Paolo De Paola, giornalista, è intervenuto a L'Editoriale su TMW Radio: "Confermare Baldini c.t? Assolutamente sì, perché rappresenta una rottura con tutto quel circoletto di potere che vediamo a Roma. Noi siamo costretti a vedere ancora questa lotta fra Abete e Malagò per la poltrona, con la prospettiva di non cambiare praticamente nulla. Non mi interessa se ci sono nomi più affermati rispetto a lui francamente. Non mi spiego per dire come si possa candidare ancora Mancini, che ha lasciato la Nazionale per andare dopo una settimana in Arabia Saudita per venticinque milioni netti all'anno. Baldini ha dato un'impronta differente, anche nel concepire il calcio e la vita. Non se ne può più dei palazzi del potere, serve una scelta di rottura. Basta anche con tutti quei giocatori che con l'Italia non hanno dimostrato attaccamento, va fatta tabula rasa. Non mi baso insomma sui risultati delle due partite, ma sul vento nuovo che deve spirare a partire dalle convocazioni del commissario tecnico. In Italia serve gente che abbia i piedi per terra come Baldini, che ha una scala gerarchica molto chiara della priorità. È una persona vera. Mondiali? Io tiferò Brasile e Ancelotti, dato che quest'ultimo è proprio una di quelle figure che spiega il calcio senza farlo scendere dal cielo. È uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio ed è ricordato come una brava persona ovunque sia andato. È risucito ad arrivare ai massimi livelli senza tradire la sua semplicità e il suo modo di essere. L'Italia ha bisogno di questi personaggi autentici e tiferò il Brasile proprio perché lì intravedo la parte sana dell'Italia. Milan? Questo Milan non riesce a sganciarsi dalle due anime che lo dividono. Inoltre nella gestione americana c'è anche poca fiducia in quel che è italiano. Le due anime comunque sono ovviamente quella di Ibrahimovic e quella di Cardinale e Calvelli".
di Napoli Magazine
08/06/2026 - 19:47
Paolo De Paola, giornalista, è intervenuto a L'Editoriale su TMW Radio: "Confermare Baldini c.t? Assolutamente sì, perché rappresenta una rottura con tutto quel circoletto di potere che vediamo a Roma. Noi siamo costretti a vedere ancora questa lotta fra Abete e Malagò per la poltrona, con la prospettiva di non cambiare praticamente nulla. Non mi interessa se ci sono nomi più affermati rispetto a lui francamente. Non mi spiego per dire come si possa candidare ancora Mancini, che ha lasciato la Nazionale per andare dopo una settimana in Arabia Saudita per venticinque milioni netti all'anno. Baldini ha dato un'impronta differente, anche nel concepire il calcio e la vita. Non se ne può più dei palazzi del potere, serve una scelta di rottura. Basta anche con tutti quei giocatori che con l'Italia non hanno dimostrato attaccamento, va fatta tabula rasa. Non mi baso insomma sui risultati delle due partite, ma sul vento nuovo che deve spirare a partire dalle convocazioni del commissario tecnico. In Italia serve gente che abbia i piedi per terra come Baldini, che ha una scala gerarchica molto chiara della priorità. È una persona vera. Mondiali? Io tiferò Brasile e Ancelotti, dato che quest'ultimo è proprio una di quelle figure che spiega il calcio senza farlo scendere dal cielo. È uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio ed è ricordato come una brava persona ovunque sia andato. È risucito ad arrivare ai massimi livelli senza tradire la sua semplicità e il suo modo di essere. L'Italia ha bisogno di questi personaggi autentici e tiferò il Brasile proprio perché lì intravedo la parte sana dell'Italia. Milan? Questo Milan non riesce a sganciarsi dalle due anime che lo dividono. Inoltre nella gestione americana c'è anche poca fiducia in quel che è italiano. Le due anime comunque sono ovviamente quella di Ibrahimovic e quella di Cardinale e Calvelli".