Il mercato non decolla e tra meno di una settimana si riparte. La Juve si interroga sul futuro, Spalletti si chiede quale squadra avrà a disposizione e Carnevali lavora per regalargli un gruppo all'altezza della storia del club. Ci sono paradossi al momento inspiegabili, tra un centrocampo da sfoltire e un attacco da inventare.
Il vuoto più grande, infatti, è davanti. Perso Vlahovic, è arrivato dal Genoa il 19enne Jeff Ekhator, che chiaramente non può essere il vero erede del serbo. Carnevali sta lavorando ai fianchi del Psg per portare a Torino Randal Kolo Muani in tempo per il raduno del 13 luglio. La missione, però, si fa ogni giorno più dura: i parigini aprono al prestito con diritto (che diventa obbligo a certe condizioni) ma non scendono dalla valutazione complessiva di 50 milioni. A meno di colpi di scena, Spalletti inizierà l’estate con una Juve virtuale, allenando giocatori con la valigia in mano e sognando una squadra totalmente diversa.
Se in attacco si fatica, a centrocampo c'è invece l'imbarazzo della scelta. Spalletti può contare su una batteria numerosissima di centrocampisti: Locatelli, Miretti, McKennie, Thuram, Koopmeiners, Douglas Luiz, Adzic e Arthur. Ma il tecnico vuole di più per svoltare: il grande sogno sulla trequarti è Brahim Diaz, abbinato a un innesto di muscoli e sostanza in mezzo al campo identificato in profili come Kessie o Goretzka.
E poi c'è il rebus tra i pali. Sfumato il sogno Alisson (rimasto al Liverpool), Spalletti spera ancora nel colpaccio "Dibu" Martinez dall'Aston Villa. Nelle ultime ore, però, sta tornando di moda la pista Guglielmo Vicario del Tottenham, che rappresenta l'opzione più economica dopo i sondaggi andati a vuoto per Svilar, Suzuki e Milinkovic-Savic. Il dato certo è uno: lunedì alla Continassa i guantoni da titolare li indosserà ancora Michele Di Gregorio. L'ex Monza comincerà la sua terza stagione a Torino, ma lo sanno anche i muri: non la terminerà lì. La rivoluzione bianconera è appena iniziata, ma il tempo stringe.
di Napoli Magazine
07/07/2026 - 09:27
Il mercato non decolla e tra meno di una settimana si riparte. La Juve si interroga sul futuro, Spalletti si chiede quale squadra avrà a disposizione e Carnevali lavora per regalargli un gruppo all'altezza della storia del club. Ci sono paradossi al momento inspiegabili, tra un centrocampo da sfoltire e un attacco da inventare.
Il vuoto più grande, infatti, è davanti. Perso Vlahovic, è arrivato dal Genoa il 19enne Jeff Ekhator, che chiaramente non può essere il vero erede del serbo. Carnevali sta lavorando ai fianchi del Psg per portare a Torino Randal Kolo Muani in tempo per il raduno del 13 luglio. La missione, però, si fa ogni giorno più dura: i parigini aprono al prestito con diritto (che diventa obbligo a certe condizioni) ma non scendono dalla valutazione complessiva di 50 milioni. A meno di colpi di scena, Spalletti inizierà l’estate con una Juve virtuale, allenando giocatori con la valigia in mano e sognando una squadra totalmente diversa.
Se in attacco si fatica, a centrocampo c'è invece l'imbarazzo della scelta. Spalletti può contare su una batteria numerosissima di centrocampisti: Locatelli, Miretti, McKennie, Thuram, Koopmeiners, Douglas Luiz, Adzic e Arthur. Ma il tecnico vuole di più per svoltare: il grande sogno sulla trequarti è Brahim Diaz, abbinato a un innesto di muscoli e sostanza in mezzo al campo identificato in profili come Kessie o Goretzka.
E poi c'è il rebus tra i pali. Sfumato il sogno Alisson (rimasto al Liverpool), Spalletti spera ancora nel colpaccio "Dibu" Martinez dall'Aston Villa. Nelle ultime ore, però, sta tornando di moda la pista Guglielmo Vicario del Tottenham, che rappresenta l'opzione più economica dopo i sondaggi andati a vuoto per Svilar, Suzuki e Milinkovic-Savic. Il dato certo è uno: lunedì alla Continassa i guantoni da titolare li indosserà ancora Michele Di Gregorio. L'ex Monza comincerà la sua terza stagione a Torino, ma lo sanno anche i muri: non la terminerà lì. La rivoluzione bianconera è appena iniziata, ma il tempo stringe.