Calcio
MONDIALI 2026 - Yakin celebra Kobel: “E' speciale, non aspetta i rigori per diventare importante”
08.07.2026 21:15 di Napoli Magazine
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Se la Svizzera ha centrato l’impresa ed è tornata ai quarti di finale dei Mondiali dopo 72 anni il merito è soprattutto di Gregor Kobel. L’estremo difensore elvetico, dopo 120 minuti a reti inviolate, si è preso la scena parando i rigori a Sanchez e Hernandez. Il Commissario tecnico della Svizzera, Murat Yakin, nel post partita ha commentato la gara celebrando la prestazione del proprio portiere: “È proprio per questo che Kobel è speciale. La gente ricorda solo i rigori parati. Io ricordo tutto quello che è successo prima. Il suo posizionamento. La sua comunicazione. La calma che trasmette ai difensori. Gregor non aspetta i rigori per diventare importante. Trascorre novanta minuti assicurandosi che i suoi compagni si sentano sicuri. Poi, quando arriva il momento più importante, è già mentalmente preparato. La gente pensa che il ruolo del portiere sia quello di fare parate spettacolari. Gregor ha costruito la sua carriera prendendo le decisioni giuste al momento giusto. Anche dopo che Akanji ha sbagliato il suo rigore, non si è mai lasciato prendere dal panico. Si è semplicemente diretto verso la porta, si è fidato della sua preparazione e ha fatto il suo lavoro. Parare due rigori in una serie di tiri dal dischetto ai Mondiali è straordinario, ma per chi come noi lavora con lui ogni giorno, non è una sorpresa. È lo standard che si è imposto. Il calcio ricorderà i rigori, ma io ricorderò la sua mentalità. Non ha mai chiesto di essere l’eroe. Ha semplicemente accettato la responsabilità quando la squadra aveva più bisogno di lui. Questo è ciò che fanno i giocatori d’élite. Stasera la Svizzera festeggia perché Gregor Kobel ha ricordato a tutti che a volte il vero uomo partita non è l’attaccante… ma il portiere”.

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MONDIALI 2026 - Yakin celebra Kobel: “E' speciale, non aspetta i rigori per diventare importante”

di Napoli Magazine

08/07/2026 - 21:15

Se la Svizzera ha centrato l’impresa ed è tornata ai quarti di finale dei Mondiali dopo 72 anni il merito è soprattutto di Gregor Kobel. L’estremo difensore elvetico, dopo 120 minuti a reti inviolate, si è preso la scena parando i rigori a Sanchez e Hernandez. Il Commissario tecnico della Svizzera, Murat Yakin, nel post partita ha commentato la gara celebrando la prestazione del proprio portiere: “È proprio per questo che Kobel è speciale. La gente ricorda solo i rigori parati. Io ricordo tutto quello che è successo prima. Il suo posizionamento. La sua comunicazione. La calma che trasmette ai difensori. Gregor non aspetta i rigori per diventare importante. Trascorre novanta minuti assicurandosi che i suoi compagni si sentano sicuri. Poi, quando arriva il momento più importante, è già mentalmente preparato. La gente pensa che il ruolo del portiere sia quello di fare parate spettacolari. Gregor ha costruito la sua carriera prendendo le decisioni giuste al momento giusto. Anche dopo che Akanji ha sbagliato il suo rigore, non si è mai lasciato prendere dal panico. Si è semplicemente diretto verso la porta, si è fidato della sua preparazione e ha fatto il suo lavoro. Parare due rigori in una serie di tiri dal dischetto ai Mondiali è straordinario, ma per chi come noi lavora con lui ogni giorno, non è una sorpresa. È lo standard che si è imposto. Il calcio ricorderà i rigori, ma io ricorderò la sua mentalità. Non ha mai chiesto di essere l’eroe. Ha semplicemente accettato la responsabilità quando la squadra aveva più bisogno di lui. Questo è ciò che fanno i giocatori d’élite. Stasera la Svizzera festeggia perché Gregor Kobel ha ricordato a tutti che a volte il vero uomo partita non è l’attaccante… ma il portiere”.