"Naturalmente ricorreremo alla Corte di appello federale contro la decisione del Tribunale federale nazionale, non appena avremo le motivazioni. Se non basta, al collegio di garanzia del Coni, ultimo grado di giudizio sportivo. Dopo c’è il Tar Lazio e infine il Consiglio di Stato". Lo afferma all’Adnkronos il legale della Lazio Giammichele Gentile commentando la condanna inflitta oggi a Claudio Lotito e ai medici sociali Rodia e Pulcini per il caso dei tamponi. "Non condividiamo nella maniera più assoluta la sentenza -dice Gentile-, è sbagliata sotto il profilo giuridico oltre che logico. Il tribunale ha ritenuto che la gestione del Covid sia di competenza della società invece che della Asl come in tutto il resto d’Italia. Se sono fiducioso? È una questione delicata. Questi due casi non riguardano solo la Lazio, ma l'intero ordinamento sportivo, tutto il campionato. Si dice che deve fare tutto il pubblico ma poi vengono bloccate Napoli, Torino e Inter. E se non deve fare il privato non funziona più niente. I protocolli vanno rivisti, questo senz'altro".
di Napoli Magazine
27/03/2021 - 12:45
"Naturalmente ricorreremo alla Corte di appello federale contro la decisione del Tribunale federale nazionale, non appena avremo le motivazioni. Se non basta, al collegio di garanzia del Coni, ultimo grado di giudizio sportivo. Dopo c’è il Tar Lazio e infine il Consiglio di Stato". Lo afferma all’Adnkronos il legale della Lazio Giammichele Gentile commentando la condanna inflitta oggi a Claudio Lotito e ai medici sociali Rodia e Pulcini per il caso dei tamponi. "Non condividiamo nella maniera più assoluta la sentenza -dice Gentile-, è sbagliata sotto il profilo giuridico oltre che logico. Il tribunale ha ritenuto che la gestione del Covid sia di competenza della società invece che della Asl come in tutto il resto d’Italia. Se sono fiducioso? È una questione delicata. Questi due casi non riguardano solo la Lazio, ma l'intero ordinamento sportivo, tutto il campionato. Si dice che deve fare tutto il pubblico ma poi vengono bloccate Napoli, Torino e Inter. E se non deve fare il privato non funziona più niente. I protocolli vanno rivisti, questo senz'altro".