A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Francesco Parravicini: "Marianucci fu preso alla Pro Sesto negli ultimi giorni di mercato, serviva un difensore giovane. Si presentò a due giorni dalla seconda giornata di campionato, rimasi sorpreso dalle sue qualità. E lo lanciai subito titolare a dispetto di un giocatore esperto che avevo nella rosa. Marianucci ha personalità, a volte può essere superficiale perché ha tanta sicurezza nel giocare, ha struttura fisica ed è dinamico a livello motorio. Quest'anno secondo me gli è stato importante, penso che abbia preso coscienza che a questi livelli non può permettersi determinate superficialità. Mi auguro abbia maturato consapevolezza. Marianucci più da difesa a tre o a quattro? Va benissimo in entrambe le situazioni, sarà un vantaggio per lui giocare a tre. Sono sicuro che troverà spazio, non può non giocare per il livello del calcio italiano. Mi auguro che trovi continuità. Per tutti i giocatori è fondamentale giocare, il primo problema di questo calcio italiano è che non abbiamo italiani. Ha potenzialità per farlo anche al Napoli. Ha già tutte le potenzialità, deve crescere. Il problema della dispersione del talento in Italia? Il calcio è specchio del Paese. I problemi sono tanti. La differenza con la Spagna è che i giovani giocano. Nelle nazionali giovanili vincono, dimostrano di essere superiori, ma negli altri Paesi giocano e qui no. Uno come Marianucci, se gioca, è un papabile giocatore da Nazionale. Vedo tanta Serie C, che è lo specchio della Serie A. Noi partiamo dalla tattica e poi mettiamo dentro intensità e ritmo, mentre negli altri Paesi fanno il contrario. Punterei un euro su Marianucci, ma mi piace molto anche Gaetano. Per il futuro cosa bolle in pentola? Ci vuole pazienza, ho avuto diversi colloqui, speriamo presto di trovare una panchina".
di Napoli Magazine
11/06/2026 - 16:37
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Francesco Parravicini: "Marianucci fu preso alla Pro Sesto negli ultimi giorni di mercato, serviva un difensore giovane. Si presentò a due giorni dalla seconda giornata di campionato, rimasi sorpreso dalle sue qualità. E lo lanciai subito titolare a dispetto di un giocatore esperto che avevo nella rosa. Marianucci ha personalità, a volte può essere superficiale perché ha tanta sicurezza nel giocare, ha struttura fisica ed è dinamico a livello motorio. Quest'anno secondo me gli è stato importante, penso che abbia preso coscienza che a questi livelli non può permettersi determinate superficialità. Mi auguro abbia maturato consapevolezza. Marianucci più da difesa a tre o a quattro? Va benissimo in entrambe le situazioni, sarà un vantaggio per lui giocare a tre. Sono sicuro che troverà spazio, non può non giocare per il livello del calcio italiano. Mi auguro che trovi continuità. Per tutti i giocatori è fondamentale giocare, il primo problema di questo calcio italiano è che non abbiamo italiani. Ha potenzialità per farlo anche al Napoli. Ha già tutte le potenzialità, deve crescere. Il problema della dispersione del talento in Italia? Il calcio è specchio del Paese. I problemi sono tanti. La differenza con la Spagna è che i giovani giocano. Nelle nazionali giovanili vincono, dimostrano di essere superiori, ma negli altri Paesi giocano e qui no. Uno come Marianucci, se gioca, è un papabile giocatore da Nazionale. Vedo tanta Serie C, che è lo specchio della Serie A. Noi partiamo dalla tattica e poi mettiamo dentro intensità e ritmo, mentre negli altri Paesi fanno il contrario. Punterei un euro su Marianucci, ma mi piace molto anche Gaetano. Per il futuro cosa bolle in pentola? Ci vuole pazienza, ho avuto diversi colloqui, speriamo presto di trovare una panchina".