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MEDIASET - Un po' Mourinho e molto Gasp: ecco chi è Ruben Amorim, l'allenatore portoghese a un passo dal Milan
14.06.2026 13:01 di Napoli Magazine Fonte: Sport Mediaset
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Avviso ai naviganti: trattasi di soggetto infiammabile e poco malleabile. Ruben Amorim lo ha dimostrato all'inizio del 2026, quando è stato esonerato dal Manchester United poche ore dopo essersi lasciato andare a un clamoroso sfogo: “Io sono venuto qui per fare il manager del Manchester United, non semplicemente l’allenatore. Voglio che questo punto sia chiaro, e che si sappia che sarà così per i prossimi diciotto mesi o fino a quando la dirigenza non deciderà di cambiare”. Assist perfetto per una proprietà alla quale già prudevano le mani. Ma di titoli sui giornali ne ha conquistati parecchi, durante i suoi turbolenti quattordici mesi a Old Trafford, come quando ha attaccato senza riserve i suoi giocatori: "Siamo forse la peggiore squadra della storia del Manchester United, è imbarazzante allenare questi giocatori". 
Sarebbe riduttivo però giudicare il valore di questo preparatissimo allenatore portoghese dall'ultima esperienza. Il Manchester United in questi ultimi anni ha centrifugato allenatori e bruciato giocatori, in un meccanismo perverso di frustrazione per i successi dei vicini di casa. Amorim è stato definito con una certa approssimazione "il secondo Special One", in effetti i rapporti con José Morinho sono sempre stati buoni (Amorim ha fatto parte anche dello staff di Mou a Manchester nel 2018), ma oltre a questo e alla nazionalità, i punti di contatto sono pochini. Le idee tattiche e l'approccio alle partite sono completamente diversi, ma sono entrambi leader carismatici che convincono i giocatori a dare il massimo per loro. 

Da giocatore era un buon playmaker, senza mai eccellere (prima di scegliere definitivamente il calcio ha praticato anche l'hockey su ghiaccio da ragazzo). Una carriera quasi completamente spesa nel Benfica, con quattro titoli portoghesi conquistati, qualche breve passaggio al Belenenses e al Braga, 14 presenze nella Nazionale portoghese, una manciata di partite ben retribuite con i qatarioti dell'Al-Wakrah prima di ritirarsi a 32 anni nel 2017 (è nato a Lisbona il 27 gennaio 1985). 

 
Che avesse le stimmate per fare l'allenatore era già chiaro in campo, ma la sua prima esperienza in panchina è stata praticamente abusiva. Nel 2018 gli è stata affidata, senza patentino, la guida del Casa Pia in Terza Divisione. Ci hanno messo un po' per beccarlo, ma alla fine l'hanno colto in fallo mentre dava indicazioni che non poteva dare: squalifica per lui, penalizzazione di 6 punti della squadra. E dimissioni. La strada però era tracciata e nella stagione successiva eccolo ripartire dal Braga B sempre in Terza Divisione, posto occupato brevemente prima della promozione alla guida della prima squadra in sostituzione di Sà Pinto. 
Proprio la stagione 2019-20 è stata quella della consacrazione. In Portogallo si è capito che era lui l'uomo nuovo su cui puntare. Ci ha pensato prima di tutti lo Sporting Lisbona, nemico del "suo" Benfica, che l'ha ingaggiato versando al Braga un indennizzo di 10 milioni d euro. Scelta azzeccatissima. Il suo gioco concreto e redditizio, ha permesso ai biancoverdi di interrompere la diarchia Porto-Benfica che durava da quasi vent’anni. Forse la vittoria del campionato nel 2020-21 poteva sembrare un exploit isolato, ma poi c'è stato anche quello conquistato alla fine della stagione 2023-24 con un margine di 10 punti sui rivali cittadini del Benfica. Lo Sporting non vinceva due campionati in così poco tempo da 22 anni. Visto che due indizi fanno una prova, il Manchester United a questo punto ha pensato di avere trovato l'uomo giusto. Non è andata esattamente così. 
Non è particolarmente spettacolare, il gioco delle squadre di Ruben Amorim, ma estremamente redditizio. Il suo schema ideale è il 3-4-1-2 che può convertirsi in 3-4-2-1 o in 3-4-3. La fonte di ispirazione, più che Mourinho, sembra in un certo senso essere Gasperini.  Questo sistema tende a controllare il possesso, costruire dal basso con pazienza e attaccare con velocità sugli esterni, mentre in fase difensiva impone un pressing alto per riconquistare il pallone rapidamente. Tutti concetti diffusi nel calcio moderno, ma un conto è enunciarli e un altro applicarli. Amorim vuole difensori centrali con buone doti di palleggio e centrocampisti in grado di contribuire efficacemente sia alla fase difensiva che a quella offensiva. Gli attaccanti devono essere in grado di ricoprire diverse posizioni nel fronte offensivo, adattandosi alle esigenze tattiche della squadra. Questa è la teoria. Poi ci sarà la pratica, in cui Amorim dovrà fare i conti con le idee di Ibrahimovic e con i conti di Cardinale. 
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MEDIASET - Un po' Mourinho e molto Gasp: ecco chi è Ruben Amorim, l'allenatore portoghese a un passo dal Milan

