Calcio
ON AIR - Avv. Chiacchio: "Caso arbitri? Tutti gridano allo scandalo, ma serve prudenza"
29.04.2026 15:15 di Napoli Magazine
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Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’esperto dirigente sportivo l’avvocato Eduardo Chiacchio: "Tutti gridano allo scandalo per il fatto che un designatore e vice designatore bussi alla porta d’ingresso della sala per far correggere un errore. Io cerco di far capire a tutti che dobbiamo essere attenti e prudenti. Le accuse rivolte a Gianluca Rocchi possono essere configurate come una violazione del protocollo Var catalogabile come abuso di potere o di ufficio. Al di là di questo, il fatto che un designatore e un vice designatore bussi alla porta d’ingresso di una sala per far correggere un errore non mi sembra un reato grave, anche perché grazie a quegli interventi Fabio Maresca, nostro concittadino, ha corretto due errori che avrebbero potuto condizionare il suo voto sulla partita. Le denunce che sono state proposte nel corso delle investigazioni sono state avanzate da alcuni soggetti dismessi dall’incarico, i cosiddetti “dismessi di turno”, che prima non denunciano niente, poi a partire dal giorno seguente alla loro uscita denunciavano a iosa tutti quelli che in passato li avevano giudicati e, addirittura, promossi e giudicati. Per questo motivo, penso che tutte queste denunce lasciano il tempo che trovano Io conosco il mondo arbitrale poiché ci ho avuto a che fare. In passato ho difeso il Procuratore arbitrale Roberto D’Onofrio che, anche se fu implicato in vicende penali di assoluta gravità, fu anche un procuratore bravo e severissimo. Di lui ammiro il modo in cui faceva le indagini. Grazie alla sua inflessibilità, quando ci trovammo di fronte allo scandalo di “Rimborsopoli”, molti arbitri riuscirono a finire la loro carriera. Fu lui che mi fece vedere tutte queste denunce fatte dai vari dismessi di turno. Dobbiamo ampliare gli orizzonti e capire un po’ meglio il funzionamento della giustizia sportiva. Dopo che il Procuratore arbitrale è stato allontanato per noti motivi giudiziari, la norma è cambiata e le indagini sui componenti dell’AIA sono passate nelle competenze della Procura Federale, ovvero di Chinè. Dopo che ha svolto le indagini e ha interrogato i soggetti coinvolti, Chinè ha ritenuto di chiedere l’archiviazione del caso alla Procura del Coni, istanza che è stata accolta da quest’ultimo. Quindi, sul profilo meramente sportivo la vicenda è stata chiusa sia dalla FIGC che dal Coni. Le sue indagini riguardavano solo la denuncia avanzata da Rocca, gli altri elementi sono emersi successivamente e hanno comportato l’avviso di garanzia che poi è stato notificato a Gianluca Rocchi e al suo vice Gervasoni. Forse, ci sono altri fatti che non sappiamo e che non si limitano al solo caso di Rocca, ma questa indagine va avanti da anni. Dobbiamo valutare con attenzione questa vicenda e avere prudenza. Si parla di “scandalo” troppo facilmente, ma di ciò non ne vedo proprio. Se l’avvocato di Rocchi decida di avvalersi della facoltà di non rispondere, è normale, lo fanno in molti poiché i soggetti devono rispondere di cose di cui hanno cognizione, altrimenti una risposta incompleta può costituire un fardello per tutto il processo. Denuncia di Croce? È una situazione imbarazzante. Non mi capisco come un collega abbia potuto avanzare una segnalazione simile dopo che non ha visto che oltre la gomitata di Bastoni è stato dato anche un rigore alla squadra che parteggiava. Mi sorprende ancora di più che un Pm non si sia fidato delle prove a suo carico, ma si sia avvalorato della denuncia di un singolo tifoso. Io spero che il giudice e il Pm abbiano ben altro a disposizione, documentazioni e elementi indiziari, che possano portargli a prendere decisioni così severe nei confronti dell’intera classe arbitrale poiché, se poni sotto indagine il designatore e il suo vice, vuol dire che tutta la classe arbitrale è sotto accusa".

