Per oltre duemila anni uomini e donne hanno cercato le parole per raccontare Capri: ne hanno descritto la luce, i Faraglioni, la Grotta Azzurra, la Piazzetta, il mare. L'hanno dipinta, scritta, fotografata, filmata. Hanno provato a spiegare ciò che rende quest'isola diversa da qualsiasi altro luogo.
Il prossimo 10 agosto, nella notte in cui lo sguardo si alza verso il cielo per cercare una stella ed esprimere un desiderio, accadrà il contrario: sarà Capri a raccontare sé stessa, accendendo nuovamente la propria luce per diventare protagonista di un racconto sospeso tra mare, arte, musica e innovazione.
In occasione della notte di San Lorenzo, il Porto Turistico di Capri, alla Marina Grande, ospiterà la seconda edizione del drone show di San Lorenzo al Porto: una serata speciale di concerto, intrattenimento e spettacolo, promossa dalla città di Capri e dalla P.T.C. Porto Turistico di Capri, realizzata in partnership con Artech e Dronisos, che culminerà in “La Musa”, un suggestivo racconto luminoso che trasformerà il cielo dell’isola in una grande tela narrativa.
L’appuntamento riprende la narrazione cominciata l’estate scorsa, quando il primo drone show realizzato per San Lorenzo al Porto celebrò l’identità dell’Isola Azzurra attraverso luci, simboli e immagini dedicate alle sue bellezze naturali, storiche e culturali.
Un progetto completamente nuovo in cui, per 12 minuti, 500 droni luminosi trasformeranno il cielo sopra Marina Grande in una pagina aperta in cui, attraverso un linguaggio poetico e contemporaneo che si fonde con il patrimonio storico e culturale locale, sarà la stessa isola a raccontare i suoi luoghi iconici, il folklore, le tradizioni e le personalità artistiche che continuano a nutrire la sua stessa anima.
Il racconto prende ispirazione dalla leggenda dell'isola-donna, separata per sempre dal proprio amore, il Vesuvio. Da quella ferita nasce una voce che attraversa il tempo e accompagna il pubblico tra parti della sua identità e “frammenti” della sua memoria che rendono Capri un luogo unico al mondo.
I Faraglioni, la Piazzetta, la Grotta Azzurra, la Lucertola Blu ma anche elementi folkloristici e legati alla tradizione come il tamburello: elementi di un racconto che si compone nel cielo attraverso la luce.
Ogni figura nasce dalla precedente in una trasformazione continua. Nulla si interrompe, nulla si sovrappone. Come in un flusso di coscienza, il cielo accompagna il pubblico dentro la voce dell'isola in uno spettacolo in cui la tecnologia non è protagonista fine a sé stessa, ma ma uno strumento al servizio della memoria, dell’arte e dell’identità del territorio. Un alfabeto luminoso attraverso il quale raccontare una Capri capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, di aprirsi all’innovazione.
Perché da secoli Capri continua a ispirare chi la incontra. Dai miti dell'antichità ai viaggiatori del Grand Tour, dagli artisti che ne hanno fatto il luogo della propria ricerca fino ai protagonisti della cultura contemporanea, l'isola ha continuato a generare opere, visioni e storie. Capri non è soltanto una destinazione: è una musa che continua a richiamare scrittori, musicisti, pittori, scultori, architetti e figure culturali provenienti da tutto il mondo.
Tra le immagini più significative dello spettacolo comparirà la Medusa di Jago, opera che lega il mito classico a una nuova espressione artistica e che testimonia il rapporto vivo tra Capri e la creatività contemporanea: l’incontro tra la pietra scolpita dal mare e quella modellata dall’uomo, tra il mito naturale dell’isola e il mito reinterpretato attraverso l’arte.
