Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo, il giornalista Marcello Altamura ha analizzato il momento del Napoli alla vigilia della trasferta contro la Fiorentina, soffermandosi sull’emergenza infortuni e sulle possibili scelte di Massimiliano Allegri.
"Spinazzola? Sicuramente a Firenze non ci va, perché una contrattura al bicipite femorale, per quanto lieve, non ti consente di giocare. Se ne parlerà per la prossima partita. Credo comunque che Spinazzola non sarebbe partito titolare, perché Allegri ha provato molto Olivera e la sua idea sembra essere quella di schierarlo a sinistra, anche per garantire maggiore copertura nella zona in cui agisce Mastantuono. È una partita particolare anche dal punto di vista delle scelte, perché se metti a sinistra un terzino devi inevitabilmente pensare anche a come organizzare le altre posizioni e a come garantire equilibrio. Nell’allenamento di ieri Allegri ha provato anche Heres, ma non è ancora nelle condizioni di partire dal primo minuto.
A destra? Mi aspetto un ballottaggio tra Favasuli e Politano, anche se credo che alla fine possa partire Politano. Non escluderei però una staffetta, perché Favasuli è un giocatore che, entrando a partita in corso, può dare spinta, gamba ed energia. È quello che ha fatto nelle ultime due partite. Il Napoli purtroppo è in emergenza: non c’è Spinazzola, l’infermeria è ancora piena e ci sono anche alcuni infortuni che ormai sembrano diventati cronici. È sempre un po’ la coperta corta.
Gli infortuni? Questa situazione dimostra anche che non c’è più Conte e che quindi non si può attribuire tutto agli allenamenti della precedente gestione. Sicuramente il lavoro di Conte può aver avuto un peso, ma non è l’unico motivo. La verità è che alcuni elementi, come Spinazzola, devono fare i conti anche con il passare degli anni e con fisici che inevitabilmente diventano più fragili. Gli infortuni sono il risultato di una serie di fattori e il Napoli si trova ancora una volta a dover gestire una situazione complicata.
Favasuli? Innanzitutto mi ha sorpreso che Allegri abbia pensato a lui come esterno alto, perché quella posizione non l’aveva praticamente mai ricoperta. Anche a Catanzaro faceva tutta fascia e spingeva molto, perché Aguilar voleva che gli esterni alti entrassero dentro al campo, però non aveva mai giocato stabilmente in quella posizione. Non sono invece sorpreso dalla sua gamba e dalla sua energia, perché l’avevo visto giocare l’anno scorso a Catanzaro e mi aveva già impressionato. È un ragazzo che ha fame, ha voglia di arrivare e vuole conquistarsi il proprio spazio.
Allegri fa bene a non guardare in faccia nessuno, a non guardare il curriculum e a non farsi condizionare dalle gerarchie. In questo momento, soprattutto con un’emergenza infortuni così seria, abbiamo bisogno di gente che abbia forza fisica e forza mentale. Se qualcuno è un po’ appagato, se è seduto sulle proprie certezze o pensa semplicemente di arrivare alla fine della stagione per poi andare via da Napoli, secondo me il tecnico fa bene a metterlo in panchina. Il Napoli ha bisogno di nuova linfa.
La rifondazione? Quest’anno è stata rimandata una rifondazione che, per motivi anagrafici, era comunque necessaria. Il Napoli ha otto giocatori over 30 e non puoi pensare di andare avanti ancora a lungo in questo modo. Per questo Allegri fa bene a inserire giocatori giovani e a dare spazio a chi può portare energie nuove. Sono curioso di vedere la formazione di Firenze, perché dalle scelte di Allegri capiremo anche molto del suo approccio e del suo peso all’interno dello spogliatoio.
Il 4-3-3? Il Napoli si è un po’ cristallizzato su un’idea di 4-3-3 che secondo me non può più essere riproposta nello stesso modo. Se giochi con quel sistema e vuoi fare una riaggressione efficace, devi avere gamba e fiato. Purtroppo oggi il Napoli non ha più le stesse caratteristiche fisiche di qualche anno fa. Per questo credo che Allegri debba trovare soluzioni diverse e soprattutto debba avere il coraggio di cambiare alcune gerarchie.
Italiano e la scelta di Allegri? La scelta di Allegri era necessaria rispetto a quello che in quel momento il presidente voleva fare, cioè evitare di ripetere alcuni errori della scorsa estate, quando erano stati fatti acquisti importanti anche su indicazione di Conte e alcuni giocatori erano stati pagati molto. Penso a Højlund, a Lang e ad altri elementi che hanno avuto difficoltà a imporsi o che finora hanno trovato poco spazio. L’idea del presidente era quindi quella di cambiare direzione e affidarsi a un allenatore esperto.
Io personalmente avrei fatto una scelta diversa. Avrei puntato su un tecnico giovane e italiano e avrei avviato una vera rifondazione della squadra. Mi piace molto anche il lavoro che sta facendo Italiano, perché propone un calcio che mi affascina. Una scelta del genere, però, avrebbe avuto bisogno di un presupposto molto scomodo: il presidente avrebbe dovuto presentarsi alla piazza e dire chiaramente che stava iniziando un nuovo ciclo, chiedendo tempo e pazienza. Avrebbe dovuto spiegare che non si sarebbe costruito tutto immediatamente, ma che il progetto avrebbe richiesto anni per riportare il Napoli a essere ancora più forte.
Questa cosa non è avvenuta, perché il presidente non ha ritenuto di farla. Adesso speriamo che Allegri possa ritrovare e spremere ancora un po’ di succo da una squadra che, secondo me, è stata utilizzata molto e che ha bisogno di essere progressivamente rinnovata".
di Napoli Magazine
18/09/2026 - 21:10
Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo, il giornalista Marcello Altamura ha analizzato il momento del Napoli alla vigilia della trasferta contro la Fiorentina, soffermandosi sull’emergenza infortuni e sulle possibili scelte di Massimiliano Allegri.
