Stefano De Grandis, giornalista Sky, ha parlato a Sky Sport della finale dei playoff per la qualificazione Mondiale tra Bosnia-Erzegovina e Italia: “A livello psicologico nella prima partita hai fatto passi avanti, hai avuto alcune risposte. Poi devi migliorare: non mi è piaciuto il primo tempo, con gioco orizzontale e manovra lenta, la sensazione di una nazionale a metà. Locatelli in Nazionale non è lo stesso della Juve: con Spalletti applica dei dettami chiari, qui è un po' scolastico contro una squadra che si chiude: non abbiamo Pirlo, è abbastanza chiaro. Però hai messo sotto un’avversaria inferiore, puoi fare lo stesso in Bosnia: credo ci siano le premesse per fare bene. Gattuso sembra intenzionato a schierare ancora Retegui-Kean dall’inizio? Sono abbastanza d’accordo. Pio Esposito ha dato vivacità, come fa sempre e come gli succede anche all’Inter: vuol dire che può entrare anche dalla panchina. E poi non dimentico cosa ha fatto Retegui: nelle qualificazioni europei ha fatto cinque gol, come Kean. Questa coppia è stata l’unica cosa indiscutibile di questa Nazionale: con l’Irlanda del Nord non gli arrivava la palla, poi è vero che non è nelle migliori condizioni, ma è uno che sa dov’è la porta. Io mi tengo Retegui, con le sue capacità, e mi tengo il fatto che Pio Esposito, nel corso di una partita, ti può fare la differenza e aiutare moltissimo. Dzeko? La sua forza è essere freddo davanti alla porta, poter fare gol e decidere. È anche vero che ha 40 anni e alla Fiorentina non è andato bene, che gioca in seconda divisione tedesca e che forse il meglio l’ha dato in precedenza. In una gara dentro o fuori devi stare attento a tante cose. Poi esistono discorsi tecnici: noi abbiamo perso con questa nazionale una sola volta, l’ultima partita di Sacchi, ed era un’amichevole”.
di Napoli Magazine
29/03/2026 - 20:48
Stefano De Grandis, giornalista Sky, ha parlato a Sky Sport della finale dei playoff per la qualificazione Mondiale tra Bosnia-Erzegovina e Italia: “A livello psicologico nella prima partita hai fatto passi avanti, hai avuto alcune risposte. Poi devi migliorare: non mi è piaciuto il primo tempo, con gioco orizzontale e manovra lenta, la sensazione di una nazionale a metà. Locatelli in Nazionale non è lo stesso della Juve: con Spalletti applica dei dettami chiari, qui è un po' scolastico contro una squadra che si chiude: non abbiamo Pirlo, è abbastanza chiaro. Però hai messo sotto un’avversaria inferiore, puoi fare lo stesso in Bosnia: credo ci siano le premesse per fare bene. Gattuso sembra intenzionato a schierare ancora Retegui-Kean dall’inizio? Sono abbastanza d’accordo. Pio Esposito ha dato vivacità, come fa sempre e come gli succede anche all’Inter: vuol dire che può entrare anche dalla panchina. E poi non dimentico cosa ha fatto Retegui: nelle qualificazioni europei ha fatto cinque gol, come Kean. Questa coppia è stata l’unica cosa indiscutibile di questa Nazionale: con l’Irlanda del Nord non gli arrivava la palla, poi è vero che non è nelle migliori condizioni, ma è uno che sa dov’è la porta. Io mi tengo Retegui, con le sue capacità, e mi tengo il fatto che Pio Esposito, nel corso di una partita, ti può fare la differenza e aiutare moltissimo. Dzeko? La sua forza è essere freddo davanti alla porta, poter fare gol e decidere. È anche vero che ha 40 anni e alla Fiorentina non è andato bene, che gioca in seconda divisione tedesca e che forse il meglio l’ha dato in precedenza. In una gara dentro o fuori devi stare attento a tante cose. Poi esistono discorsi tecnici: noi abbiamo perso con questa nazionale una sola volta, l’ultima partita di Sacchi, ed era un’amichevole”.