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29/04/2026 - 15:15

Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’esperto dirigente sportivo l’avvocato Eduardo Chiacchio: "Tutti gridano allo scandalo per il fatto che un designatore e vice designatore bussi alla porta d’ingresso della sala per far correggere un errore. Io cerco di far capire a tutti che dobbiamo essere attenti e prudenti. Le accuse rivolte a Gianluca Rocchi possono essere configurate come una violazione del protocollo Var catalogabile come abuso di potere o di ufficio. Al di là di questo, il fatto che un designatore e un vice designatore bussi alla porta d’ingresso di una sala per far correggere un errore non mi sembra un reato grave, anche perché grazie a quegli interventi Fabio Maresca, nostro concittadino, ha corretto due errori che avrebbero potuto condizionare il suo voto sulla partita. Le denunce che sono state proposte nel corso delle investigazioni sono state avanzate da alcuni soggetti dismessi dall’incarico, i cosiddetti “dismessi di turno”, che prima non denunciano niente, poi a partire dal giorno seguente alla loro uscita denunciavano a iosa tutti quelli che in passato li avevano giudicati e, addirittura, promossi e giudicati. Per questo motivo, penso che tutte queste denunce lasciano il tempo che trovano Io conosco il mondo arbitrale poiché ci ho avuto a che fare. In passato ho difeso il Procuratore arbitrale Roberto D’Onofrio che, anche se fu implicato in vicende penali di assoluta gravità, fu anche un procuratore bravo e severissimo. Di lui ammiro il modo in cui faceva le indagini. Grazie alla sua inflessibilità, quando ci trovammo di fronte allo scandalo di “Rimborsopoli”, molti arbitri riuscirono a finire la loro carriera. Fu lui che mi fece vedere tutte queste denunce fatte dai vari dismessi di turno. Dobbiamo ampliare gli orizzonti e capire un po’ meglio il funzionamento della giustizia sportiva. Dopo che il Procuratore arbitrale è stato allontanato per noti motivi giudiziari, la norma è cambiata e le indagini sui componenti dell’AIA sono passate nelle competenze della Procura Federale, ovvero di Chinè. Dopo che ha svolto le indagini e ha interrogato i soggetti coinvolti, Chinè ha ritenuto di chiedere l’archiviazione del caso alla Procura del Coni, istanza che è stata accolta da quest’ultimo. Quindi, sul profilo meramente sportivo la vicenda è stata chiusa sia dalla FIGC che dal Coni. Le sue indagini riguardavano solo la denuncia avanzata da Rocca, gli altri elementi sono emersi successivamente e hanno comportato l’avviso di garanzia che poi è stato notificato a Gianluca Rocchi e al suo vice Gervasoni. Forse, ci sono altri fatti che non sappiamo e che non si limitano al solo caso di Rocca, ma questa indagine va avanti da anni. Dobbiamo valutare con attenzione questa vicenda e avere prudenza. Si parla di “scandalo” troppo facilmente, ma di ciò non ne vedo proprio. Se l’avvocato di Rocchi decida di avvalersi della facoltà di non rispondere, è normale, lo fanno in molti poiché i soggetti devono rispondere di cose di cui hanno cognizione, altrimenti una risposta incompleta può costituire un fardello per tutto il processo. Denuncia di Croce? È una situazione imbarazzante. Non mi capisco come un collega abbia potuto avanzare una segnalazione simile dopo che non ha visto che oltre la gomitata di Bastoni è stato dato anche un rigore alla squadra che parteggiava. Mi sorprende ancora di più che un Pm non si sia fidato delle prove a suo carico, ma si sia avvalorato della denuncia di un singolo tifoso. Io spero che il giudice e il Pm abbiano ben altro a disposizione, documentazioni e elementi indiziari, che possano portargli a prendere decisioni così severe nei confronti dell’intera classe arbitrale poiché, se poni sotto indagine il designatore e il suo vice, vuol dire che tutta la classe arbitrale è sotto accusa".