"Spinazzola? Sicuramente a Firenze non ci va, perché una contrattura al bicipite femorale, per quanto lieve, non ti consente di giocare. Se ne parlerà per la prossima partita. Credo comunque che Spinazzola non sarebbe partito titolare, perché Allegri ha provato molto Olivera e la sua idea sembra essere quella di schierarlo a sinistra, anche per garantire maggiore copertura nella zona in cui agisce Mastantuono. È una partita particolare anche dal punto di vista delle scelte, perché se metti a sinistra un terzino devi inevitabilmente pensare anche a come organizzare le altre posizioni e a come garantire equilibrio. Nell’allenamento di ieri Allegri ha provato anche Heres, ma non è ancora nelle condizioni di partire dal primo minuto.
A destra? Mi aspetto un ballottaggio tra Favasuli e Politano, anche se credo che alla fine possa partire Politano. Non escluderei però una staffetta, perché Favasuli è un giocatore che, entrando a partita in corso, può dare spinta, gamba ed energia. È quello che ha fatto nelle ultime due partite. Il Napoli purtroppo è in emergenza: non c’è Spinazzola, l’infermeria è ancora piena e ci sono anche alcuni infortuni che ormai sembrano diventati cronici. È sempre un po’ la coperta corta.
Gli infortuni? Questa situazione dimostra anche che non c’è più Conte e che quindi non si può attribuire tutto agli allenamenti della precedente gestione. Sicuramente il lavoro di Conte può aver avuto un peso, ma non è l’unico motivo. La verità è che alcuni elementi, come Spinazzola, devono fare i conti anche con il passare degli anni e con fisici che inevitabilmente diventano più fragili. Gli infortuni sono il risultato di una serie di fattori e il Napoli si trova ancora una volta a dover gestire una situazione complicata.
Favasuli? Innanzitutto mi ha sorpreso che Allegri abbia pensato a lui come esterno alto, perché quella posizione non l’aveva praticamente mai ricoperta. Anche a Catanzaro faceva tutta fascia e spingeva molto, perché Aguilar voleva che gli esterni alti entrassero dentro al campo, però non aveva mai giocato stabilmente in quella posizione. Non sono invece sorpreso dalla sua gamba e dalla sua energia, perché l’avevo visto giocare l’anno scorso a Catanzaro e mi aveva già impressionato. È un ragazzo che ha fame, ha voglia di arrivare e vuole conquistarsi il proprio spazio.
Allegri fa bene a non guardare in faccia nessuno, a non guardare il curriculum e a non farsi condizionare dalle gerarchie. In questo momento, soprattutto con un’emergenza infortuni così seria, abbiamo bisogno di gente che abbia forza fisica e forza mentale. Se qualcuno è un po’ appagato, se è seduto sulle proprie certezze o pensa semplicemente di arrivare alla fine della stagione per poi andare via da Napoli, secondo me il tecnico fa bene a metterlo in panchina. Il Napoli ha bisogno di nuova linfa.
La rifondazione? Quest’anno è stata rimandata una rifondazione che, per motivi anagrafici, era comunque necessaria. Il Napoli ha otto giocatori over 30 e non puoi pensare di andare avanti ancora a lungo in questo modo. Per questo Allegri fa bene a inserire giocatori giovani e a dare spazio a chi può portare energie nuove. Sono curioso di vedere la formazione di Firenze, perché dalle scelte di Allegri capiremo anche molto del suo approccio e del suo peso all’interno dello spogliatoio.
Il 4-3-3? Il Napoli si è un po’ cristallizzato su un’idea di 4-3-3 che secondo me non può più essere riproposta nello stesso modo. Se giochi con quel sistema e vuoi fare una riaggressione efficace, devi avere gamba e fiato. Purtroppo oggi il Napoli non ha più le stesse caratteristiche fisiche di qualche anno fa. Per questo credo che Allegri debba trovare soluzioni diverse e soprattutto debba avere il coraggio di cambiare alcune gerarchie.
Italiano e la scelta di Allegri? La scelta di Allegri era necessaria rispetto a quello che in quel momento il presidente voleva fare, cioè evitare di ripetere alcuni errori della scorsa estate, quando erano stati fatti acquisti importanti anche su indicazione di Conte e alcuni giocatori erano stati pagati molto. Penso a Højlund, a Lang e ad altri elementi che hanno avuto difficoltà a imporsi o che finora hanno trovato poco spazio. L’idea del presidente era quindi quella di cambiare direzione e affidarsi a un allenatore esperto.
Io personalmente avrei fatto una scelta diversa. Avrei puntato su un tecnico giovane e italiano e avrei avviato una vera rifondazione della squadra. Mi piace molto anche il lavoro che sta facendo Italiano, perché propone un calcio che mi affascina. Una scelta del genere, però, avrebbe avuto bisogno di un presupposto molto scomodo: il presidente avrebbe dovuto presentarsi alla piazza e dire chiaramente che stava iniziando un nuovo ciclo, chiedendo tempo e pazienza. Avrebbe dovuto spiegare che non si sarebbe costruito tutto immediatamente, ma che il progetto avrebbe richiesto anni per riportare il Napoli a essere ancora più forte.
Questa cosa non è avvenuta, perché il presidente non ha ritenuto di farla. Adesso speriamo che Allegri possa ritrovare e spremere ancora un po’ di succo da una squadra che, secondo me, è stata utilizzata molto e che ha bisogno di essere progressivamente rinnovata".