondamentali: quella di sabato contro il Lecce e quella della settimana successiva contro il Cagliari. Vincere queste due gare sarebbe importantissimo soprattutto per blindare il terzo posto. Quel piazzamento è fondamentale perché rappresenta la base per il futuro: poi ci sarà il confronto tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte per gettare le basi della permanenza del tecnico e per continuare il progetto iniziato lo scorso anno con lo scudetto e proseguito quest'anno con la vittoria della Supercoppa. Certo, resta il problema degli infortuni, che va analizzato e risolto".
 
Quindi, secondo lei, il Napoli deve pensare soprattutto a blindare il terzo posto e poi vedere cosa succederà. Possiamo dire che, al di là della matematica, le possibilità di competere per lo scudetto siano ormai minime?
 
"Sì, le possibilità sono poche. Recuperare undici punti all'Inter non è facile. Anche perché, nonostante qualche difficoltà, l'Inter resta una squadra forte. Quando ha avuto alcune assenze ha comunque dimostrato di sapersi ritrovare. Poi è chiaro che durante la stagione ci sono anche episodi arbitrali che possono incidere, ma quelli capitano a tutte le squadre. Per quanto riguarda il Napoli, credo che la situazione si stia ormai indirizzando verso il terzo posto. Mancano dieci partite, cioè trenta punti, e per recuperare undici punti l'Inter dovrebbe perdere molto terreno mentre il Napoli dovrebbe vincere praticamente sempre. Inoltre bisogna considerare anche il Milan. Per questo penso che l'obiettivo più realistico sia blindare il terzo posto. Poi nel calcio tutto è possibile finché la matematica non ti condanna".
 
Indipendentemente dalla permanenza di Antonio Conte, c'è secondo lei qualche calciatore del Napoli che potrebbe andare via a fine stagione?
 
"Potrebbe esserci qualche cambiamento. Per esempio il Napoli potrebbe ragionare sull'ingaggio importante di Romelu Lukaku e valutare se investire quelle risorse su un attaccante più giovane, ringiovanendo anche la rosa. È il tipo di ragionamento che probabilmente Aurelio De Laurentiis farà con Antonio Conte. Secondo me è arrivato il momento di abbassare l'età media della squadra, ma allo stesso tempo bisogna cercare di trattenere alcuni giocatori importanti. Io, per esempio, mi auguro che Kevin De Bruyne possa crescere ancora nella prossima stagione e far vedere pienamente le sue qualità, perché quest'anno tra infortuni e problemi fisici abbiamo visto solo una parte del suo potenziale. In generale la rosa andrà completata con alternative valide. Anche il reparto difensivo va sistemato. Qualcuno mette in dubbio la permanenza di Leonardo Spinazzola, ma io personalmente non sono d'accordo: per quello che ha fatto vedere nelle ultime stagioni, secondo me merita di restare almeno per un'altra stagione. Magari a sinistra si potrà prendere anche un altro giocatore che possa essere il titolare, ma Spinazzola io lo terrei in organico".