Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Carmine Gautieri, allenatore ed ex attaccante, tra le tante, di Napoli e Roma.
Mister, stasera per il Napoli è necessaria una vittoria a ogni costo contro una squadra che, negli anni passati, proprio in Champions League ha dimostrato alle italiane tutto il proprio valore. Quali insidie nasconde il Bodø/Glimt per i partenopei?
“Sicuramente nasconde tante insidie. Sarà una partita in cui servirà molta attenzione, perché è fondamentale per il momento che sta attraversando il Napoli. Dopo la sconfitta contro il Venezia e quella contro il Villarreal, è normale che stasera la squadra debba cercare assolutamente di ottenere un risultato importante. Non può permettersi di perdere un'altra partita. La Champions League è un obiettivo, anche se non credo che il Napoli possa vincerla in questo momento. Secondo il mio punto di vista, forse vedremo un'italiana vincere la Champions tra quindici anni. Naturalmente, il calcio non è una scienza esatta e tutto può succedere, ma il Napoli deve assolutamente cercare di andare avanti nella competizione".
Il Napoli di Allegri ha iniziato la stagione in salita. È chiaro che, dopo l'addio di un allenatore dal pedigree importante come Antonio Conte, che in due stagioni ha portato a casa due trofei nonostante errori e alti e bassi, chiunque avrebbe probabilmente faticato nel confronto. Lei ha la sensazione che, in queste prime giornate di campionato e in Champions League, il Napoli avrebbe potuto fare qualcosa in più?
“Si può sempre fare qualcosa in più. Bisogna però capire come farlo: sembra una distinzione sottile, ma in realtà è molto importante. Penso che il Napoli debba assolutamente cambiare qualcosa, perché le qualità della rosa e quelle dell'allenatore sono tali da permettergli di fare meglio. Allegri è un allenatore vincente e il Napoli, negli ultimi anni, ha conquistato due scudetti. Parliamo di una piazza importante, con un grande blasone, nella quale tutti si aspettano qualcosa in più. È normale che il Napoli debba migliorare, perché quello che sta facendo finora non è all'altezza della rosa che ha a disposizione. Non significa che sia tutto da buttare, ma sicuramente ci si aspetta di più. Io, comunque, confido molto in Massimiliano Allegri, perché è un allenatore che riesce spesso a trovare soluzioni vincenti".
Stasera gioca anche la Roma, in casa contro lo Slovan Bratislava. Sulla carta, quella dei giallorossi sembra una sfida più semplice rispetto a quella del Napoli. Ma è realmente così?
“Dico sempre che la Champions League è una competizione completamente diversa dal campionato. Partite semplici non ce ne sono, anche una squadra che sulla carta è più debole può avere le qualità per vincere. Per quello che sta dimostrando, la Roma ha sicuramente buone possibilità di ottenere un risultato positivo. Lo ha dimostrato anche contro il Real Madrid, quando avrebbe meritato la vittoria, anche se poi gli episodi non le hanno dato ragione".
Le due squadre si affronteranno anche sabato al Maradona. È inutile nascondere che, in questo momento, la Roma sembra arrivare meglio a questa sfida. Le chiedo allora il contrario rispetto a prima: quali insidie può nascondere il Napoli per i giallorossi in vista della partita di sabato?
“Sono due squadre che giocano un calcio completamente diverso. La Roma cerca spesso l'uno contro uno e riesce a sfruttare gli spazi anche per trenta o quaranta metri. Il Napoli, invece, tende a costruire maggiormente il gioco per poi cercare di ripartire. Una delle insidie per la Roma potrebbe essere proprio questa: se il Napoli riuscisse a recuperare palla e a ripartire rapidamente, potrebbe farle male. Dall'altra parte, se i giallorossi riuscissero a giocare stabilmente nella metà campo avversaria, tra i venti e i venticinque metri dalla porta, potrebbero mettere in difficoltà gli azzurri. Sarà interessante vedere quale delle due squadre riuscirà a imporre il proprio gioco".
Mister, lei è stato un attaccante e non possiamo non affrontare il tema Lorenzo Lucca. Al netto dei dubbi sulle sue qualità tecniche, che secondo alcuni non sarebbero adeguate a una squadra come il Napoli, sembra esserci qualcosa che va oltre il semplice aspetto tecnico e che incide sulle prestazioni del centravanti non trova?
