Gabriele Zappa, difensore del Cagliari, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della Lega Serie A: "Ormai siamo tutti abituati che un giocatore fa uno o due anni e poi cambia. Ogni tanto ne parlo con Pavoletti, con Deiola, con quelli che mi hanno visto arrivare da ragazzino, anche con il mister. Mi dice sempre: 'Ti ho visto arrivare che eri un bambino'. "A me fa impazzire giocare a calcio, soprattutto lo spogliatoio. Non vedo l’ora di arrivare al campo per dire cavolate con i compagni. Da vedere invece non mi piace tanto. Dopo una giornata intera al campo non ho voglia di guardare altre partite a casa, tranne qualche bella di Champions. Retrocessione? È stata una bella batosta. Nessuno se l’aspettava, avevamo una squadra forte. Poi sentivamo i nostri tifosi esultare ogni 20 minuti perché la Salernitana prendeva gol… Ma la palla non voleva entrare. È brutto deludere così tanta gente e te stesso. Molti di noi si sono sentiti in difetto. Sentivamo di dover fare qualcosa per riportare il Cagliari in Serie A. Come ho vissuto la salvezza a Milano? Eravamo in hotel, giocavano Crotone-Benevento prima di noi. Io guardavo la partita sull’iPad perché il mio compagno di stanza dormiva. Quando è arrivato il gol che ci salvava, ho sentito tutti i compagni picchiare sulle porte. Siamo usciti in corridoio ad abbracciarci. È stata una salvezza sudata. Salto dalla Primavera dell'Inter alla prima squadra del Pescara? Non l’ho sentito tanto perché avevo già fatto un anno da fuori quota e mi allenavo spesso con la prima squadra. Poi è arrivato il Covid, ho vissuto due mesi da solo in casa… quello è stato tosto".
di Napoli Magazine
17/04/2026 - 00:57
Gabriele Zappa, difensore del Cagliari, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della Lega Serie A: "Ormai siamo tutti abituati che un giocatore fa uno o due anni e poi cambia. Ogni tanto ne parlo con Pavoletti, con Deiola, con quelli che mi hanno visto arrivare da ragazzino, anche con il mister. Mi dice sempre: 'Ti ho visto arrivare che eri un bambino'. "A me fa impazzire giocare a calcio, soprattutto lo spogliatoio. Non vedo l’ora di arrivare al campo per dire cavolate con i compagni. Da vedere invece non mi piace tanto. Dopo una giornata intera al campo non ho voglia di guardare altre partite a casa, tranne qualche bella di Champions. Retrocessione? È stata una bella batosta. Nessuno se l’aspettava, avevamo una squadra forte. Poi sentivamo i nostri tifosi esultare ogni 20 minuti perché la Salernitana prendeva gol… Ma la palla non voleva entrare. È brutto deludere così tanta gente e te stesso. Molti di noi si sono sentiti in difetto. Sentivamo di dover fare qualcosa per riportare il Cagliari in Serie A. Come ho vissuto la salvezza a Milano? Eravamo in hotel, giocavano Crotone-Benevento prima di noi. Io guardavo la partita sull’iPad perché il mio compagno di stanza dormiva. Quando è arrivato il gol che ci salvava, ho sentito tutti i compagni picchiare sulle porte. Siamo usciti in corridoio ad abbracciarci. È stata una salvezza sudata. Salto dalla Primavera dell'Inter alla prima squadra del Pescara? Non l’ho sentito tanto perché avevo già fatto un anno da fuori quota e mi allenavo spesso con la prima squadra. Poi è arrivato il Covid, ho vissuto due mesi da solo in casa… quello è stato tosto".