Un omaggio a un'artista che ha scelto Capri come sede di appartenenza e che, con l’apertura del Jago Museum Capri negli spazi di Villa Lysis, ha aggiunto un nuovo capitolo alla lunga storia culturale dell’isola.
di Napoli Magazine
30/07/2026 - 14:54
Per oltre duemila anni uomini e donne hanno cercato le parole per raccontare Capri: ne hanno descritto la luce, i Faraglioni, la Grotta Azzurra, la Piazzetta, il mare. L'hanno dipinta, scritta, fotografata, filmata. Hanno provato a spiegare ciò che rende quest'isola diversa da qualsiasi altro luogo.
Il prossimo 10 agosto, nella notte in cui lo sguardo si alza verso il cielo per cercare una stella ed esprimere un desiderio, accadrà il contrario: sarà Capri a raccontare sé stessa, accendendo nuovamente la propria luce per diventare protagonista di un racconto sospeso tra mare, arte, musica e innovazione.
In occasione della notte di San Lorenzo, il Porto Turistico di Capri, alla Marina Grande, ospiterà la seconda edizione del drone show di San Lorenzo al Porto: una serata speciale di concerto, intrattenimento e spettacolo, promossa dalla città di Capri e dalla P.T.C. Porto Turistico di Capri, realizzata in partnership con Artech e Dronisos, che culminerà in “La Musa”, un suggestivo racconto luminoso che trasformerà il cielo dell’isola in una grande tela narrativa.
L’appuntamento riprende la narrazione cominciata l’estate scorsa, quando il primo drone show realizzato per San Lorenzo al Porto celebrò l’identità dell’Isola Azzurra attraverso luci, simboli e immagini dedicate alle sue bellezze naturali, storiche e culturali.
Un progetto completamente nuovo in cui, per 12 minuti, 500 droni luminosi trasformeranno il cielo sopra Marina Grande in una pagina aperta in cui, attraverso un linguaggio poetico e contemporaneo che si fonde con il patrimonio storico e culturale locale, sarà la stessa isola a raccontare i suoi luoghi iconici, il folklore, le tradizioni e le personalità artistiche che continuano a nutrire la sua stessa anima.
Il racconto prende ispirazione dalla leggenda dell'isola-donna, separata per sempre dal proprio amore, il Vesuvio. Da quella ferita nasce una voce che attraversa il tempo e accompagna il pubblico tra parti della sua identità e “frammenti” della sua memoria che rendono Capri un luogo unico al mondo.
I Faraglioni, la Piazzetta, la Grotta Azzurra, la Lucertola Blu ma anche elementi folkloristici e legati alla tradizione come il tamburello: elementi di un racconto che si compone nel cielo attraverso la luce.
Ogni figura nasce dalla precedente in una trasformazione continua. Nulla si interrompe, nulla si sovrappone. Come in un flusso di coscienza, il cielo accompagna il pubblico dentro la voce dell'isola in uno spettacolo in cui la tecnologia non è protagonista fine a sé stessa, ma ma uno strumento al servizio della memoria, dell’arte e dell’identità del territorio. Un alfabeto luminoso attraverso il quale raccontare una Capri capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, di aprirsi all’innovazione.
Perché da secoli Capri continua a ispirare chi la incontra. Dai miti dell'antichità ai viaggiatori del Grand Tour, dagli artisti che ne hanno fatto il luogo della propria ricerca fino ai protagonisti della cultura contemporanea, l'isola ha continuato a generare opere, visioni e storie. Capri non è soltanto una destinazione: è una musa che continua a richiamare scrittori, musicisti, pittori, scultori, architetti e figure culturali provenienti da tutto il mondo.
Tra le immagini più significative dello spettacolo comparirà la Medusa di Jago, opera che lega il mito classico a una nuova espressione artistica e che testimonia il rapporto vivo tra Capri e la creatività contemporanea: l’incontro tra la pietra scolpita dal mare e quella modellata dall’uomo, tra il mito naturale dell’isola e il mito reinterpretato attraverso l’arte.
Un omaggio a un'artista che ha scelto Capri come sede di appartenenza e che, con l’apertura del Jago Museum Capri negli spazi di Villa Lysis, ha aggiunto un nuovo capitolo alla lunga storia culturale dell’isola.