Si alzano i cori e i decibel in una hall dello stadio Picchi pieno di tifosi quando il nuovo allenatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, scende la scalinata insieme al presidente Joel Esciua. Si alza un coro anche per Igor Protti. Nelle sue prime parole da allenatore del Livorno, Lucarelli ha voluto ricordare proprio Protti, "per me un fratello", che è stato decisivo nella sua scelta di tornare ad allenare la squadra amaranto. "Sono stato io a chiamare Esciua - ha detto - dopo quel 12 giugno perché un amico mi ha chiesto di farlo". Un anno di contratto con la promessa che se le cose vanno nel senso giusto si potrà rinnovare. Idee chiare per il tecnico, che vuole costruire una squadra che diverte, tenace, grintosa, e con una forte propensione offensiva. "Sarebbe stato meglio - ha aggiunto il neo tecnico - se oggi fossi stato annunciato come attaccante del Livorno ma anche esserlo da allenatore non è male". "Questo per me è il primo anno dopo Cristo e sapete a chi mi riferisco, e per questo abbiamo voglia di onorare un personaggio che è stato un riferimento per tutti noi in campo, ma soprattutto fuori dal campo, e noi abbiamo il dovere di portare avanti quello che lui voleva di più: il benessere e i risultati del Livorno Calcio. Il Livorno va amato a prescindere da tutto, allenatori, presidenti, dirigenti, ma noi siamo innamorati di questa maglia e abbiamo l'obbligo di stare vicini a questa maglia sempre, nella buona e nella cattiva sorte". "Non mi sono sentito mai così rilassato - ha detto Esciua in apertura - da quando sono a Livorno. Poche città hanno potuto sperimentare il fatto di poter ricreare questa passione che ci dà tranquillità, ma anche l'onere di portare alto nel mondo i colori amaranto".
di Napoli Magazine
11/07/2026 - 17:53
Si alzano i cori e i decibel in una hall dello stadio Picchi pieno di tifosi quando il nuovo allenatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, scende la scalinata insieme al presidente Joel Esciua. Si alza un coro anche per Igor Protti. Nelle sue prime parole da allenatore del Livorno, Lucarelli ha voluto ricordare proprio Protti, "per me un fratello", che è stato decisivo nella sua scelta di tornare ad allenare la squadra amaranto. "Sono stato io a chiamare Esciua - ha detto - dopo quel 12 giugno perché un amico mi ha chiesto di farlo". Un anno di contratto con la promessa che se le cose vanno nel senso giusto si potrà rinnovare. Idee chiare per il tecnico, che vuole costruire una squadra che diverte, tenace, grintosa, e con una forte propensione offensiva. "Sarebbe stato meglio - ha aggiunto il neo tecnico - se oggi fossi stato annunciato come attaccante del Livorno ma anche esserlo da allenatore non è male". "Questo per me è il primo anno dopo Cristo e sapete a chi mi riferisco, e per questo abbiamo voglia di onorare un personaggio che è stato un riferimento per tutti noi in campo, ma soprattutto fuori dal campo, e noi abbiamo il dovere di portare avanti quello che lui voleva di più: il benessere e i risultati del Livorno Calcio. Il Livorno va amato a prescindere da tutto, allenatori, presidenti, dirigenti, ma noi siamo innamorati di questa maglia e abbiamo l'obbligo di stare vicini a questa maglia sempre, nella buona e nella cattiva sorte". "Non mi sono sentito mai così rilassato - ha detto Esciua in apertura - da quando sono a Livorno. Poche città hanno potuto sperimentare il fatto di poter ricreare questa passione che ci dà tranquillità, ma anche l'onere di portare alto nel mondo i colori amaranto".