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14/06/2026 - 13:01

Avviso ai naviganti: trattasi di soggetto infiammabile e poco malleabile. Ruben Amorim lo ha dimostrato all'inizio del 2026, quando è stato esonerato dal Manchester United poche ore dopo essersi lasciato andare a un clamoroso sfogo: “Io sono venuto qui per fare il manager del Manchester United, non semplicemente l’allenatore. Voglio che questo punto sia chiaro, e che si sappia che sarà così per i prossimi diciotto mesi o fino a quando la dirigenza non deciderà di cambiare”. Assist perfetto per una proprietà alla quale già prudevano le mani. Ma di titoli sui giornali ne ha conquistati parecchi, durante i suoi turbolenti quattordici mesi a Old Trafford, come quando ha attaccato senza riserve i suoi giocatori: "Siamo forse la peggiore squadra della storia del Manchester United, è imbarazzante allenare questi giocatori". 
Sarebbe riduttivo però giudicare il valore di questo preparatissimo allenatore portoghese dall'ultima esperienza. Il Manchester United in questi ultimi anni ha centrifugato allenatori e bruciato giocatori, in un meccanismo perverso di frustrazione per i successi dei vicini di casa. Amorim è stato definito con una certa approssimazione "il secondo Special One", in effetti i rapporti con José Morinho sono sempre stati buoni (Amorim ha fatto parte anche dello staff di Mou a Manchester nel 2018), ma oltre a questo e alla nazionalità, i punti di contatto sono pochini. Le idee tattiche e l'approccio alle partite sono completamente diversi, ma sono entrambi leader carismatici che convincono i giocatori a dare il massimo per loro. 

Da giocatore era un buon playmaker, senza mai eccellere (prima di scegliere definitivamente il calcio ha praticato anche l'hockey su ghiaccio da ragazzo). Una carriera quasi completamente spesa nel Benfica, con quattro titoli portoghesi conquistati, qualche breve passaggio al Belenenses e al Braga, 14 presenze nella Nazionale portoghese, una manciata di partite ben retribuite con i qatarioti dell'Al-Wakrah prima di ritirarsi a 32 anni nel 2017 (è nato a Lisbona il 27 gennaio 1985). 

 
Che avesse le stimmate per fare l'allenatore era già chiaro in campo, ma la sua prima esperienza in panchina è stata praticamente abusiva. Nel 2018 gli è stata affidata, senza patentino, la guida del Casa Pia in Terza Divisione. Ci hanno messo un po' per beccarlo, ma alla fine l'hanno colto in fallo mentre dava indicazioni che non poteva dare: squalifica per lui, penalizzazione di 6 punti della squadra. E dimissioni. La strada però era tracciata e nella stagione successiva eccolo ripartire dal Braga B sempre in Terza Divisione, posto occupato brevemente prima della promozione alla guida della prima squadra in sostituzione di Sà Pinto. 
Proprio la stagione 2019-20 è stata quella della consacrazione. In Portogallo si è capito che era lui l'uomo nuovo su cui puntare. Ci ha pensato prima di tutti lo Sporting Lisbona, nemico del "suo" Benfica, che l'ha ingaggiato versando al Braga un indennizzo di 10 milioni d euro. Scelta azzeccatissima. Il suo gioco concreto e redditizio, ha permesso ai biancoverdi di interrompere la diarchia Porto-Benfica che durava da quasi vent’anni. Forse la vittoria del campionato nel 2020-21 poteva sembrare un exploit isolato, ma poi c'è stato anche quello conquistato alla fine della stagione 2023-24 con un margine di 10 punti sui rivali cittadini del Benfica. Lo Sporting non vinceva due campionati in così poco tempo da 22 anni. Visto che due indizi fanno una prova, il Manchester United a questo punto ha pensato di avere trovato l'uomo giusto. Non è andata esattamente così. 
Non è particolarmente spettacolare, il gioco delle squadre di Ruben Amorim, ma estremamente redditizio. Il suo schema ideale è il 3-4-1-2 che può convertirsi in 3-4-2-1 o in 3-4-3. La fonte di ispirazione, più che Mourinho, sembra in un certo senso essere Gasperini.  Questo sistema tende a controllare il possesso, costruire dal basso con pazienza e attaccare con velocità sugli esterni, mentre in fase difensiva impone un pressing alto per riconquistare il pallone rapidamente. Tutti concetti diffusi nel calcio moderno, ma un conto è enunciarli e un altro applicarli. Amorim vuole difensori centrali con buone doti di palleggio e centrocampisti in grado di contribuire efficacemente sia alla fase difensiva che a quella offensiva. Gli attaccanti devono essere in grado di ricoprire diverse posizioni nel fronte offensivo, adattandosi alle esigenze tattiche della squadra. Questa è la teoria. Poi ci sarà la pratica, in cui Amorim dovrà fare i conti con le idee di Ibrahimovic e con i conti di Cardinale. 
Fonte: Sport Mediaset