Calcio
SASSUOLO - Carnevali: "Non ci sono più bandiere come Berardi, De Zerbi è un allenatore che incanta"
07.05.2026 12:22 di Napoli Magazine
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Il Sassuolo sbarca negli Stati Uniti. L'Amministratore Delegato e Direttore Generale Giovanni Carnevali, infatti, ha rilasciato un'intervista a The New York Times per raccontare l'ecosistema neroverde a pochi giorni dalla vittoria per 2-0 sul Milan di Max Allegri. Dall'estro di Domenico Berardi, che a 31 anni continua a incantare il Mapei, passando per i ricordi di Euro2021 e il rapporto con Roberto De Zerbi.

"È la bellezza del nostro gioco che sta svanendo. Non ci sono più bandiere", ha esordito Carnevali, riferendosi proprio a Berardi. Dal poker contro i rossoneri nel 2014, fino al gol in apertura di nuovo contro il Milan, di nuovo contro Massimiliano Allegri. "I giocatori di oggi sono attratti dai soldi e si spostano di qua e di là. Domenico è cresciuto con noi. Ha iniziato con noi e ha avuto tante opportunità per andarsene".

Nel corso degli anni le offerte per Berardi non sono di certo mancate. "Ma ha preferito restare al Sassuolo - ha raccontato l'AD. Stavamo giocando in Europa League per la prima volta. E per lui giocare in Europa con il club che l’ha cresciuto era qualcosa di straordinario. Penso che avere Berardi nella nostra squadra, nel nostro club di calcio, sia sempre stata una specie di nostra forza".

La conversazione, poi, si sposta su altri temi. A partire dall'Europeo 2021 vinto dall'Italia di Roberto Mancini, con protagonisti diversi giocatori nati e cresciuti al Sassuolo. "Sensi è stato uno dei primi ad andare in Nazionale, poi l'hanno seguito in molti", racconta Carnevali. A Wembley, c'erano Raspadori, Locatelli e proprio Mimmo Berardi. "Per noi era difficile immaginare che un club come il nostro potesse fornire giocatori alla nazionale italiana; eppure l’abbiamo fatto, e agli Europei siamo riusciti a vincere, diventando campioni d’Europa con giocatori del Sassuolo. Questi sono i successi che ti riempiono di una soddisfazione immensa".

Con la stagione 2025/2026 che si avvicina sempre più alla fine, il Sassuolo sogna di chiudere il campionato nella metà 'di sinistra' della classifica. Un risultato che non si vede dai tempi di Roberto De Zerbi sulla panchina neroverde. E proprio Carnevali ricorda con piacere quei momenti, raccontando il rapporto con l'allenatore italiano, oggi alla guida del Tottenham dopo l'addio al Marsiglia. "Per me, De Zerbi è un allenatore che, quando lo vedo dirigere in campo, ti incanta davvero. Guardare la squadra allenarsi con De Zerbi è davvero una cosa di una bellezza, perché si vede proprio l’influenza dell’allenatore".

La speranza di Carnevali, come si legge tra le righe dell'intervista a The New York Times, è quella di riuscire a far visita a Londra a RDZ prima che la stagione finisca "E questa sua influenza si nota ancora di più durante le partite; la capacità di dare un’identità alla squadra. De Zerbi lo ha sempre fatto per noi in quei tre anni, abbracciando la filosofia del Sassuolo di provare ad attaccare e giocare un calcio bello e spettacolare".

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SASSUOLO - Carnevali: "Non ci sono più bandiere come Berardi, De Zerbi è un allenatore che incanta"

di Napoli Magazine

07/05/2026 - 12:22

Il Sassuolo sbarca negli Stati Uniti. L'Amministratore Delegato e Direttore Generale Giovanni Carnevali, infatti, ha rilasciato un'intervista a The New York Times per raccontare l'ecosistema neroverde a pochi giorni dalla vittoria per 2-0 sul Milan di Max Allegri. Dall'estro di Domenico Berardi, che a 31 anni continua a incantare il Mapei, passando per i ricordi di Euro2021 e il rapporto con Roberto De Zerbi.

"È la bellezza del nostro gioco che sta svanendo. Non ci sono più bandiere", ha esordito Carnevali, riferendosi proprio a Berardi. Dal poker contro i rossoneri nel 2014, fino al gol in apertura di nuovo contro il Milan, di nuovo contro Massimiliano Allegri. "I giocatori di oggi sono attratti dai soldi e si spostano di qua e di là. Domenico è cresciuto con noi. Ha iniziato con noi e ha avuto tante opportunità per andarsene".

Nel corso degli anni le offerte per Berardi non sono di certo mancate. "Ma ha preferito restare al Sassuolo - ha raccontato l'AD. Stavamo giocando in Europa League per la prima volta. E per lui giocare in Europa con il club che l’ha cresciuto era qualcosa di straordinario. Penso che avere Berardi nella nostra squadra, nel nostro club di calcio, sia sempre stata una specie di nostra forza".

La conversazione, poi, si sposta su altri temi. A partire dall'Europeo 2021 vinto dall'Italia di Roberto Mancini, con protagonisti diversi giocatori nati e cresciuti al Sassuolo. "Sensi è stato uno dei primi ad andare in Nazionale, poi l'hanno seguito in molti", racconta Carnevali. A Wembley, c'erano Raspadori, Locatelli e proprio Mimmo Berardi. "Per noi era difficile immaginare che un club come il nostro potesse fornire giocatori alla nazionale italiana; eppure l’abbiamo fatto, e agli Europei siamo riusciti a vincere, diventando campioni d’Europa con giocatori del Sassuolo. Questi sono i successi che ti riempiono di una soddisfazione immensa".

Con la stagione 2025/2026 che si avvicina sempre più alla fine, il Sassuolo sogna di chiudere il campionato nella metà 'di sinistra' della classifica. Un risultato che non si vede dai tempi di Roberto De Zerbi sulla panchina neroverde. E proprio Carnevali ricorda con piacere quei momenti, raccontando il rapporto con l'allenatore italiano, oggi alla guida del Tottenham dopo l'addio al Marsiglia. "Per me, De Zerbi è un allenatore che, quando lo vedo dirigere in campo, ti incanta davvero. Guardare la squadra allenarsi con De Zerbi è davvero una cosa di una bellezza, perché si vede proprio l’influenza dell’allenatore".

La speranza di Carnevali, come si legge tra le righe dell'intervista a The New York Times, è quella di riuscire a far visita a Londra a RDZ prima che la stagione finisca "E questa sua influenza si nota ancora di più durante le partite; la capacità di dare un’identità alla squadra. De Zerbi lo ha sempre fatto per noi in quei tre anni, abbracciando la filosofia del Sassuolo di provare ad attaccare e giocare un calcio bello e spettacolare".