“Non credo che si possa dire semplicemente che Lucca non abbia le qualità per giocare in una squadra come il Napoli. Quando un calciatore incontra le prime difficoltà, viene subito etichettato come scarso, ma bisogna considerare anche la personalità. Se Lucca stesse vivendo le stesse difficoltà a Udine, probabilmente sarebbe giudicato in modo diverso. Le pressioni sono differenti, l'ambiente è diverso e tutto questo incide anche sull'aspetto emotivo. Il ragazzo sta attraversando un momento complicato e non sempre viene aiutato a superarlo. Naturalmente, c'è anche una questione di personalità. Racconto un episodio della mia carriera: quando giocavo a Piacenza, arrivai dalla Roma con grandi aspettative. Tutti pensavano che avrei potuto fare la differenza, ma nei primi cinque mesi, dopo il mio arrivo nel mercato di gennaio, vissi un periodo davvero disastroso. La gente mi contestava e al ritiro precampionato successivo, durante la presentazione, sentivo gridare: "Vai via!". Non riuscivo a ripetere quello che avevo fatto in precedenza. Poi, durante una partita di Coppa Italia in casa contro il Piacenza, ricevetti il pallone sulla fascia, feci una giocata straordinaria, con un tunnel, e servii un assist vincente. Da quel momento cambiò tutto, cambiò il mio modo di giocare, iniziò un altro campionato e la gente cominciò ad applaudirmi. Quando poi andai via, c'erano persone che piangevano e tanti cori per me. Ti racconto questo per farti capire che, a volte, basta un episodio per sbloccarsi. Io, però, fui anche aiutato dall'ambiente e non venni etichettato definitivamente per le difficoltà iniziali. Questo fece la differenza".
La Roma può contare su Malen, che da quando è arrivato sembra essere uno degli attaccanti più in forma d'Europa. Dove può arrivare nella sua carriera? Può ambire a un top club che lotti per vincere la Champions League?
“Malen è un attaccante che ha grandi qualità. Ha un allenatore che riesce a metterlo nelle condizioni di esprimersi al massimo e lo abbiamo visto anche nella scorsa stagione, quando ha giocato contro il Napoli. Già al primo controllo riesce a fare male agli avversari. Ha movenze che ricordano quelle di Ronaldo il Fenomeno ed è un giocatore che vede la porta. Secondo me, questo ragazzo ha le qualità per giocare anche in un top club come il Barcellona, il Manchester City o l'Arsenal. Lo sta dimostrando con le sue prestazioni".
di Napoli Magazine
20/10/2026 - 15:06
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Carmine Gautieri, allenatore ed ex attaccante, tra le tante, di Napoli e Roma.
Mister, stasera per il Napoli è necessaria una vittoria a ogni costo contro una squadra che, negli anni passati, proprio in Champions League ha dimostrato alle italiane tutto il proprio valore. Quali insidie nasconde il Bodø/Glimt per i partenopei?
“Sicuramente nasconde tante insidie. Sarà una partita in cui servirà molta attenzione, perché è fondamentale per il momento che sta attraversando il Napoli. Dopo la sconfitta contro il Venezia e quella contro il Villarreal, è normale che stasera la squadra debba cercare assolutamente di ottenere un risultato importante. Non può permettersi di perdere un'altra partita. La Champions League è un obiettivo, anche se non credo che il Napoli possa vincerla in questo momento. Secondo il mio punto di vista, forse vedremo un'italiana vincere la Champions tra quindici anni. Naturalmente, il calcio non è una scienza esatta e tutto può succedere, ma il Napoli deve assolutamente cercare di andare avanti nella competizione".
Il Napoli di Allegri ha iniziato la stagione in salita. È chiaro che, dopo l'addio di un allenatore dal pedigree importante come Antonio Conte, che in due stagioni ha portato a casa due trofei nonostante errori e alti e bassi, chiunque avrebbe probabilmente faticato nel confronto. Lei ha la sensazione che, in queste prime giornate di campionato e in Champions League, il Napoli avrebbe potuto fare qualcosa in più?
“Si può sempre fare qualcosa in più. Bisogna però capire come farlo: sembra una distinzione sottile, ma in realtà è molto importante. Penso che il Napoli debba assolutamente cambiare qualcosa, perché le qualità della rosa e quelle dell'allenatore sono tali da permettergli di fare meglio. Allegri è un allenatore vincente e il Napoli, negli ultimi anni, ha conquistato due scudetti. Parliamo di una piazza importante, con un grande blasone, nella quale tutti si aspettano qualcosa in più. È normale che il Napoli debba migliorare, perché quello che sta facendo finora non è all'altezza della rosa che ha a disposizione. Non significa che sia tutto da buttare, ma sicuramente ci si aspetta di più. Io, comunque, confido molto in Massimiliano Allegri, perché è un allenatore che riesce spesso a trovare soluzioni vincenti".
