Gerard Deulofeu è tornato a parlare dopo diverso tempo che non lo faceva. Lo spagnolo infatti non disputa una partita ufficiale da quasi 3 anni e ha commentato ai microfoni di TV12 quella che è la sua condizione fisica e la sua vita da svincolato: "Sono migliorato tanto, ma mi manca il campo. Sono carico perché mi posso allenare ogni giorno, mentre prima non lo potevo fare a causa dell'infortunio. Mi godo la bella stagione che sta facendo la squadra (Udinese, ndr) e provo a rientrare nel 2026: farò un tentativo prima di giugno, sarà molto importante perché la gamba è quasi pronta. A livello muscolare è come quella dei giocatori, il problema è la cartilagine: quando non ce l'hai fai molta difficoltà".
Vive ancora a Udine.
"Qui sto molto bene, la possibilità di rimanere a Udine anche in futuro c'è perché è un posto tranquillo rispetto a città come Madrid o Barcellona. Non penso a cosa farò quando avrò smesso, sono concentrato sul tornare in campo: voglio fare la storia come giocatore che è tornato dal più lungo infortunio. Sto bene in Friuli perché sono dove voglio essere, non vorrei essere da nessuna altra parte".
Come si è svolto il suo recupero? Si sente ancora un giocatore dell'Udinese?
"Ogni mattina sono con il gruppo, lavoriamo a orari diversi perché non li voglio disturbare, ma sono lì con loro. Con Gokhan Inler c'è un rapporto speciale, ci alleniamo insieme e sta facendo un lavoro straordinario. Mi piace molto quello che vedo nel gruppo, c'è un allenatore molto esigente che non fa passare nulla, ma va bene così perché l'attenzione deve rimanere alta. Vedo una squadra ottima, abbiamo sbagliato qualche possibilità per andare in posizioni europee, ma abbiamo vinto delle partite giocando molto bene contro squadre importanti. Ogni squadra soffre contro di noi".
Che sensazioni ha?
"Io ho dovuto lasciare il campo a 28 anni, ora ne ho 31 ma a livello muscolare io sento di poter ancora fare la differenza in campo. La mia famiglia è il mio sostegno e mi sento ancora un ragazzino fisicamente: l'unica cosa che mi manca è sistemare il ginocchio. Sento ancora dolore costante: non essendoci la cartilagine le ossa si sfregano e mi fa male".
Iker Bravo non sta giocando come ci si aspettava.
"Mi dispiace che non stia andando bene perché ci tengo molto che giochi qui e lo faccia bene. Quando sei giovane a volte non vedi le situazioni in prospettiva, provo a parlargli e a fargli capire la fortuna di essere all'Udinese. Molti giovani pensano alle squadre in cui andranno dopo aver giocato all'Udinese, così facendo non pensano però al bene della squadra. Iker ha tanto talento, vuole giocare ma prima deve capire quello che vuole l'allenatore. Deve sfruttare i minuti che gli vengono concessi".
di Napoli Magazine
12/01/2026 - 22:42
Gerard Deulofeu è tornato a parlare dopo diverso tempo che non lo faceva. Lo spagnolo infatti non disputa una partita ufficiale da quasi 3 anni e ha commentato ai microfoni di TV12 quella che è la sua condizione fisica e la sua vita da svincolato: "Sono migliorato tanto, ma mi manca il campo. Sono carico perché mi posso allenare ogni giorno, mentre prima non lo potevo fare a causa dell'infortunio. Mi godo la bella stagione che sta facendo la squadra (Udinese, ndr) e provo a rientrare nel 2026: farò un tentativo prima di giugno, sarà molto importante perché la gamba è quasi pronta. A livello muscolare è come quella dei giocatori, il problema è la cartilagine: quando non ce l'hai fai molta difficoltà".
Vive ancora a Udine.
"Qui sto molto bene, la possibilità di rimanere a Udine anche in futuro c'è perché è un posto tranquillo rispetto a città come Madrid o Barcellona. Non penso a cosa farò quando avrò smesso, sono concentrato sul tornare in campo: voglio fare la storia come giocatore che è tornato dal più lungo infortunio. Sto bene in Friuli perché sono dove voglio essere, non vorrei essere da nessuna altra parte".
Come si è svolto il suo recupero? Si sente ancora un giocatore dell'Udinese?
"Ogni mattina sono con il gruppo, lavoriamo a orari diversi perché non li voglio disturbare, ma sono lì con loro. Con Gokhan Inler c'è un rapporto speciale, ci alleniamo insieme e sta facendo un lavoro straordinario. Mi piace molto quello che vedo nel gruppo, c'è un allenatore molto esigente che non fa passare nulla, ma va bene così perché l'attenzione deve rimanere alta. Vedo una squadra ottima, abbiamo sbagliato qualche possibilità per andare in posizioni europee, ma abbiamo vinto delle partite giocando molto bene contro squadre importanti. Ogni squadra soffre contro di noi".
Che sensazioni ha?
"Io ho dovuto lasciare il campo a 28 anni, ora ne ho 31 ma a livello muscolare io sento di poter ancora fare la differenza in campo. La mia famiglia è il mio sostegno e mi sento ancora un ragazzino fisicamente: l'unica cosa che mi manca è sistemare il ginocchio. Sento ancora dolore costante: non essendoci la cartilagine le ossa si sfregano e mi fa male".
Iker Bravo non sta giocando come ci si aspettava.
"Mi dispiace che non stia andando bene perché ci tengo molto che giochi qui e lo faccia bene. Quando sei giovane a volte non vedi le situazioni in prospettiva, provo a parlargli e a fargli capire la fortuna di essere all'Udinese. Molti giovani pensano alle squadre in cui andranno dopo aver giocato all'Udinese, così facendo non pensano però al bene della squadra. Iker ha tanto talento, vuole giocare ma prima deve capire quello che vuole l'allenatore. Deve sfruttare i minuti che gli vengono concessi".