Calcio
ON AIR - Arturo Di Napoli: "Napoli, il ruolo del collettivo incide, Hojlund è uno di quei calciatori che ha bisogno del contesto, vi spiego"
26.09.2026 12:03 di Napoli Magazine
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Arturo di Napoli, ex attaccante del Napoli oggi allenatore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sul momento attuale degli azzurri: "Allegri e Conte sono due allenatori con filosofie e modi di gestire il gruppo differenti. Non significa che uno abbia ragione e l'altro torto, ognuno ha la propria idea. Se mi chiedete se mi aspettassi una partenza del genere, però, dico di no, perché il Napoli ha comunque una squadra importante. Se mi stupisce il Napoli così indietro in classifica? Mi stupisce relativamente. Negli ultimi anni abbiamo visto spesso le squadre di Allegri giocare sotto ritmo e affidarsi molto alle individualità. Il Napoli, invece, negli anni ha costruito le proprie fortune soprattutto attraverso il collettivo e il gruppo, riuscendo grazie a questo anche a esaltare e far crescere i singoli. Se questo discorso sul collettivo si può applicare anche alle difficoltà di Hojlund? Assolutamente. Il contesto della squadra e del gruppo è fondamentale, così come lo è la qualità dell'allenatore oltre a quella dei calciatori. C'è stato un giocatore capace quasi da solo di determinare, cambiare e ribaltare le partite, ma quello non c'è più. Tutti gli altri, anche i grandi campioni, devono essere supportati da un gioco e da determinati codici tattici. Quanto può incidere il modo di giocare del Napoli sul rendimento di Hojlund? Moltissimo. Hojlund è uno di quei calciatori che ha bisogno del contesto. Con Conte tutti sapevano esattamente cosa fare e dovevano eseguirlo anche con una determinata velocità e rapidità. Hojlund avrebbe probabilmente beneficiato molto di quel tipo di percorso. Oggi il Napoli è diverso perché ha scelto un allenatore con una filosofia differente, è possibile che con questo cambiamento qualcuno faccia più fatica e Hojlund è uno di questi. Il contesto collettivo è fondamentale per qualsiasi calciatore. Se un attaccante riceve pochi palloni e viene coinvolto poco negli ultimi metri, inevitabilmente diventa difficile incidere. Allegri ha una filosofia che concede molto spazio all'inventiva dei calciatori. Dice spesso che il calcio è una cosa semplice e, chiaramente, se hai giocatori che sanno trattare bene il pallone è un vantaggio. Però oggi non basta, perché i ritmi della Serie A sono diventati molto alti. Se non giochi a una certa velocità fai fatica anche contro squadre che hanno obiettivi diversi dai tuoi. Il Napoli ha scelto un allenatore che si basa molto sulle giocate dei singoli e sulle individualità e in questo momento sta facendo fatica. Hojlund, come anche altri giocatori, soffre perché oggi non c'è ancora un contesto corale fatto di codici tattici ben precisi. Il Napoli ci aveva abituato negli anni a vedere squadre molto organizzate sotto questo aspetto, pur con allenatori e filosofie differenti, da Mazzarri fino ad arrivare a Conte".

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26/09/2026 - 12:03

Arturo di Napoli, ex attaccante del Napoli oggi allenatore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sul momento attuale degli azzurri: "Allegri e Conte sono due allenatori con filosofie e modi di gestire il gruppo differenti. Non significa che uno abbia ragione e l'altro torto, ognuno ha la propria idea. Se mi chiedete se mi aspettassi una partenza del genere, però, dico di no, perché il Napoli ha comunque una squadra importante. Se mi stupisce il Napoli così indietro in classifica? Mi stupisce relativamente. Negli ultimi anni abbiamo visto spesso le squadre di Allegri giocare sotto ritmo e affidarsi molto alle individualità. Il Napoli, invece, negli anni ha costruito le proprie fortune soprattutto attraverso il collettivo e il gruppo, riuscendo grazie a questo anche a esaltare e far crescere i singoli. Se questo discorso sul collettivo si può applicare anche alle difficoltà di Hojlund? Assolutamente. Il contesto della squadra e del gruppo è fondamentale, così come lo è la qualità dell'allenatore oltre a quella dei calciatori. C'è stato un giocatore capace quasi da solo di determinare, cambiare e ribaltare le partite, ma quello non c'è più. Tutti gli altri, anche i grandi campioni, devono essere supportati da un gioco e da determinati codici tattici. Quanto può incidere il modo di giocare del Napoli sul rendimento di Hojlund? Moltissimo. Hojlund è uno di quei calciatori che ha bisogno del contesto. Con Conte tutti sapevano esattamente cosa fare e dovevano eseguirlo anche con una determinata velocità e rapidità. Hojlund avrebbe probabilmente beneficiato molto di quel tipo di percorso. Oggi il Napoli è diverso perché ha scelto un allenatore con una filosofia differente, è possibile che con questo cambiamento qualcuno faccia più fatica e Hojlund è uno di questi. Il contesto collettivo è fondamentale per qualsiasi calciatore. Se un attaccante riceve pochi palloni e viene coinvolto poco negli ultimi metri, inevitabilmente diventa difficile incidere. Allegri ha una filosofia che concede molto spazio all'inventiva dei calciatori. Dice spesso che il calcio è una cosa semplice e, chiaramente, se hai giocatori che sanno trattare bene il pallone è un vantaggio. Però oggi non basta, perché i ritmi della Serie A sono diventati molto alti. Se non giochi a una certa velocità fai fatica anche contro squadre che hanno obiettivi diversi dai tuoi. Il Napoli ha scelto un allenatore che si basa molto sulle giocate dei singoli e sulle individualità e in questo momento sta facendo fatica. Hojlund, come anche altri giocatori, soffre perché oggi non c'è ancora un contesto corale fatto di codici tattici ben precisi. Il Napoli ci aveva abituato negli anni a vedere squadre molto organizzate sotto questo aspetto, pur con allenatori e filosofie differenti, da Mazzarri fino ad arrivare a Conte".