Stasera gioca anche la Roma, in casa contro lo Slovan Bratislava. Sulla carta, quella dei giallorossi sembra una sfida più semplice rispetto a quella del Napoli. Ma è realmente così?
“Dico sempre che la Champions League è una competizione completamente diversa dal campionato. Partite semplici non ce ne sono, anche una squadra che sulla carta è più debole può avere le qualità per vincere. Per quello che sta dimostrando, la Roma ha sicuramente buone possibilità di ottenere un risultato positivo. Lo ha dimostrato anche contro il Real Madrid, quando avrebbe meritato la vittoria, anche se poi gli episodi non le hanno dato ragione".
Le due squadre si affronteranno anche sabato al Maradona. È inutile nascondere che, in questo momento, la Roma sembra arrivare meglio a questa sfida. Le chiedo allora il contrario rispetto a prima: quali insidie può nascondere il Napoli per i giallorossi in vista della partita di sabato?
“Sono due squadre che giocano un calcio completamente diverso. La Roma cerca spesso l'uno contro uno e riesce a sfruttare gli spazi anche per trenta o quaranta metri. Il Napoli, invece, tende a costruire maggiormente il gioco per poi cercare di ripartire. Una delle insidie per la Roma potrebbe essere proprio questa: se il Napoli riuscisse a recuperare palla e a ripartire rapidamente, potrebbe farle male. Dall'altra parte, se i giallorossi riuscissero a giocare stabilmente nella metà campo avversaria, tra i venti e i venticinque metri dalla porta, potrebbero mettere in difficoltà gli azzurri. Sarà interessante vedere quale delle due squadre riuscirà a imporre il proprio gioco".
Mister, lei è stato un attaccante e non possiamo non affrontare il tema Lorenzo Lucca. Al netto dei dubbi sulle sue qualità tecniche, che secondo alcuni non sarebbero adeguate a una squadra come il Napoli, sembra esserci qualcosa che va oltre il semplice aspetto tecnico e che incide sulle prestazioni del centravanti non trova?
“Non credo che si possa dire semplicemente che Lucca non abbia le qualità per giocare in una squadra come il Napoli. Quando un calciatore incontra le prime difficoltà, viene subito etichettato come scarso, ma bisogna considerare anche la personalità. Se Lucca stesse vivendo le stesse difficoltà a Udine, probabilmente sarebbe giudicato in modo diverso. Le pressioni sono differenti, l'ambiente è diverso e tutto questo incide anche sull'aspetto emotivo. Il ragazzo sta attraversando un momento complicato e non sempre viene aiutato a superarlo. Naturalmente, c'è anche una questione di personalità. Racconto un episodio della mia carriera: quando giocavo a Piacenza, arrivai dalla Roma con grandi aspettative. Tutti pensavano che avrei potuto fare la differenza, ma nei primi cinque mesi, dopo il mio arrivo nel mercato di gennaio, vissi un periodo davvero disastroso. La gente mi contestava e al ritiro precampionato successivo, durante la presentazione, sentivo gridare: "Vai via!". Non riuscivo a ripetere quello che avevo fatto in precedenza. Poi, durante una partita di Coppa Italia in casa contro il Piacenza, ricevetti il pallone sulla fascia, feci una giocata straordinaria, con un tunnel, e servii un assist vincente. Da quel momento cambiò tutto, cambiò il mio modo di giocare, iniziò un altro campionato e la gente cominciò ad applaudirmi. Quando poi andai via, c'erano persone che piangevano e tanti cori per me. Ti racconto questo per farti capire che, a volte, basta un episodio per sbloccarsi. Io, però, fui anche aiutato dall'ambiente e non venni etichettato definitivamente per le difficoltà iniziali. Questo fece la differenza".
La Roma può contare su Malen, che da quando è arrivato sembra essere uno degli attaccanti più in forma d'Europa. Dove può arrivare nella sua carriera? Può ambire a un top club che lotti per vincere la Champions League?
“Malen è un attaccante che ha grandi qualità. Ha un allenatore che riesce a metterlo nelle condizioni di esprimersi al massimo e lo abbiamo visto anche nella scorsa stagione, quando ha giocato contro il Napoli. Già al primo controllo riesce a fare male agli avversari. Ha movenze che ricordano quelle di Ronaldo il Fenomeno ed è un giocatore che vede la porta. Secondo me, questo ragazzo ha le qualità per giocare anche in un top club come il Barcellona, il Manchester City o l'Arsenal. Lo sta dimostrando con le sue prestazioni".